The Unauthorised Breakfast Item
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Caravan
Etichetta: Eclectic Discs
Uscita: 2003
Durata: 60:07
Voto: 3.5/5
I Caravan, pionieri inglesi del progressive rock di Canterbury, dopo la fine degli anni Settanta, quando il loro ‘periodo d’oro’ era ormai chiuso, sono tornati in studio ancora un paio di volte e, anche se i dischi successivi non hanno mai raggiunto l’eccellenza del materiale registrato nel primo decennio di vita della band, ci si trovava comunque parecchia roba interessante per i fan di lunga data. Uno di quegli album che anche gli appassionati della loro discografia citano di rado, pur non essendo affatto brutto, è senza dubbio »The Unathorised Breakfast Item« del 2003, l’ultimo lavoro dei Caravan con il batterista originale Richard Coughlan, scomparso nel 2013.
Il problema principale, anzi l’unico, di »The Unauthorised Breakfast Item« è che i Caravan in formazione con Coughlan, il cantante/chitarrista Pye Hastings, il chitarrista solista Doug Boyle, il violista Geoffrey Richardson, il tastierista Jan Schelhaas e il bassista Jim Leverton non erano più da un pezzo un baluardo dell’innovazione sonora, e che la maggior parte degli arrangiamenti qui non è ispirata come vorrebbero i fan dei Caravan, che sanno benissimo di cosa fosse capace la leggendaria band ai tempi migliori. Detto questo, anche nel XXI secolo i Caravan hanno mantenuto il loro stile inconfondibile, con un forte accento sulla melodia che a tratti sfiora il pop rock sinfonico, tra tanti arrangiamenti folk e spruzzate ritmiche jazzate. La voce di Pye, riconoscibile, particolarissima, ‘angelica’, le sferzanti linee d’archi di Richardson, il caldo suono dell’organo hammond di Schelhaas e il tipico umorismo inglese contraddistinguono anche »The Unauthorised Breakfast Item«, che contiene parecchi momenti capaci di far tornare in mente i ‘bei vecchi tempi’. Ci sono però anche alcuni pezzi in cui si sente la mancanza della vera ispirazione e che sul disco, più o meno, occupano spazio inutilmente.
Si sente un po’ la mancanza anche di una maggiore complessità ritmica rispetto al passato: in Coughlan non si ritrova più la vecchia esplosività ed eclettismo da batterista, ma visto che due anni dopo l’uscita di questo album i medici gli hanno diagnosticato l’artrite, l’inizio dei suoi problemi di salute, se l’è cavata ancora piuttosto bene. Già l’opener, »Smoking Gun (Right For Me)«, che si apre con un riff di chitarra blues, con la sua giocosità richiama senza dubbio certi traguardi dell’età dell’oro, mentre il chitarrista solista Boyle si mette in luce con variazioni piene di spirito. La presenza di Boyle nella band è durata circa dieci anni ed è stata un esperimento piuttosto interessante, perché né prima né dopo i Caravan hanno avuto due chitarristi, tranne quando Richardson ogni tanto imbracciava la chitarra e affiancava Pye. Il ritornato Schelhaas, che nel 2002 ha sostituito il tastierista originale Dave Sinclair, un po’ come nel 1979 lo aveva sostituito nei Camel, ha fatto il suo lavoro in modo solido, anche se in certi punti ci sarebbe potuta essere più presenza dell’organo hammond, che ha segnato così tanto i loro lavori classici.
