The Future Now

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Hammill, Peter
Etichetta: Charisma Records
Uscita: 1978
Durata: 45:15
Voto: 4.5/5

Peter Hammill è un artista musicale senza paragoni: da solista ha messo a segno una pletora di album prog rock sperimentali e provocatori di altissimo livello, per non parlare di quello che ha dato ai leggendari Van Der Graaf Generator. Questo cantante, poeta, chitarrista, pianista, scrittore e scienziato dilettante fuori dal comune è sempre stato un workaholic nel cuore e nell’anima, totalmente votato all’arte musicale: appena il lavoro con la band madre si è fermato, ha rilanciato la carriera solista, in cui ha pubblicato finora più di trenta album in studio.

»The Future Now« è uscito subito dopo il terzo scioglimento dei Van Der Graaf Generator, quindi non sorprende che per struttura sonora somigli al cult, spesso ingiustamente trascurato, dei Van Der Graaf »The Quiet Zone/The Pleasure Dome« (1977). Vuol dire che è un mix di prog rock sinfonico a base di archi e fiati, sezioni avanguardiste rumorose e new wave d’inizio era. Curioso: è il primo lavoro di Hammill in cui non suona con il suo storico compagno di merende, il batterista dei VDGG Guy Evans. L’album è stato registrato interamente senza batteria, ma non disturba nemmeno un po’. A Peter, che come al solito ha suonato tutti gli arrangiamenti di pianoforte e le parti di chitarra, hanno dato una mano il sassofonista e flautista di lunga data dei VDGG David Jackson e il violinista Graham Smith, membro dell’ultima formazione dei VDGG di fine anni Settanta.

In »The Future Now« ci sono dodici brani, per lo più più brevi di quelli a cui i fan sono di solito abituati con l’eclettico Hammill, che in quel momento si trovava a un importante giro di boa della vita: i trent’anni appena compiuti. Lo simboleggiano sia il titolo dell’album sia la sua copertina bizzarra e divertente, dove il leggendario cantante ha mezza faccia coperta da una barba folta e mezza rasata di fresco. Questo confronto con la fine irrevocabile degli ultimi giorni della tarda adolescenza, per un artista così intelligente e colto, già più maturo a vent’anni di tanta gente di oggi a cinquanta, è incarnato dall’opener »Pushing Thirty«. Qui c’è un ritmo glam rock che sarebbe piaciuto anche al vecchio amico e ammiratore di Peter, David Bowie. Il cantante tuonante passa di continuo da un registro vocale ampio e inconfondibile alla narrazione schietta. Le linee di sassofono taglienti di Jackson si fondono alla perfezione con il tempo saltellante del pianoforte.

»The Second Hand« è invece un pezzo ritmicamente piuttosto ‘assonnato’, in cui a dare dinamica ci pensano gli spiritosi inserti di sassofono e il capriccio vocale senza confini di Peter. »Trappings« è una ballata acustica dall’atmosfera cupa, con un testo psicologico sulle derive del successo e della fama eccessivi. Alla piacevole sorpresa avventurosa pensano le armonie vocali dissonanti e un assolo di chitarra ubriaco. L’enigmatico »The Mousetrap (Caught In)«, con la sua melodia malinconico-sacrale di pianoforte e armonica, ha un netto sapore ambientale da VDGG. »Energy Vampires«, il cui testo è dedicato a tutti quei succhiatori di energia positiva che ci circondano nella vita e vogliono da noi solo qualche vantaggio materiale, è un pezzo breve ma drammatico, con una forte nota avanguardista grazie ai sassofoni scatenati e agli sfoghi vocali paranoici di Hammill.

 La ballata »If I Could« è un’altra struggente malinconia condita dalla chitarra acustica, con begli inserti d’archi di violino e la piacevole intonazione vocale di Peter. L’atmosfera sacrale si sposa bene con il testo d’amore, che nella carriera di Hammill è sempre stato una vera rarità. La title track epica si guadagna senza fatica il titolo di brano migliore del disco: è intrisa del genuino, cupo clima VDGG e di una prova vocale eccezionale di Peter. Maestosi arrangiamenti sinfonici di pianoforte e passaggi di chitarra frammentati sono coronati da un ritornello epico che alza il sipario su un futuro distopico, e che mette il pezzo tra i classici eterni del prog rock.

L’eterno sarto delle sfumature ambientali più cupe ci porta in »Still in the Dark«, su una dolce melodia di pianoforte, dentro una critica lirica dell’ottusità umana. »Mediaeval«, come promette il nome, è segnato da armonie vocali sacrali. Per Hammill, che ha mosso i primi passi da cantante nel coro di una scuola gesuita, è un momento di nostalgia, per quanto strano possa suonare per questo eterno critico delle istituzioni religiose. »A Motor-Bike in Afrika« è un esperimento avanguardista perfetto, con effetti di chitarra distorti e monotoni e una prova vocale dissonante. »The Cut« è incoronato da una melodia di chitarra acustica angosciosa, quasi cupissima, da un’apocalittica vocale e da sfuriate di chitarra elettrica distorta nel mezzo. La conclusiva »Palinurus (Cast Away)« si riferisce a un personaggio della mitologia romana, più precisamente al timoniere della nave di Enea, a cui dopo la morte fu destinata una degna sepoltura. Più tardi lo cita anche Dante Alighieri nel Purgatorio, come anima sofferente perché le sue ossa non erano state sepolte. L’ambiente cupo è segnato dal suono dell’armonica, da drammatici arrangiamenti di pianoforte e dalla prova vocale pomposa del ‘dottore della lingua’.

»The Future Now« è un lavoro dalla testa ai piedi sperimentale, con numerose svolte ambientali inaspettate. Allo stesso tempo, rispetto alle precedenti opere da studio del maestro, è di nuovo un pezzo assolutamente unico. Qui Hammill, nel mezzo di un importante periodo di transizione, ha sfruttato al massimo la sua fama di eterno avventuriero musicale e lirico e ha creato un altro album che entra nell’élite dei suoi migliori risultati solisti.

Formazione

Peter Hammill – voce, chitarra, tastiere, armonica
Graham Smith – violino
David Jackson – sassofono

Produzione

Peter Hammill

Tracklist

1. Pushing Thirty
2. The Second Hand
3. Trappings
4. The Mousetrap (Caught In)
5. Energy Vampires
6. If I Could
7. The Future Now
8. Still In The Dark
9. Mediaevil
10. A Motor-Bike In Africa
11. The Cut
12. Palinurus (Castaway)

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