The Doors Experience porta il pubblico dello Štuk all’orgasmo senza fatica! (2008)

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Luogo: Štuk/Maribor
Data del concerto: 08.11.2008
Numero di spettatori: 700
Prezzo del biglietto: 8 €

Lo scorso weekend è andato in scena l’esodo dei ranocchi (alias i lubianesi) verso la Stiria, più precisamente verso lo Štuk di Maribor, che sabato sera ha tremato sotto la forza di uno sbarco di yodelatori riuniti sotto il nome in codice operazione The Doors Experience. Doveva essere uno dei picchi della stagione concertistica di Maribor e dintorni, e invece, come prevedibile, purtroppo ci ha lasciati piuttosto freddini.

Già il primo sguardo al cortile del “castello dello Štuk” lasciava al Joe medio più o meno gli stessi dubbi che ti dà la stabilità architettonica nei pressi di un kebab montato in fretta e furia. La simpatica baracca, infatti, simpatizzava vistosamente con la direzione e la forza dei venti in rapido cambiamento appena arrivati da oltre gli Urali, per non parlare delle bevute di certi individui, forse aromatizzate al metano. Con lo Štuk, insomma, è tutta un’altra storia. L'”emozionante” struttura squadrata, con un pizzico di aria industriale appena percettibile sul modello della Metelkova di Lubiana, offre ai giovani annoiati di Maribor una specie di sandbox per ogni sfizio culturale-artistico multicolore. E probabilmente è proprio a questa estenuante noia che va attribuito il grande interesse per l’esibizione del quintetto austriaco di fissati con i The Doors, che con un sound simpaticamente poco compatto risveglia i ricordi degli immortali titani del grande abecedario del rock & roll.

I The Doors Experience si sono presentati con una scaletta piuttosto prevedibile di cavalli di battaglia dei Doors, in mezzo ai quali i pelosi stalloni austriaci hanno gettato volentieri anche il profumo di qualche fiore meno noto. Da questo punto di vista vale la pena segnalare l’esecuzione sentita di Crystal Ship, la divertente Five To One o You’re Lost Little Girl, che per la risposta del pubblico se la sono giocata dignitosamente con gli evergreen Break On Through (To The Other Side), Alabama Song, The End e, ovviamente, Light My Fire! L’iniziale Roadhouse Blues, per dire, ci ha quasi fatto volare via il tetto, e accompagnata da cori ben azzeccati è rimasta a metà strada anche When The Music’s Over!
L’eredità dei The Doors, ancora oggi, 37 anni dopo la morte di Jim Morrison, riscuote tra gli ascoltatori di tutte le età una dose invidiabile di simpatia, se non addirittura di venerazione fanatica. L’atmosfera mistica che da anni si addensa attorno all’iconografia di Morrison ha risucchiato per bene anche il giovanotto dal disturbante accento germanico Jason Boiler, che per uno strano caso del destino si è dato il soprannome di Jim (chissà quale storia c’è dietro)! L’imitazione di Jim Morrison da parte di Jason, però, non è così impeccabile come ci si potrebbe aspettare da un fissato dei The Doors qualunque. L’asso nella manica di Jason è sicuramente la voce, con cui l’essenza del messaggio dei The Doors resta ben racchiusa, ma il voto complessivo alla performance del cantante sarebbe probabilmente molto più alto senza i comici intermezzi di danza classica. Proprio per colpa di questi ultimi, a tratti sembrava che l’esaltazione di Jason togliesse alle interpretazioni dei più grandi trionfi della band più di quanto dessero. L’entusiasmo con cui Jason addentava l’iconografia di Jim Morrison era smisurato e poteva essere pareggiato solo dall’ardore del suo collega Klaus Bergmaier, che copiava coscienziosamente, a tratti persino con troppo entusiasmo, le mosse di Manzarek. Gli altri tre hanno seguito i due in maniera cauta, con un’aria visibilmente da lezione imparata a memoria, che non lasciava spazio a voli melodici più concreti, nemmeno entro i confini ristretti del catalogo dei The Doors. Da questo punto di vista, i The Doors Experience si confrontano con i giganti del passato musicale in modo prudente e, di conseguenza, poco accattivante.

Se proprio dovessi cercare il vincitore della serata di sabato, l’onore andrebbe senza dubbio ai giovani scatenati di Maribor, la cui energia, il buonumore e la proverbiale propensione a darci dentro con il ballo hanno (ancora una volta) confermato la propria supremazia sulla monotona viziatezza della gente di Lubiana! A far salire l’incredibile bailamme hanno contribuito di sicuro anche i The Doors Experience, che non erano affatto male, ma nemmeno lontanamente interessanti quanto i loro grandi idoli, il che, diciamolo, non promette granché, soprattutto se, come il sottoscritto, non rientrate per niente nella categoria dei devoti dei The Doors a prescindere.

Testo: Daniel Pavlica
Foto: Mojca Perdih

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