The Conscious Sedation

0 8

Autore: Sandi Sadar Šoba

Artista: System Divide
Etichetta: Metal Blade Records
Uscita: 2010
Durata: 46:33
Voto: 5/5

Ogni tanto sulla scena spunta una band nuova che ci fa a pezzi l’apparato uditivo. E no, non è una critica, anzi, tutto il contrario. Tanti gruppi che un tempo erano sottoterra stanno rinascendo dalle ceneri di fiamme ormai spente, e i System Divide sono decisamente uno di questi. Riff brutali, ritornelli bellissimi e tecniche da far girare la testa: lasceranno il segno sulla scena metal. In superficie sembra melodic death metal, ma ascoltando il disco più volte ti accorgi che non è solo death. La band è parecchio eclettica: pur venendo dal death melodico, non ha paura di portarsi addosso etichette come metalcore, progressive, gotico e sinfonico.

Come detto, The Conscious Sedation è un ibrido di tutto quanto elencato sopra. Ma se tendi bene l’orecchio, senti anche qualche innesto di power metal. Non sono i primi a fare una roba del genere, però di sicuro sono tra i pochi a farla in modo quasi invisibile. Un’altra delle poche cose che distinguono la band è la cantante Miri Milman, e non è esattamente roba di tutti i giorni nel melodic death metal. Ha una voce meravigliosa e porta una varietà che ci sta da dio. Oltre alla sua voce splendida, nella musica trovi anche le tastiere, che aggiungono un altro strato di profondità.

Con gli undici pezzi del disco, i SD sono riusciti a fare quello che riesce a pochissime band: zero monotonia e brani che ti si piantano subito nelle orecchie. Nonostante le voci che tornano di continuo, non ci si annoia mai. La band ha fatto un capolavoro. Si potrebbe dire che è un album “no killer, no filler”.

I musicisti sono fenomenali. Sono affiatatissimi e sanno bene cosa devono fare. Ma il più in evidenza è il batterista Mike Heller, che si vede lontano un miglio quanto le pelli non siano un mistero per lui. Dietro al suo set è una vera bestia. I doppi pedali martellano la grancassa come una mitragliatrice sul campo di battaglia. Ma la cosa che salta più all’orecchio nel disco sono i due cantanti. Sven de Caluwe con il suo growl e Miri Milman con la sua bella voce creano un’atmosfera perfetta, e, incredibilmente, i due si incastrano pure alla grande. Detto per inciso, Sven e Miri sono sposati, e già da 2 anni. Che dire di più? L’album è curatissimo e la produzione è al posto giusto. Professionale, non c’è che dire. Tutto è accordato alla perfezione. I problemi, forse, potrebbero averli solo gli ascoltatori che cercano estremo e brutalità.

Il disco è consigliato a tutti i fan di lunga data degli Aborted e dei vecchi Leng Tch’e. Se ascoltate band come i Lacuna Coil, c’è qualcosa anche per voi. E non è escluso nemmeno per chi ha bisogno di un po’ di modernità e melodia. Parecchie cose nel disco tirano dalle parti dei Soilwork. Insomma… auguriamo alla band tanto successo anche in futuro e aspettiamo altre mazzate che andranno a parcheggiarsi nei nostri organi uditivi. E, come direbbe Pinhead nel film horror di culto Hellraiser: “There is no good, there is no evil. There is only flesh.” In questo caso, la carne rimarrà ben piantata dalle parti dei System Divide.

Formazione

Sven de Caluwe – voce
Miri Milman – voce
Michael Wilson – chitarra
Cole Martinez – chitarra
Andrew Lenthe – basso
Mike Heller – batteria e percussioni

Produzione

James Murphy & Cole Martinez

Tracklist

1. Vagaries of Perception
2. An Intoxicating Affair
3. Echoes
4. The Apex Doctrine
5. Lethargy
6. (n)Ether
7. Hollow
8. Purity In Imperfection
9. Repent/Forget
10. The Conscious Sedation
11. Stagnant Progression

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie