The Offspring sopravvissuti all’assalto dei Savršeni Marginalci a Zagabria (2026)

Los Angeles Agency 2026
0 150

The Offspring, Savršeni Marginalci, Luzeri
Domenica, 14. 6. 2026
Velesajam, Zagabria, Croazia


“Tonac, jebem ti sve, pojačaj ovo!”

Stavolta sono partito da Ajdovščina (che, come sai, è una metropoli) in compagnia delle mie figlie, destinazione: vacanza punk rock a Zagabria. Per non farla troppo lunga, l’avventura più memorabile è arrivata nel sottopasso tra il parcheggio multipiano e il Velesajam, dove abbiamo incrociato un musicista di strada che strimpellava alla chitarra acustica – torturandosi le corde vocali – nientemeno che il classico dei Manowar Thor (The Powerhead). Leggenda! Si è guadagnato qualche € dal mio portafoglio, che poi ha speso allegramente in birra al concerto.

Non sapevo che la zona del Velesajam fosse ridotta così male rispetto all’ultima volta che ci ero stato (1998 o 99). Adesso è un vero paesaggio post-apocalittico. Il piazzale dove si è tenuto il concerto è pieno di tombini, buche, marciapiedi improvvisi, ed è il posto ideale per rompersi una gamba o due sotto l’effetto di punk rock super melodico e un paio di birrette.

I Luzeri hanno aperto le danze. Una combo post punk jump-da-fuck-up con voci in autotune di ben tre “cantanti” non ha convinto nessuno, tranne un paio di adolescenti sofferenti. Andiamo avanti.

I Savršeni Marginalci sono stata un’altra storia. La formazione di veterani – chitarrista, bassista e batterista delle leggendarie e ormai sciolte Hladno Pivo – con l’aiuto dell’ultra energetico cantante Hrvoje Krmpotić (“Krmpa”) dei Deafness By Noise, band hardcore punk, ha letteralmente spaccato tutto. Suono ottimo, una setlist fantastica con un mix di hit degli Hladno Pivo e pezzi propri, e un pubblico che partecipava con entusiasmo hanno evocato lo spirito della scena HC punk zagabrese degli anni Novanta. Non che io abbia mai fatto parte di quella scena o che la conosca nei dettagli, ma suona bene, no? Insomma, la cosa è ottima, il primo disco è fuori e, da quello che ho sentito, porta avanti più che dignitosamente l’eredità di Mile Kekin (il cantante originale degli Hladno Pivo), finito a navigare nelle acque marce e puzzolenti della politica. Krmpa comunque suona proprio come un Mile incazzato nero, che la moglie, dopo una notte di bagordi, tira giù dal letto alle sette del mattino per portarlo a messa. Pjevajte nešto ljubavno, Fur Immer Punk e Buba Švabe sono ovviamente classici indimenticabili, quindi è stata una bella botta in testa!

The Offspring. Li conosciamo tutti, quindi salto la storia e tutto il resto. L’album della svolta Smash (1994) e quello con l’hit intergalattico Pretty Fly (For a White Guy) Americana (1998) hanno fatto la parte del leone in una setlist decisamente cortina. Credo che in tutto siano stati 75 minuti di show, con un sacco di chiacchiere mediamente spiritose in mezzo. Evidentemente Dexter e Noodles hanno preso un paio di lezioni da Blackie Lawless (W.A.S.P.). su come organizzare un concerto e mettere insieme la scaletta.

Invece di visceri scossi, con l’accoppiata iniziale Come Out and Play e la grintosa All I Want ci siamo beccati la potenza di casse bluetooth, e il mio vicino si è rivolto disperato al fonico con l’esclamazione del sottotitolo. Il fonico si è risvegliato lentamente dal coma e, verso il quarto pezzo, Looking Out for #1, è riuscito in qualche modo a portare il suono a un livello decente. Poi abbiamo assistito a uno show estremamente automatizzato, con intermezzi pseudo-comici studiati a tavolino. La scaletta era pensata per il fan mediamente caricato, e a me andava benissimo. Quello che disturbava davvero era la sterilità dell’esecuzione, ravvivata dal drumming mostruosamente animalesco di Brandon Pertzborn (batterista onnipresente che negli ultimi dieci anni ha suonato per una marea di band, tra cui Suicidal Tendencies e Limp Bizkit), che era un piacere ascoltare e guardare sui maxischermi.

Che mi piaccia o no, devo elogiare la voce di Dexter Holland. Il suo stile vocale si regge comunque sul filo della sopravvivenza delle corde vocali, e a quanto pare ha un modello d’acciaio, perché la voce è ancora riconoscibile e incazzata marcia come una volta. A me il concerto è piaciuto, bello sentire finalmente i maestri dal vivo, ma resta il fatto che la serata, per sé e per il pubblico, se l’sono rubata i Savršeni Marginalci. L'”attitude” è proprio quello che mancava agli The Offspring. Nemmeno l’inno sugli emarginati della società americana (hai visto cosa ho fatto qui?) The Kids Aren’t Alright è riuscito a spezzare del tutto l’incantesimo dell’automatismo e a tagliare il cervello in due come fa la versione in studio. Eh, già.

Per finire: 20 cessi per circa 15.000 spettatori. Sul serio?

Classifica finale: 1. Savršeni Marginalci, 2. The Offspring, 17. Luzeri.

Autore: Igorac

Foto: arriveranno prima o poi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie