The Very Best Of
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Japan
Etichetta: EMI Records
Uscita: 2006
Voto: 3.5/5
“The Very Best Of” è l’ennesima compilation solida dei migliori pezzi della band di culto Japan, che per la prima volta mette insieme i lavori usciti per la loro prima etichetta Hansa e quelli del periodo Virgin Records. Abbiamo davanti la retrospettiva di un percorso musicale estremamente interessante, quello di una delle band più strane, sofisticate e originali tra la fine dei ’70 e l’inizio degli ’80. Nati a Londra nel 1974, i Japan erano un quintetto formato dal cantante/paroliere David Sylvian, dal bassista Mick Karn, dal tastierista Richard Barbieri, dal batterista (nonché fratello di Sylvian) Steve Jansen e dal chitarrista Rob Dean. Nella loro incarnazione originale hanno puntato su suoni e immagine da glam rocker, alla David Bowie o ai New York Dolls. La voce di Sylvian, stranamente malinconica e al tempo stesso pomposa, che ricordava parecchio Bryan Ferry, è valsa ai Japan frequenti (anche se non sempre giustificati) paragoni con i Roxy Music. L’evoluzione dei Japan, dagli inizi piuttosto oscuri nel glam rock fino al passaggio stilistico a un’attrazione synth pop che, a furia di sperimentare, sfiorava spesso l’art rock, ha permesso loro di diventare una delle band più interessanti e di successo dell’epoca. La loro sfortuna è stata arrivare al successo commerciale piuttosto tardi, cosa che ha contribuito in buona parte al loro addio prematuro.
Questa raccolta, il cui titolo riflette la clamorosa mancanza di fantasia dei responsabili della Virgin Records, propone 15 loro brani più o meno noti (il loro più grande hit “Ghosts” è presente due volte, in due versioni diverse). Ci sono tutti i singoli chiave della band, come “Ghosts”, “The Art of Parties”, “Visions of China”, “Cantonese Boy”, ma anche i tanto amati “Gentlemen Take Polaroids” e “Methods of Dance”. Nella maggior parte dei pezzi si tratta di ottimo avant-pop, che deve parecchio a gente come Roxy Music, Brian Eno, David Bowie e Yellow Magic Orchestra. La compilation include anche qualche brano più avventuroso, come l’ottimo strumentale ambient “Canton” (che regala una buona occhiata alla successiva carriera musicale di Sylvian tra world music e musica strumentale) e altri pezzi più sperimentali come “Nightporter” e “Taking Islands in Africa”. “Nightporter”, proprio come “Ghosts”, ha tutti i marchi di fabbrica della band, come la voce malinconicamente pomposa di Sylvian stesa su un pianoforte sottile. “Taking Islands in Africa”, invece, è un esempio di pop elettronico con la partecipazione del storico collaboratore di Sylvian, Ryuichi Sakamoto. “Quiet Life” è un ottimo pezzo pop, molto vicino a “Angel Eyes” dei Roxy Music e a “Boy’s Keep Swinging” di Bowie, mentre la collaborazione di Sylvian con Giorgio Moroder in “Life in Tokyo” è un altro esperimento elettronico riuscitissimo. “European Son” è un classico new wave che riflette parecchio lo spirito musicale dell’epoca e ricorda un po’ gli Ultravox. Quello che invece non capisco è perché si sia sentito il bisogno di infilare nella compilation la cover dei Velvet Underground “All Tomorrow’s Parties”. Al suo posto si poteva scegliere qualcuno dei pezzi molto più interessanti della band, tipo “The Other Side of Life”, “Fall In Love with Me”, “Adolescent Sex”, “Despair”, “Swing”, “Voices Raised in Welcome”, “Hands Held in Prayer”, eccetera.
“The Very Best Of” contiene un sacco di buona musica, ma alla fine chi conosce la maggior parte dei lavori in studio della band si accorge che è solo un’altra delle loro compilation, peraltro piuttosto rare. Questa, l’ultima arrivata, presenta con successo la prima parte della brillante carriera di Sylvian, ma per abbracciare tutto il suo percorso servirebbe almeno un altro dischetto. Per chi vuole scoprire questa band spentasi troppo presto, che oggi ricordano ormai in pochi, la compilation è comunque un punto di partenza decisamente valido per farsi un’idea della loro carriera, e potrebbe far venire a parecchi ascoltatori la voglia di conoscerla anche attraverso i dischi in studio.
Formazione
David Sylvian – voce
Rob Dean – chitarra
Mick Karn – basso
Richard Barbieri – tastiere
Steve Jansen – batteria
Tracklist
1. Ghosts
2. I Second That Emotion
3. Quiet Life
4. Gentlemen Take Polaroids
5. Art Of Parties
6. Visions Of China
7. Taking Islands In Africa
8. European Son
9. Cantonese Boy
10. Life In Tokyo
11. Nightporter
12. Methods Of Dance
13. All Tomorrow’s Parties
14. Canton
15. Ghosts