Bryan Adams infiamma il pubblico di Lubiana con una valanga di hit (2014)

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Autore: Peter Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Arena Stožice / Slovenia
Data del concerto: 14.12.2014

Il rocker canadese Bryan Adams, ogni volta che passa da Lubiana, richiama folle che non si stancano mai dei suoi tanti successi, con cui negli anni Ottanta e Novanta ha scalato le classifiche mondiali come se niente fosse. Negli ultimi anni la sua popolarità è un po’ meno esplosiva, soprattutto perché da un bel pezzo non ha pubblicato musica nuova di zecca, ma l’ottima risposta slovena al suo lavoro più recente, l’album di cover »Tracks Of My Years« (2014), che ha registrato su input dei vertici della sua etichetta, dimostra che da noi resta uno degli artisti più amati, capace di portare ai suoi concerti giovani e meno giovani senza fatica. Anche a Stožice, tra i secondi dominavano le coppie di innamorati, ma c’erano pure tante ragazze single e giovani, perché questo maestro delle ballad d’amore con i suoi versi riesce ancora a toccare le nuove generazioni, anche se la sua faccia dice chiaro e tondo che il tipo, nonostante una forma fisica quasi immutata, è ormai da un pezzo entrato negli anni della maturità.

La sua voce è rimasta praticamente identica a quella dei tempi d’oro, e anche con la chitarra ritmica elettrica e con l’acustica non ha nessun problema, soprattutto con il supporto di un chitarrista solista come Keith Scott, il membro più spettacolare della band di Adams dal punto di vista strumentale. Scott in questa serata ha approfittato di diversi brani per brevi variazioni sosoliste, e a un certo punto si è ritrovato addirittura sdraiato a terra con la chitarra elettrica in mano. Bryan, in forma vocale smagliante con quella sua voce inconfondibile, ha intanto diviso lo show in due blocchi. Nella prima parte ha suonato per intero l’album cult »Reckless« (1984), che quest’anno festeggia i trent’anni dall’uscita, infilandoci anche tre brani che non erano finiti sul vinile originale, per poi concentrarsi, con grande gioia di tutti i fan, su vari capitoli della sua ricca carriera, pescando dagli altri dodici album in studio.

Tra i picchi emotivi di un’esecuzione di »Reckless« vissuta con grande trasporto ci sono state sicuramente le versioni appassionate di classici come »Run to You«, »Heaven« e »Summer of ’69«, durante la quale si sono accese le lucine dei cellulari di tutte le anime romantiche (cosa che in serata si è ripetuta più volte), ma anche »It’s Only Love«, in cui Bryan ha rievocato i bei ricordi del suo indimenticabile duetto con Tina Turner, è venuta fuori alla grande. L’esecuzione impeccabile di tutto »Reckless« si è chiusa con »Let Me Down Easy«, una cover di Roger Daltrey (The Who), che dal pubblico ha ricevuto la stessa accoglienza di un pezzo scritto da lui.

La seconda parte dello show è stata dedicata ad alcuni dei più grandi successi di Bryan, a partire dalla sua power ballad più popolare, »Everything I Do I Do It For You«, resa immortale per tutti gli innamorati del mondo soprattutto dal film su Robin Hood con Kevin Costner protagonista. Qui Bryan ha imbracciato per la prima volta in serata la chitarra acustica, e solo nella parte finale di questa ballad dal successo clamoroso si è unita a lui tutta la band. A garantire una dose abbondante di divertimento ci ha pensato l’invito di Bryan, durante »If Ya Wanna Be Bad Ya Gotta Be Good«, a farsi avanti tra il pubblico a qualche ‘ragazza selvaggia’ pronta a ballare sul ritmo del pezzo, mentre le telecamere ne seguivano i movimenti sul maxischermo. Come c’era da aspettarsi, di potenziali ballerine non ce ne sono mancate, ma alla fine Bryan ha scelto una ragazza bionda, a cui poco dopo, durante il ballo, si è unita anche la sua amica, non meno scatenata.

