That’s Why God Made The Radio

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Autore: Jernej Vene

Artista: Beach Boys, The
Etichetta: Capitol Records
Uscita: year_month
Durata: 38:53
Voto: 3/5

La California non è solo la terra promessa per tanti che vogliono sfondare nei campi più diversi: il suo clima ha influenzato in molti modi anche la musica di laggiù. A metà degli anni Sessanta i tre fratelli Wilson, insieme al cugino Mike Love e a un gruppo di amici, hanno fondato a Hawthorne i The Beach Boys e hanno sfoderato un pop easy e levigato, perfetto per staccare con regolarità dai pensieri di tutti i giorni. Senza grandi pretese di guadagno e di gloria, ben presto hanno fatto tremare per bene prima la costa di casa e poi il resto del mondo. Oggi sono sinonimo di armonie vocali a più voci da leccarsi i baffi e di esecuzioni strumentali impeccabili. Quest’anno festeggiano mezzo secolo di attività con l’album That’s Why God Made The Radio. Dopo sedici anni di pausa è il loro ventinovesimo disco in studio. Se fosse tutto semplice come lo cantano spesso i Beach Boys nei pezzi su mare, tramonti e amori estivi, verrebbe da pensare che comporre la loro nuova musica sia questione di un minuto o due. Invece non è affatto così, perché a questi pezzi hanno dedicato un bel po’ di tempo. Un esempio di quanto dico  è la title track That’s Why God Made The Radio, che in fondo è un valzer, ma la cui leggerezza viene smorzata da una parte centrale interessante, da modulazioni e da arrangiamenti vocali più elaborati. Se il sogno americano è alla portata di tutti, sorprende che non riesca a tanti di quelli che nella musica hanno successo e affascinano con idee, tecnica o semplicità espressiva. Qui ci sta bene un altro motto americano, quello che dice che l’importante è trovarsi al posto giusto nel momento giusto. A volte nemmeno questo basta, ma i The Beach Boys a inizio carriera hanno avuto una fortuna sfacciata. Fino a oggi hanno venduto quasi 70 milioni di dischi in tutto il mondo, un risultato mica da buttare.

Proprio il mix di melodie piacevoli, il frullato di stili diversi, ogni tanto l’appoggiarsi a ritmi morbidi e a testi pieni di spensieratezza sono una via di fuga per tutti quelli che non hanno raggiunto il proprio sogno. Di sicuro non tutti possono essere ricchi e potenti, ma la voglia di esserlo nessuno gliela può togliere. I The Beach Boys, in questo, danno ovviamente una bella mano. Se nella vita vera non va, con la musica e i testi va eccome. Il disco That’s Why God Made The Radio suona proprio come se fosse stato registrato negli anni migliori della carriera – è pieno di suoni che accarezzano le orecchie, portano un po’ di sogno nel duro quotidiano, spingono alla gentilezza e a una gioia spensierata. Evidentemente hanno trovato una cerchia di ascoltatori fedeli che vogliono tutto questo. Del resto il ritorno discografico dei The Beach Boys era pianificato con cura già da un paio d’anni. I pezzi sono nati in collaborazione con alcuni autori esterni alla band, tra cui i più noti sono Jon Bon Jovi e Jim Peterik dei Survivor. Alcune canzoni Brian Wilson le aveva scritte già quattordici anni fa, alla morte della madre e del fratello Carl. L’ultimo disco in studio conteneva cover di vecchi successi, insieme ad alcuni hit di autori e interpreti country. L’attuale  That’s Why God Made The Radio porta materiale originale nuovo dopo vent’anni, quando uscì Surfin’ Safari.

Perché proprio quest’anno un nuovo disco e un tour? Un po’ per nostalgia e per i bei tempi andati, un po’ per soldi e un po’ per amore della musica… Tre motivi che gli artisti che risalgono sui palchi in grande stile tirano fuori spesso. Però non è ancora successo che qualcuno dicesse la verità, evidentemente non ne hanno bisogno. Ai The Beach Boys va riconosciuto il merito di aver registrato un nuovo album in studio che non porta niente di nuovo, ma è abbastanza interessante da essere accolto dai fan più sfegatati. I critici e gli altri ascoltatori occasionali lo considerano un contributo solido al loro catalogo. Nonostante l’età venerabile hanno così dimostrato di rispettare il pubblico e di non fargli sentire solo i vecchi successi, ma anche musica nuova. I The Beach Boys sono senza dubbio dei giganti della musica pop americana e mondiale. Proprio la leggerezza e il tono sognante sono gli elementi con cui convincono di più anche nell’attuale That’s Why God Made The Radio. I signori di una certa età hanno ancora parecchia monelleria giovanile addosso: davanti ad alcuni testi gli ascoltatori potrebbero alzare un po’ gli occhi al cielo, perché forse starebbero meglio in bocca a cantanti più giovani, ma i vecchi volponi non mollano. Evidentemente pensano che sia giusto così. Se vuoi sentire il meglio che hanno fatto in carriera, dai un ascolto a Pet Sounds e al perduto Smile, uscito solo l’anno scorso.

 

 

 

Formazione

Al Jardine – voce
Bruce Johnston – voce
Mike Love – voce
David Marks – chitarre
Brian Wilson – voce

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Jeff Baxter – chitarra elettrica

Cliff Hugo – basso

Jim Peterik – ukulele

Curt Bisquera, Chad Cromwell – batteria

Paul Fauerso – tastiere

Produzione

Brian Wilson, Paul Fauerso

Tracklist

1 Think About The Days

2 That’s Why God Made The Radio

3 Isn’t It Time

4 Spring Vacation

5 Beaches In Mind

6 Daybreak Over The Ocean

7 Shelter

8 The Private Life Of Bill And Sue

9 Strange World

10 From There To Back Again

11 Pacific Coast Highway

12 Summer’s Gone

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