The Dio Years
Izvajalec: Black Sabbath
Založba: Rhino Records
Izid: 2007
Black Sabbath o Heaven & Hell?
Credo che i Black Sabbath non abbiano bisogno di presentazioni a nessuno: sono una di quelle band di fine anni Sessanta che hanno fondato l’heavy metal e incarnato la NWOBHM, ancora prima che il termine esistesse. La formazione classica con Ward, Butler, Iommi e Osbourne nei primi dischi era ancora ancorata agli schemi hard rock intrisi di blues (cavolo – all’inizio si chiamavano Polka Tulk), poi si sono allontanati sempre di più da un genere ormai più o meno sorpassato e sono diventati dei maestri dell’heavy metal. Con il successo sono arrivate anche le droghe, con le droghe litigi sempre più rumorosi: nella seconda metà dei Settanta Ozzy Osbourne ha lasciato la band solo per qualche concerto, poi alla fine del 1978 se n’è andato definitivamente (o almeno così sembrava all’epoca).
Al suo posto è arrivato un ometto con una voce enorme, Ronnie James Dio, che prima aveva messo in mostra le sue doti vocali nel super gruppo Rainbow e che ai Black Sabbath ha portato una ventata di freschezza più che necessaria. Come prima uscita hanno sfornato il disco Heaven and Hell, un successo commerciale e di critica, dopo il quale ha lasciato la band il batterista Ward, sostituito da Vinnie Appice (Vanilla Fudge). Questa formazione ha poi registrato insieme Mob Rules, un’uscita di successo commerciale simile, a cui avrebbe dovuto seguire un disco dal vivo. Beh, quando Live Evil è finalmente uscito, nella band non c’erano più né Dio né Appice, e al loro posto c’era di nuovo Bill Ward e, sorpresa – Ian Gillan! Eh sì, le strade dei giganti Deep Purple, Rainbow e Black Sabbath si sono incrociate più di una volta.
E perché questa lunga introduzione, che i fan dei Black Sabbath sanno a memoria e di cui gli altri conoscono almeno a grandi linee tutti questi giri di formazione? La formazione classica dei Black Sabbath si è riunita alla fine degli anni Novanta, mentre questa seconda formazione d’oro l’aveva fatto già all’inizio dei Novanta. Ed ecco che è tornato il momento… ma siccome i Black Sabbath originali fino a poco fa suonavano con successo dal vivo (e a quanto pare registravano pure), Iommi, Butler, Appice e Dio hanno deciso di battezzare la nuova reincarnazione Heaven and Hell – come uno dei migliori dischi e anche una delle migliori canzoni. E per non fermarsi solo al tour (non vedo l’ora di sentirli il 5 luglio mentre ci scaldano per i Metallica!!!), alla raccolta di successi qui recensita hanno aggiunto tre pezzi freschi di giornata.
I primi tredici brani ricordano perché anche questa formazione sia tanto apprezzata, rispettata e amata. Iommi è semplicemente uno dei migliori chitarristi in assoluto e i suoi riff si siedono senza problemi sul trono accanto a Blackmore e Page, la sezione ritmica è affidabile e devota prima di tutto alla chitarra e poi a una voce eccezionale! Mica a caso Dio lo chiamano la Voce! La scelta dei pezzi avrebbe potuto essere migliore, ma è comunque così buona da convincere gli ascoltatori a recuperare le uscite regolari dei dischi citati sopra.
The Devil Cried è un pezzo molto rumoroso, all’inizio incisivo e con ottimi passaggi di batteria e chitarra per tutta la durata; l’unica cosa che delude è proprio la Voce. Gli anni hanno fatto il loro, e anche se si tratta ancora di una voce straordinaria, rispetto alle perle del passato non è più la stessa cosa – come il brano stesso, anche la voce è in qualche modo più ruvida. Un’osservazione simile vale per Shadow of the Wind, la cui intro ricorda un po’ Iron Man, ma che ha dalla sua un assolo di chitarra ppazzesco. La conclusiva Ear in the Wall parte davvero a razzo e continua con lo stesso casino, la voce di Dio è sorretta generosamente soprattutto nel ritornello, e la struttura complessa ricorda soprattutto gli Iron Maiden. Ma sono tutte caratteristiche che in ogni caso contraddistinguevano già l’era di Dio nei Black Sabbath – struttura dei pezzi più elaborata, velocità, impatto e imprevedibilità. Vabbè, Dio è invecchiato, la sua voce è maturata, ma è ancora in forma smagliante.
Ovviamente sorgono delle domande – quando rivedremo sul palco i Black Sabbath classici? Quando uscirà un nuovo album in studio completo di questa o quell’altra formazione? Forza e spinta creativa a quanto pare non mancano! Potrebbe succedere persino l’impossibile e presto potremmo sentire insieme Ozzy e Dio nei Black Sabbath??? Sarebbe probabilmente troppo, ma sono state sepolte anche asce di guerra ben più affilate…
Formazione
Ronnie James Dio – voce
Tony Iommi – chitarra
Geoff Nicholls – tastiere
Geezer Butler – basso
Vinny Appice – batteria
Bill Ward – batteria
Produzione
Martin Birch, Tony Iommi
Tracklist
1. Neon Knights
2. Lady Evil
3. Heaven And Hell
4. Die Young
5. Lonely Is The Word
6. The Mob Rules
7. Turn Up The Night
8. Voodoo
9. Falling Off The Edge Of The World
10. After All (The Dead)
11. TV Crimes
12. I
13. Children Of The Sea (Live)
14. The Devil Cried
15. Shadow Of The Wind
16. Ear In The Wall