Thirteen
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Harem Scarem
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2014
Durata: 38:03
Voto: 5/5
L’anno scorso i veterani canadesi dell’hard rock Harem Scarem hanno pubblicato l’album »Mood Swings II«. Hanno rifatto ancora una volta il loro disco classico, il più riuscito a livello commerciale della loro carriera, quello che li ha catapultati sulla mappa musicale mondiale e ha spalancato loro le porte dei palchi più grandi. Dopo che nel 2008 la band aveva pubblicato l’album d’addio »Hope«, annunciando allo stesso tempo ufficialmente il proprio ritiro, nessuno si aspettava più una reunion, anche se Harry Hess negli anni successivi ha sempre »dato segni« di vita, sia come produttore o musicista ospite negli album di altri artisti, sia con la pubblicazione di un album solista in studio nel 2012, intitolato »Living in Yesterday«.
Mai dire mai: gli Harem Scarem hanno mantenuto buonumore e creatività anche dopo l’abbuffata di concerti dell’anno scorso (anche in Europa, con una tappa il 31.10.2013 a Trieste!!!), in cui hanno suonato per intero l’album »Mood Swings« (1993). La band, tornata a scalciare, è stata accolta a braccia aperte dal pubblico e ha ricevuto una risposta fantastica, con enormi consensi in tutto il globo, così ha deciso di proseguire la carriera e di pubblicare un altro album in studio.
Il disco ha ripagato tutta l’attesa! Dallo stile delle tre nuove canzoni aggiunte in coda a »Mood Swings II« ci si poteva aspettare che i ragazzi cercassero di rincorrere la magia del loro album classico, e invece no. Hanno affrontato il nuovo materiale senza pesi sulle spalle e senza calcoli. Sui nastri hanno messo un bel mazzo di idee rifinite, accumulatesi negli archivi di Harry Hess negli ultimi sei anni. Anche con »Thirteen« Harry Hess dimostra di essere uno dei compositori e arrangiatori più talentuosi del rock melodico. Il suo sodalizio con lo straordinario mago della chitarra Pete Lesperance è considerato uno dei nuclei creativi più prolifici del rock melodico. Il duo ha insomma fatto il suo dovere sul nuovo album più che egregiamente, e la chimica tra i due musicisti non perde un colpo.
Il lavoro di Pete Lesperance è ancora una volta affascinante da ogni punto di vista. Una vivacità giocosa come quella che nasce dalla fantasia brillante della chitarra di questo maestro non ti capita di trovarla spesso negli album di rock melodico di oggi. Dai piccoli trucchi per abbellire i passaggi con ornamenti di chitarra ingegnosi, al sapiente mescolare le note negli assoli in mezzo ai mid-eight, fino a modulazioni musicali spiazzanti tra i motivi portanti e a certe frasi di chitarra straordinarie che formano il cuore dei brani. È esattamente quello che ti regala l’iniziale Garden of Eden, contagiosa come un veleno. Anche nel nuovo album gli Harem Scarem si portano dietro quel carattere positivo, pieno di ottimismo scoppiettante. Il disco si avvicina più agli album usciti dopo l’era del millennio, come »Higher«, »Overload« o »Weight of the World«, che ai lavori in studio più vecchi. Quando si parla di spirito da inno e di carica da risveglio, tra i brani al centro dell’attenzione del nuovo album c’è sicuramente il secondo in scaletta, Live It, dove conquista soprattutto il ritornello, uno dei più forti dell’intero disco. Ci sono anche momenti che si aprono in modo un po’ più oscuro, come nel brano Early Warning Signs. Un’energia simile la porta la conclusiva Stardust! Un pezzo da teatro drammatico, che nella strofa salta attraverso il pre-ritornello in una nuova svolta atmosferica di un ritornello scatenato, ribollente e pieno di positività. I capolavori non finiscono mai, soprattutto quando ti ritrovi davanti a un’orecchiabilità così atmosfericamente graduata, come quella di brani come la ribelle Never Say Never, la giocosa Troubled Times, All I Need o Whatever It Takes.
Insomma! L’album »Thirteen« regala un’infinità di freschezza creativa. Dieci brani che offrono il massimo a livello di composizione, arrangiamenti e atmosfera, in linea con l’alta qualità dei lavori precedenti, con cui Harry Hess e soci in passato ci hanno viziati a dovere. I ritornelli sono accompagnati da armonie vocali eccezionali, che contrastano le atmosfere ribollenti di pomposità e bombastica e mettono il puntino sulla »i« di una dinamica straordinaria, che regge un album lungo appena 38 minuti. Niente »macchie del tempo« né »gite sperimentali di stravaganze musicali«. »Thirteen« è un prodotto fantastico dal primo all’ultimo secondo e sta a testa alta accanto ai migliori lavori della band, compreso il celebratissimo »Mood Swings«. Il tocco musicale resta impeccabile e »Thirteen« deve assolutamente riportare gli Harem Scarem sui palchi del mondo, compreso il vecchio continente europeo. »Thirteen« è una delle uscite più belle e riuscite di quest’anno nel campo dell’hard rock melodico. Bentornati a casa, ragazzi!
Formazione
Harry Hess – voce, cori
Pete Lesperance – chitarra, basso, tastiere
Creighton Doane – batteria
Darren James Smith – cori
Produzione
Harry Hess
Tracklist
1. Garden of Eden
2. Live It
3. Early Warning Signs
4. The Midnight Hours
5. Whatever It Takes
6. Saints and Sinners
7. All I Need
8. Troubled Times
9. Never Say Never
10. Stardust
11. Garden of Eden* (versione acustica)
*…bonus track