The Best of Foreigner 4 & More
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Foreigner
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2014
Durata: 76:54
Voto: 2/5
Se c’è una band rock di peso che negli ultimi anni prende in giro i propri fan, quelli sono senza dubbio i Foreigner. Una valanga di compilation di ogni tipo con i più grandi successi, all’insegna di anniversari e ricorrenze importanti, ora per questo motivo, ora per quell’altro, ora per un terzo ancora. Ma di un nuovo album in studio nemmeno l’ombra! Ancora oggi. Lo aspettiamo dal 2009. Intanto la band va in tour di continuo. Ora in versione acustica, ora elettrica, con una scaletta più o meno fissa dei suoi più grandi successi.
E come se non bastasse, arriva un altro album con la dicitura »best of« nel titolo, che porta un nuovo tipo di inganno. Si tratta infatti di un documento dal vivo che ha preso questo titolo perché i Foreigner, in due concerti consecutivi nel cuore del New Jersey, hanno suonato un repertorio a cui hanno aggiunto qualche pezzo in più del loro celebre album »4« (1981) rispetto a quanto fanno di solito. Da qui il titolo »best of Foreigner 4«, mentre quel »and more« che segue sta a indicare che nel documento sono finiti, ovviamente, anche gli evergreen radiofonici della band. Come no, d’altronde non si può fare altrimenti, perché anche questo documento va pur venduto con successo.
Tutta la faccenda, nonostante l’indignazione iniziale di questo pezzo, sarebbe del tutto credibile se la band non avesse fatto ricorso ad »aggiustamenti« e »ritocchi« della registrazione live per l’uscita ufficiale. Nella scaletta di entrambe le serate da cui è tratto il documento c’erano 15 brani, suonati in un ordine completamente diverso da quello del supporto ufficiale. Che cosa significa? Che la band ha ovviamente sistemato intro e outro dei pezzi. Così ci ritroviamo con soli 12 brani, tra i quali interruzioni, ovvero un documento live »castrato«, incapace di restituire il vero impatto energetico e atmosferico che avrebbe dovuto essere una replica il più possibile autentica del clima del concerto del 3 e 4 ottobre 2013, nel cuore del New Jersey e nel prestigioso The Music Box dell’hotel Borgata (Atlantic City).
Che i grandi veterani Foreigner suonino in modo fenomenale sul palco anche in età matura non è più una novità. Kelly Hansen ha di nuovo spremuto il suo fantastico massimo vocale, la band ha impreziosito il suo suono dal vivo con il tocco di grande sensibilità del mago della chitarra Bruce Watson, entrato nei Foreigner nel 2011 come chitarrista stabile. I Foreigner hanno deciso di integrarlo a causa dei problemi di salute del leader della band Mick Jones.
Quando ascolti i pezzi di questo documento, è chiaro che i Foreigner hanno suonato di nuovo alla perfezione. Il suono è ottimo, la distribuzione dell’immagine sonora brillante. Le linee basse pulsano calde e piene, e Jeff Pilson resta un bassista eccezionale per la potenza del suono che produce e per quanto spazio copre il suo basso sulle frequenze gravi. I contrasti tra tastiere e riff di chitarra sono di nuovo ben bilanciati, le armonie vocali funzionano con tutta quella maestria che i Foreigner hanno nel mignolo della mano sinistra, il sassofono di Tom Gimbel in Urgent fa di nuovo venire la pelle d’oca ed è uno dei picchi del documento live! Insomma, nessuna sbavatura di suono o di esecuzione!
Per questo fa ancora più rabbia che la band non abbia scelto di pubblicare questo documento all’insegna dell’autenticità. Le scalette delle due serate erano pure abbastanza diverse, quindi i Foreigner avrebbero potuto sfornare un’intera scorta di CD in più e offrire due documenti live delle due serate, senza tagli e senza aver rimescolato di proposito i brani. Nella scaletta di ciascuna serata c’erano due pezzi acustici. Il documento ufficiale ne contiene appena uno.
Voto? Insufficiente! Alla band si potrebbe ancora chiudere un occhio se dopo »Can’t Slow Down« avesse pubblicato entro il 2014 almeno un album in studio, o se nello stesso arco di tempo non avesse intasato il mercato con una pletora di compilation best of. I Foreigner hanno quindi superato da un pezzo il punto in cui aggrapparsi alla gloria passata diventa decisamente di cattivo gusto.
Formazione
Mick Jones – chitarra
Kelly Hansen – voce
Jeff Pilson – basso
Tom Gimbel – flauto, chitarra, tastiere, sassofono
Michael Bluestein – tastiere
Chris Frazier – batteria
Bruce Watson – chitarra
Produzione
Jeff Pilson
Tracklist
1. Night Life
2. Woman In Black
3. Urgent
4. Waiting For A Girl Like You
5. Break It Up
6. Girl On The Moon
7. Say You Will
8. Feels Like The First Time
9. Cold As Ice
10. Hot Blooded
11. I Want To Know What Love Is
12. Juke Box Hero