»Revenge« parte su un tempo più veloce, e qui a spiccare sono soprattutto le variazioni di chitarra sfacciate e le divertenti linee di sax firmate dall’ospite (fisso) Jimmy Hastings. La title track ha un ritmo leggero e un tono scherzoso, mentre il ritornello non lascia un’impressione particolarmente profonda. Più interessanti risultano alcune variazioni strumentali, che testimoniano con chiarezza l’eccezionale preparazione tecnica dei membri della band. »Tell Me Why« è una ballata leggera e un filo noiosa, con un marchio folk, che dura almeno un pizzico troppo visto che non offre chissà quale profondità ambient né varietà ritmica. L’unico elogio di rilievo qui va al canto di Pye: il suo vocalizzo tradizionalmente alto si è abbassato con gli anni in modo appena percettibile. Il sognante »It’s Getting a Whole Lot Better« ha un ritmo lento, un po’ psichedelico-jazz, con elementi da ballata d’amore. A parte gli assoli di sax, piano e chitarra suonati con gusto, non succede niente di particolarmente sconvolgente, ma funziona come buona colonna sonora per una cena tardiva in un ristorante con accompagnamento jazz di piano e sax. »Head Above the Clouds« è tra i momenti meno ispirati del disco, perché il motivo principale è troppo ripetitivo, il che a tratti diventa persino fastidioso. Nemmeno l’ottimo assolo di chitarra nella parte finale riesce a raddrizzare l’impressione scialba.
»Straight Through the Heart« è un’altra ballata d’amore con cui i Caravan confermano che nel corso dei decenni non hanno perso il fiuto per le canzoni amiche della radio. Sono sempre stati una di quelle band prog che, con una promozione più generosa, avrebbero potuto infilare una bella serie di hit, se solo fosse stato il loro interesse principale. »Wild West Street« è uno strumentale da natura morta, tutto incentrato su archi e arrangiamenti di chitarra acustica, dove si coglie parecchio profumo folk. »Nowhere to Hide«, uno dei vertici del disco, nonché l’unico brano in cui alle tastiere compare anche David Sinclair, mentre la voce solista è del bassista Leverton, è uno dei rari momenti in cui, soprattutto nella seconda parte strumentale, di impronta improvvisativa, si respira un po’ più di spirito sperimentale, quello che nella maggior parte delle composizioni di »The Unauthorised Breakfast Item« di solito manca. L’album si chiude con il breve strumentale »Linders Field«, che punta sulle improvvisazioni di flauto firmate Jimmy Hastings, peraltro uno dei migliori flautisti nella storia del progressive rock.
In un periodo in cui i nuovi dischi dei rappresentanti della scena prog di Canterbury sono diventati più rari della pioggia nel deserto del Gobi, i Caravan con »The Unauthorised Breakfast Item« hanno fatto un buon lavoro, mettendo insieme un disco del tutto solido e molto piacevole da ascoltare. Ovviamente non lo si può paragonare agli album dei Caravan della prima metà degli anni Settanta, ma contiene comunque un bel po’ di momenti nostalgici che ricordano come il loro sound tradizionale fosse ancora vivissimo anche all’inizio del XXI secolo. Con un po’ più di vivacità ritmica, soprattutto per quanto riguarda la batteria, sarebbe potuto uscire ancora meglio.
Formazione
Pye Hastings – voce solista, chitarra
Richard Coughlan – batteria
Geoffrey Richardson – viola, banjo, ukulele, chitarra acustica, cori
Doug Boyle – chitarra solista
Jan Schelhaas – tastiere, cori
Jim Leverton – basso, voce, cori
MUSICISTI OSPITI:
Jimmy Hastings – sax tenore e soprano, flauto
David Sinclair – tastiere su “Nowhere to Hide”
Simon Bentall – percussioni
Ralph Cross – percussioni aggiuntive su “The Unauthorised Breakfast Item”
Produzione
Julian Gordon Hastings
Tracklist
1. Smoking Gun (Right For Me) (5:36)
2. Revenge (5:15)
3. The Unauthorised Breakfast Item (4:44)
4. Tell Me Why (6:16)
5. It’s Getting A Whole Lot Better (8:56)
6. Head Above The Clouds (7:21)
7. Straight Through The Heart (4:40)
8. Wild West Street (4:47)
9. Nowhere To Hide (8:54)
10. Linders Field (3:38)