The Drinkers all’Orto Bar (2006)
Autore: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lubiana / Orto Bar
Data del concerto: 23.02.2006
Numero di spettatori: 140
Prezzo del biglietto: 1000 SIT
Quando a febbraio sulle distese di Lubiana regna una nebbia fitta, quando le temperature scendono fino allo zero e la pioggia non sa decidersi se coprirci di neve o inzupparci, e così fa tutte e due le cose, là fuori non c’è davvero niente da fare. Ma se è venerdì e i The Drinkers suonano dal vivo, la situazione ovviamente può ribaltarsi alla grande. Come si conviene, i The Drinkers hanno attaccato a fare casino tardi! All’Orto Bar naturalmente c’era di nuovo la ressa, al piano di sotto neanche l’ombra di una sedia, e al piano di sopra bisognava aprirsi un varco con una volontà d’acciaio tra le orde della stragrande maggioranza di ragazzini in età da scuola dell’obbligo. La gente i suoi cinque minuti di rock’n’roll se li prenderà pure, anche se tutti avevano già afferrato il boccale e, come si addice a un concerto dei The Drinkers, avevano cominciato a dondolare nello spirito del drink’n’roll.
Mi sono fiondato sotto il palco e mi sono mischiato alla folla proprio mentre attaccavano; era tardi, tardi,… non ricordo più, ero troppo staccato dalla realtà per certe formalità. Una party band che sa qual è il vero senso di vivere il rock non si è lasciata frenare nemmeno stavolta. Con Maki i The Drinkers si sono ritrovati non solo un ottimo interprete della loro missione alcolica, ma anche un monello impertinente che per giunta è pure un bel vedere e, come dice il decano dell’artigianato musicale leggero sloveno Andrej Šifrer “le belle ragazze amano le canaglie” (cosa che Maki ovviamente non è, fa solo finta quando serve, e il palco è comunque il suo mondo), anche quest’esca ha attirato nelle prime file un’accozzaglia di coniglietta ammiccanti, annoiate dalla routine di tutti i giorni, che hanno saltellato allegre per tutto il concerto.
I ragazzi hanno subito fatto salire la temperatura, e da lì non è più scesa per tutta l’esibizione. Il suono crudo e genuino ha scosso per bene le ossa della folla, che si è divertita all’infinito. I The Drinkers sanno il fatto loro. Il senso dell’umorismo, la provocazione fine e geniale e quel crudo sex appeal erotico sono la vera medicina per tutti i guai dell’uomo, una medicina che si chiama stacco del venerdì. Oltre a un bel po’ dei loro classici infiammabili, in scaletta hanno trovato posto anche due pezzi più recenti: Tine Rine (per il quale la band ha girato da poco un videoclip) e la canzone Nočem na Evrosong, con cui i The Drinkers si erano contesi il prestigioso premio, cioè lo status di star, ma poi, come si conviene alle moderne condizioni slovene, al momento giusto si sono “appesi al chiodo”, per non rischiare che qualche povero sloveno venisse “sfortunatamente” e senza volerlo folgorato dal cielo, perché la virale “frajtonerica” che oggi nel rock, porca miseria, spingono con tanta allegria certi furbetti del guadagno facile, non c’entra niente con tutto questo: il suo posto è dagli Avsenik.
I The Drinkers ci hanno fatto impazzire di nuovo, in modo convincente e nel loro stile di sbronza musicale, e la serata con loro è volata via fin troppo in fretta! I primi paladini rock’n’roll della religione alcolica su suolo sloveno si sono presi cura alla grande della coscienza alcolica e col loro concerto non solo hanno entusiasmato 200 fan, maschi e femmine, ma hanno anche nobilitato nel modo più bello possibile la nascita di Rockline. La Pivoluzione in Slovenia continua dunque con forza immutata!
Scaletta
1. Lepi In Trezni
2. Svet Se Ne Vrti
3. I Love Alkohol
4. Miss Lee
5. 10 Majhnih Jagrov
6. Ko To Tamo Peva
7. Žeja
8. Lit’r Vina
9. Alkohol Je Moj Idol
10. Lep Dan Za Smrt
11. Vijolice
12. 7 Dni
13. Fa Fa Fa
14. Cura
15. Miki Miška
16. Nočem na Eurosong
17. Tine Rine
18. Jawohl
19. Pijemo Ga Radi
—bis—
20. Kreni Prema Meni
21. Basket Case
22. All The Small Things
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