The New Reality
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Operation: Mindcrime
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2017
Durata: 57:56
Voto: 3/5
Terzo capitolo di un concept su un uomo che trova una chiave con cui può cambiare la realtà. Il che vuol dire che può cambiare in meglio anche il mondo. Per fortuna è un brav’uomo, che si merita davvero di tenersi l’oggetto miracoloso, perché fa del bene. Proprio perché è buono deve camminare su una strada piena di spine, ma essendo saldo e determinato riesce a superare ogni paura e ogni ostacolo, perché segue i suoi sogni e la sua visione. Insomma, tutto è bene quel che finisce bene. Un concept fantascientifico, post-apocalittico e ispirato al film Matrix.
Dietro questa trilogia concettuale c’è il celebre cantante e musicista Geoff Tate, noto per essere la definizione stessa di voce solista nei più famosi classici dei Queensryche. Quello che senti anche in questo terzo capitolo, Geoff aveva cominciato a metterlo in pratica già quindici anni fa con i Queensryche. Passando sotto l’ala di una nuova band, o meglio della sua formazione, ha comunque giustificato più facilmente la nuova vena artistica di cui si serve nella sua espressione musicale e a causa della quale, alla fin fine, ha dovuto per forza lasciare i Queensryche.
In realtà si tratta di art rock di un genere particolare, che suona insolito, speciale, diciamo pure unico. Ed è questo il suo punto di forza. Però il motivo per cui tra tutti e tre risulta il meno interessante sta con ogni probabilità nel fatto che è nato in appena un anno e a Geoff, alla fine, le idee sono finite, anche se la musica nuova dura quasi un’ora. Lo si sente soprattutto nella seconda metà del disco, che diventa del tutto »cerebrale«, con il lato sperimentale che prende completamente il comando e dove manca almeno un catalizzatore aguzzo e incazzato fatto di chitarre ruggenti, per riportare un po’ di adrenalina nel finale. In questa parte la sezione strumentale quasi ruba la scena alla voce. Incredibile.
Però anche questo disco si merita una chance. Anche se i metallari già da un pezzo preferirebbero vedere Geoff, amante del buon vino e viticoltore, attaccarsi rigorosamente ai suoi affari di vigneto e lasciare in pace la musica, la musica che crea con gli Operation Mindcrime resta comunque molto interessante e, da questo punto di vista, anche di buon livello. Purtroppo negli ultimi anni è diventato un bersaglio implacabile delle critiche di tutti quelli che in questa musica di nuova creazione cercano un legame di parentela con i classici dei Queensryche, che non esistono più. Ai tempi dei Queensryche rimanda ormai solo la voce di Tate, le armonie vocali di accompagnamento e, ogni tanto, la melodia vocale di certi motivi. Ma quella melodia è vestita con un abito di arrangiamento, composizione e produzione completamente diverso da quello che ricordi dai tempi in cui Tate cantava semplicemente con i Queensryche. RockLine, quindi, in qualche modo difende ancora una volta la nuova vena artistica di Tate, che in realtà non è affatto male e a cui si fa un torto quando tanti critici a livello mondiale, nelle loro recensioni, lo fanno letteralmente a pezzi.
Quindi, di nuovo: non devi ascoltare l’album come se volessi a tutti i costi sentirci pezzi di Rage for Order, The Warning o (meglio che non li nomini nemmeno) Empire oppure Operation: Mindcirme. Devi prendere il disco come se non conoscessi i grandi e importanti nomi che ci stanno dietro e che vi hanno messo la firma. Così ti arriverà più facilmente. È comunque un album art rock messo insieme da tutte le parti. Dal pop, da melodie alternative rock accordate basse e sfocate, con chitarre avvolte nell’oscurità, dove i loop programmati approfondiscono sensazioni cupe e oscure, e puro dramma teatrale; il disco poi si comporta e si sviluppa in modo tale che si percepiscono spunti progressivi. Queste escursioni sono spesso intervallate da rolling, cosa molto gradita per dare dinamismo allo svolgersi degli eventi. Il tutto è rafforzato da arrangiamenti di tastiere che possono suonare anche orchestrali e dare un senso di solennità, pur trattandosi di un album davvero cupo. Geoff riprende in mano anche il sassofono, che accentua sul disco gli spunti pop. Nella produzione non è difficile cogliere il basso penetrante, caldo e organico, sfruttato in modo melodicamente vario, di John Moyer, bassista tra l’altro dei Disturbed. Nella prima parte dell’album a occuparsi della maggior parte del dinamismo è proprio la sezione ritmica. Per il resto il disco porta con sé un forte sentimento di prova e sperimentazione musicale, e per questo vi si insinua anche una sensazione di sviluppo spontaneo e di libertà stilistica, che da un lato garantisce la particolarità espressiva del disco, dall’altro si può leggere perfino in negativo, come una leva dietro cui, per mancanza di vere idee musicali, stavolta Tate e compagnia si nascondono più che mai nella pur breve era della band.
Quindi. Il disco si merita una chance, anche se, come detto, è quello che offre meno spunti di contenuto rispetto ai due precedenti. In compenso, almeno la copertina finalmente è decente.
Operation Mindcrime – Under Control (video con testo ufficiale):
Formazione
Geoff Tate – voce, sassofono, cori
Kelly Gray – chitarra, cori
Scott Moughton – chitarra, tastiere
Randy Gane – tastiere
John Moyer – basso
Brian Tichy – batteria
Simon Wright – batteria
Produzione
Kelly Grey & Geoff Tate
Tracklist
01. A Head Long Jump
02. Wake Me Up
03. It Was Always You
04. The Fear
05. Under Control
06. The New Reality
07. My Eyes
08. A Guitar In Church?
09. All For What?
10. The Wave
11. Tidal Change
12. The Same Old Story