Proprio mentre Bryan aveva incoraggiato le due ragazze a lasciarsi andare del tutto nel ballo, si è sfiorato un incidente surreale, perché a rovinare tutto ci ha pensato un addetto alla sicurezza fin troppo ‘tutto d’un pezzo’. Il tizio evidentemente non aveva capito che le due avevano ricevuto un invito speciale da Bryan in persona per stare al centro dell’attenzione, e ha iniziato a cacciarle dal palazzetto, ma dopo i fischi di disapprovazione e la battuta di Bryan, che lo ha preso in giro dicendo che ‘il signor poliziotto può ballare anche lui, se vuole’, il tarchiato pelato col pantera carantana tatuata sulla schiena ha dovuto mollare la presa e allontanarsi mortificato verso l’ingresso più vicino.

Le due ragazze hanno potuto continuare il loro ballo scatenato fino alla fine del brano. Come ciliegina, Bryan le ha poi invitate dalle tribune fin sotto il palco, promettendo alle sue fan/ballerine più fedeli, a fine concerto, magliette gratis del tour in corso. Tra i pezzi che in serata hanno ricevuto la reazione più rumorosa del pubblico c’è stata anche »When You’re Gone«, che nella versione originale Bryan ha cantato in duetto con Melanie C (delle Spice Girls). La parte regolare dello show la band di Bryan l’ha chiusa con »The Only Thing That Looks Good On Me Is You«. Nel primo bis è arrivata una parte in gran parte acustica, che nel palazzetto ha creato un’atmosfera intimissima e allo stesso tempo intensa tra palco e pubblico. Con »C’Mon Everybody«, una cover sentita di Eddie Cochran, Bryan ha ricordato al pubblico anche »Tracks Of My Years«, il suo album di cover attuale. La chitarra acustica ha avuto il ruolo da protagonista anche nel nuovo brano »She Knows Me« e nelle versioni acustiche degli evergreen »Straight From The Heart« e »All For Love«, che a suo tempo aveva cantato insieme a Sting e Rod Stewart.

Il canadese, visibilmente commosso, non la smetteva più di lodare il pubblico sloveno, e così è tornato sul palco apposta per loro per un secondo bis a sorpresa, in cui ha suonato alla chitarra acustica la prima strofa della sveglia natalizia »Christmas Time«, con cui per il gran finale ha augurato a tutti buone feste, per poi salutare il palco tra un applauso fragoroso. Il live di Bryan a Stožice è stato uno di quei grandi spettacoli che succedono fin troppo di rado in Slovenia, con un’energia tra palco e pubblico in perfetta sintonia: chi c’era se lo ricorderà a lungo, e con grande piacere.

Il fabbro canadese dei grandi successi ha goduto un mondo, insieme alla sua band, a suonare i momenti migliori della sua carriera, ed era visibilmente entusiasta del pubblico, che sapeva a memoria i versi di tutti i suoi pezzi (importanti). L’unica critica va all’impianto audio del palazzetto: nonostante gli organizzatori, nei precedenti eventi a Stožice, avessero a quanto pare risolto buona parte dei problemi di acustica (difficile dimenticare che disastri sonori ci furono durante la visita di Sting a Stožice), il suono rimbombava in modo pessimo, soprattutto durante i discorsi di Bryan al pubblico e nei momenti acustici, tanto che sembrava che il signor Adams avesse dall’altra parte un fratello gemello o un uccello imitatore. In ogni caso, con questo spettacolare evento live hanno avuto ciò che volevano soprattutto tutti gli amanti del rock melodico e le anime romantiche inconsolabili.

Scaletta

Reckless
One Night Love Affair
She’s Only Happy When She’s Dancin’
Run to You
The Boys Night Out
Heaven
Kids Wanna Rock
It’s Only Love
Long Gone
Somebody
Ain’t Gonna Cry
Summer Of ’69
Let Me Down Easy (Roger Daltrey cover)
(Everything I Do) I Do It for You [Acoustic]
If Ya Wanna Be Bad Ya Gotta Be Good
Cuts Like A Knife
Can’t Stop This Thing We Started
 Please Forgive Me
When You’re Gone (Bryan Adams & Melanie C cover)
18 til I Die
Cloud #9
The Only Thing That Looks Good on Me Is You
—1° bis—
You’ve Been a Friend to Me [Acoustic]
C’mon Everybody (Eddie Cochran cover)
She Knows Me [Acoustic]
Straight from the Heart [Acoustic]
All for Love [Acoustic] (Bryan Adams, Rod Stewart & Sting cover)
–2° bis—
Christmas Time (solo la prima strofa)

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