The Seraphic Clockwork
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Vanden Plas
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2010
Durata: 72:31
Voto: 4/5
I Vanden Plas sono una di quelle band che hanno contribuito a definire una volta per tutte il genere che oggi chiamiamo progressive metal, dopo che questo aveva cominciato a spuntare in mille varianti in giro per il pianeta lungo tutti gli anni Novanta, grazie alla rivoluzione scatenata dall’arrivo sulla scena dei Dream Theater. Quando il genere era ancora giovanissimo, le band si ascoltavano a vicenda ma avevano approcci diversi, e ognuna costruiva un proprio suono riconoscibile. Dagli americani Shadow Gallery ai brasiliani Angra, dai britannici Threshold fino ai tedeschi Vanden Plas. Questi ultimi avevano tutte le carte in regola per diventare una band più grande e più riconosciuta a livello mondiale, ma purtroppo sono rimasti all’ombra di sé stessi, un nome del tutto sconosciuto. Oggi li conoscono solo i fan più sfegatati del progressive metal, anche se in Francia i Vanden Plas ce l’hanno fatta e ancora oggi hanno una base di fan solidissima. Una parte della colpa per la scarsa notorietà, comunque, se la sono presa anche loro, visto che di veri tour non ne hanno mai fatti, a parte negli anni Novanta.
Sono passati 16 anni dal debutto “The Colour Temple” (1994) e questo è appena il sesto album in studio della band. Dopo “Beyond Daylight” (2001) l’attività dei Vanden Plas si era fermata, e una delle cause era anche la malattia del chitarrista Stephan Lill, che a quanto pare però è riuscito a tirarsi fuori dai guai. Comunque sia, l’ottimo “Christ O.” (2006) aveva confermato che i Vanden Plas non hanno ancora detto l’ultima parola, e il nuovo album “The Seraphic Clockwork” (2010) rafforza la sensazione che i Vanden Plas semplicemente non riescano e non sappiano deludere, ogni volta che arriva il momento di mettere insieme un nuovo disco.
Ancora una volta c’è toccato aspettare parecchio per un nuovo album. Nel periodo tra gli ultimi due dischi in studio i membri della band si sono dedicati ai “musical” per il teatro, come il progetto “Abydos”, poi “Ludus Danielis” e, non ultima, la trasposizione scenica del disco “Christ O.” in forma di show teatrale. I membri della band sono stati coinvolti persino nella produzione di “musical” per le messe in scena di “Jesus Christ Superstar” e “Hair”. Grazie a queste nuove sfide i musicisti si sono temprati, sono maturati ancora un gradino e, da perfezionisti del suono quali sono, si sono messi al lavoro sul nuovo album carichi di idee fresche e con una visione creativa chiarissima.
Siccome i Vanden Plas si buttano sempre a capofitto, cioè secondo il principio del “tutto o niente”, si sono aggrappati di nuovo a un concept che attraversa tutto il disco. Il protagonista, un abitante della Roma del XVI secolo, si ritrova in un’avventura attraverso il tempo e atterra nell’anno 33 d.C. in pieno centro a Gerusalemme. Attraverso una visione dell’apocalisse, come per incanto, una profezia dell’Antico Testamento lo guida attraverso i secoli, fino a ritrovarsi faccia a faccia con la missione divina. Come erano riusciti a dare corpo alla storia del concept in modo eccellente attraverso la musica nel disco precedente, così i ragazzi approfondiscono la stessa direzione di percezione musicale e predica anche in questo nuovo lavoro. “The Sepraphic Clockwork” è un album profondissimo, pieno di dramma. Mentre lo ascolti, ti viene la pelle d’oca da sola.
Una tale stratificazione, una tale varietà teatrale e drammatica, un tale rimescolarsi di atmosfere ad altissima vibrazione, i Vanden Plas non l’avevano mai servita in un disco come con “The Seraphic Clockwork”. “The Seraphic Clockwork” è il punto della carriera dei Vanden Plas in cui la band si è profilata definitivamente come un diamante raffinato di perfezione musicale, almeno per come intendiamo noi il concetto di genere progressive metal. Questo significa il giusto dosaggio di metallo incandescente e intelligenza nel combinare arrangiamenti orchestrali, oltre al giusto livellamento tra complessità e accessibilità melodica. Quello che “Christ O.” ha iniziato, “The Seraphic Clockwork” lo porta a compimento. Ci sono i classici motivi conduttori (i tipici refrain “alla Vanden Plas” di Frequency, Rush Of Silence, la ballad Scar Of An Angel), che definiscono i Vanden Plas con l’approccio unico e il timbro vocale di Andy Kuntz; poi c’è l’asprezza affilata di una produzione che mette in risalto il muro massiccio e valanghivo di riff di chitarra di Stephan Lill, poi l’approccio inconfondibile all’uso delle tastiere, incarnato da Günther Werno, e infine una sezione ritmica dinamica come poche, che entusiasma con svolte ritmiche pittoresche e con un’ulteriore dose di imprevedibilità nello sviluppo dei brani del disco. Questi ragazzi sono cresciuti fino a diventare un’entità eccezionale, in cui percezione e intesa reciproca funzionano a un livello altissimo, ed è per questo che i Vanden Plas sono davvero una band che rappresenta un’unicità musicale chiara e netta a livello mondiale! Un carattere ben definito e una visione evolutiva lineare, che non smette di entusiasmare.
“The Seraphic Clockwork” è anche un disco eccezionale per il fatto che rappresenta un bellissimo equilibrio tra complessità e accessibilità melodica. Nonostante il disco sia molto ramificato, nonostante i brani portino con sé più di un motivo conduttore, nonostante le parti strumentali centrali siano turbolente e movimentate, con la dose obbligata e ogni tanto di fuoco incrociato nei duelli chitarra – tastiere, il filo rosso dell’album resta sempre chiaro e segue fedelmente una melodicità e una compattezza ben definite.
Il picco del disco è proprio la suite mini-epica conclusiva On My Way To Jerusalem, culmine del linguaggio superbo della band, che da questo brano possiamo estrapolare all’intero album. La magia del disco è così convincente che ammalia l’ascoltatore senza fatica. Soprattutto quando ti entra sotto la pelle. L’album richiede solo qualche ascolto in più, ma quando la sua energia ti afferra, difficilmente riuscirai a resisterle ancora.
Nonostante “The Seraphic Clockwork” sia l’album più complesso della storia dei Vanden Plas, la band è riuscita allo stesso tempo a mantenere quello che l’ha sempre contraddistinta e per cui si è guadagnata un pedigree di qualità su cui non si può dubitare nemmeno per un attimo. L’eccezionale perfezione dei motivi conduttori mantiene l’album compatto e con un filo rosso chiaro. Non resta più molto margine di manovra per sviluppare una filosofia profonda. Se sei un fan del progressive metal, fatti un favore e corri subito al tuo negozio di CD preferito e meglio fornito, e non esitare a sborsare una dozzina di euro per una perla musicale incarnata dal nuovo album dei Vanden Plas!
Formazione
Andy Kuntz – voce
Stephan Lill – chitarra
Guenther Werno – tastiere
Torsten Reichert – basso
Andreas Lill – batteria
Produzione
Vanden Plas
Tracklist
1.Frequency (6:16)
2.Holes In The Sky (5:26)
3.Scar of an Angel (7:27)
4.Sound of Blood (6:47)
5.The Final Murder (9:54)
6.Quicksilver (8:54)
7.Rush of Silence (9:23)
8.On My Way to Jerusalem (12:51)
9.Eleyson (bonus track) (5:33)