The Places Between (The Best Of)
Artista: Doves
Etichetta: EMI Records
Uscita: 2010
Durata: 79:09
Voto: 3/5
Chi sono i Doves? Beh, solo l’innovazione indie rock che ha mandato fuori di testa i ragazzini inglesi. Anche se le origini risalgono agli anni Ottanta, il primo disco è uscito solo nel 2000. Già l’esordio della band è stato nominato al Mercury Music Prize, il premio che ogni anno va al miglior album. Con “Lost Souls” i Doves hanno superato addirittura “Parachutes” dei Coldplay, mentre il premio se l’è preso “The Hour of Bewilderbeast” di Badly Drawn Boy. Così la strada del trio indie rock era tracciata. Ciò che li distingueva da band simili era soprattutto una maggiore voglia di sperimentare e qualche sporadica sfuriata alter-rock, anche se la band resta fedele alla solita formula indie: una sequenza più o meno generica di riff pop leggeri con un pizzico di distorsione, un cantato “beatlesiano”, testi legati alla vita, in particolare alle ragazze e all’amore. In 10 anni i Doves hanno pubblicato quattro album, e tutti hanno raccolto critiche ottime, finendo in cima al loro genere. Tutto questo giustifica l’uscita del “best of” “The Places Between”.
Come si addice a una compilation “best of”, ci sono solo i successi, frutto di una lunga carriera. “Black And White Town”, “Snowden”, “Pounding”, “Andalucia”, “Kingdom Of Rust” … Una compilation nel vero senso della parola, che mette davvero insieme un enorme repertorio dei migliori pezzi dei Doves. Ci sono anche quelli un filo più sperimentali e duri, che si staccano dalla monotonia delle ballatine indie rock di cui questo album è pieno. “10:03”, “The Man Who Told Everything”, ma anche “The Cedar Room” e “Andalucia” lo sono di sicuro. I Doves hanno quindi fatto un passo in più, includendo con coraggio un paio di brani che puntano meno al successo commerciale e più a qualcosa di qualitativamente migliore, qualcosa che non si regge sui cliché dell’indie commerciale di oggi. Eppure questa qualità resta nascosta dietro la voce di Jimi Goodwin, che non si schioda dal suo timbro zuccherino, quello che tanto attira i ragazzini di oggi, in particolare le rappresentanti del gentil sesso.
Con la loro prima compilation “best of” i Doves hanno quindi raccolto dieci anni di album in studio, ottenendo anche la conferma di una carriera di successo lunga quasi trent’anni. Di sicuro un “must have” per tutti i veri fan della band, ma anche per chi la conosce solo superficialmente e però gode con la musica indie rock. È un’ottima porta d’ingresso nel mondo dei Doves, che sono senza dubbio una band da grandi masse mondiali. La compilation è consigliata anche a tutti gli ascoltatori poco esigenti, che mentre ascoltano non si fanno troppe domande e per cui, come direbbero Zmelkoow, è musica per staccare il cervello.
Formazione
Jez Williams – chitarra, voce
Jimi Goodwin – chitarra, basso, voce principale, batteria
Andy Williams – batteria, voce
Produzione
Doves
Tracklist
1. There Goes The Fear
2. Black And White Town
3. Snowden
4. Here It Comes
5. Words
6. Kingdom Of Rust
7. Sea Song
8. Pounding
9. 10:03
10. Catch The Sun
11. Jetstream
12. The Man Who Told Everything (Summer Version)
13. Andalucia
14. Caught By The River
15. The Cedar Room