The Scourge, Mordenom e Neurotech fanno il pieno al Channel Zero! (2009)
Autore: Rok Klemše
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Channel Zero, Lubiana
Data del concerto: 15.04.2009
Pubblico: 160 persone
Prezzo del biglietto: 5€/7€
Le fondamenta del Channel Zero a Metelkova continuano a tremare senza pietà, perché la ciurma piena di entusiasmo del club ci serve ogni mese la sua dose di buon metal di casa nostra. È davvero bello vedere che, in mezzo all’ondata di concerti metal eccellenti degli ultimi mesi, anche i live delle band slovene restano per lo più ben frequentati e che il metal sloveno gode ancora di quel “supporto” che si merita fino all’ultima goccia di sangue. Stavolta a far tremare il Channel Zero ci hanno pensato i “metallari di Rečica” The Scourge, la death metal sensation appena scoperta della Bela Krajina, Mordenom, e gli sempre più riconoscibili elettro/industrial metaller Neurotech.
Con un filo di ritardo, a salire per primo sul palco davanti a una sala già belle piena è stato il flagello di Dio di Rečica ob Savinji, The Scourge. Hanno schioccato la frusta senza pietà e noi, con la schiena in sangue, ci siamo beccati un thrash/death metal incredibilmente dinamico e vario. I ragazzi i chilometri sul palco se li stanno ancora facendo, eppure si sente già un ottimo affiatamento e una vera chimica tra i membri della band. Matjaž Parfant e Jernej Štorgelj si passano a turno un growl efficace, brutale il giusto e comprensibile, Matjaž si batte con Primož a colpi di riff fantastici e passaggi melodici, mentre Jernej al basso e Blaž dietro le pelli sono una vera forza d’urto. I pezzi originali dal vivo suonano fenomenali, le melodie ti si piantano subito in testa, l’approccio è senza compromessi, spaccano anche i pezzi strumentali, e come ciliegina sulla torta ci sono cover scelte con cura (a parte la logora Pursuit of Vikings degli svedesi Amon Amarth), il classico dei Sepultura Refuse/Resist e una Walk, classico dei Pantera, suonata e cantata davvero alla grande. The Scourge frusteranno ancora, su questo non ci sono dubbi!
Nell’ultimo anno la scena metal slovena sta vivendo una vera fioritura. Se fino a poco tempo fa eravamo inondati da band quasi tutte thrash metal, ora anche la scena slovena si sta evolvendo a livello di generi e, per fortuna, il metal si diffonde in tutta la Slovenia senza restare chiuso nelle città più grandi. Così anche Metlika, nella Bela Krajina, ha avuto la sua prima band di un certo peso. E che band! I Mordenom propongono un death metal tecnico di altissimo livello, come da noi non si era ancora potuto sentire, e il disco d’esordio Agnvs Dei, appena uscito, trasuda professionalità ed è un vero salto di qualità per la scena di casa. È esattamente quello che i Mordenom dimostrano anche sul palco: i ragazzi sono affiatatissimi, e il loro death metal dall’approccio tecnico, con ritmi complessi, cambi di tempo, assoli da fiatone e una sezione ritmica devastante, è una vera mazzata per il metallaro ignaro che li vede dal vivo per la prima volta. Peccato che il suono dal vivo abbia fatto le bizze: il basso era decisamente troppo alto, mentre rullante e pedale del basso si sentivano appena. Nonostante l’audio scadente, però, gli assoli incendiari, i riff variegati e la voce assassina hanno spaccato, e possiamo solo essere felici che i Mordenom abbiano rinfrescato la scena metal slovena. Comprare Agnvs Dei è obbligatorio!
La serata, ben frequentata e piena di ottima musica, l’hanno chiusa i Neurotech di Lubiana, che rappresentano la strada più moderna del metal, in cui il black metal si mescola con suoni industrial e basi elettroniche, “la stanga” se vogliamo, nello stile dei più tardi innovatori svizzeri Samael. I Neurotech sono saliti sul palco dopo un intro pomposo, accolti dal tifo rumoroso soprattutto del pubblico femminile, e hanno dato una vera lezione di professionalità. La presenza scenica dei ragazzi è sicura, spavalda e senza compromessi, e il “make-up” funziona, perché avvolge la band in un velo di mistero. La musica parla da sé, domina la base programmata, che dal vivo è venuta fuori sorprendentemente bene, mentre il bel contrasto lo fanno le chitarre seghettate, la sezione ritmica e il growl inconfondibile di Wulf. Anche se i riff a tratti risultano monotoni e la sezione ritmica semplice, i Neurotech dal vivo sono un’esperienza indimenticabile. I ragazzi sul palco sembrano appena tornati da un tour mondiale, e la scelta dei pezzi era azzeccata: sono partiti con quelli più lenti e hanno alzato la velocità fino all’ultimo colpo.
Così si è chiuso un altro concerto ottimamente riuscito al Channel Zero, che, proprio come la scena metal slovena, sta vivendo una vera rinascita. La recessione non tocca il metal sul vivo, e che sia così ancora a lungo!
Foto: Nina Grad
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