Therion, Grave Digger e Sabaton alla Cvetličarna (2007)

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Autore: Rok Klemše

Luogo: Dvorana MediaPark / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 30.01.2007
Numero di spettatori: 800
Prezzo del biglietto: 26,00€

Sono passate appena due settimane dalla goduria death metal con i Kataklysm e il Master of Metal ci ha già servito un nuovo pacchetto di concerti. Stavolta al VPK Mediapark sono arrivati a tutto gas i corazzati del power metal svedese Sabaton e gli heavy metaller tedeschi, i Becchini, mentre al comando c’era la Bestia svedese, i Therion. Si sentiva già nell’aria che ci aspettava una vera festa metal, del resto con nomi del genere non c’era davvero da aspettarsi altro. E infatti… ci siamo ritrovati davanti uno dei migliori concerti che abbiamo avuto occasione di vedere alla Cvetličarna.

Sabaton 19:55 – 20:30
Poco dopo le otto i soldati svedesi Sabaton sono già marciati sul palco. Da noi una band piuttosto sconosciuta, visto che purtroppo i loro dischi non hanno distribuzione, eppure gli headbanger sloveni li conoscevano già abbastanza bene. I Sabaton suonano un power metal molto bello, parecchio classico, che sanno condire con grande successo con testi eccellenti che pescano soprattutto dalla storia militare – dalla prima guerra mondiale, passando per il conflitto delle Falkland, fino alla tragedia dell’11 settembre. E sul palco i ragazzi funzionano davvero come una macchina da guerra ben oliata. Picchiano duro e senza compromessi, asfaltando tutto quello che trovano sulla loro strada! A emergere in particolare è il carismatico frontman Joakim, che ci ha fatto ridere già con il suo outfit, una specie di pettorali da armatura, ma compensa l’aspetto un po’ buffo con una voce fantastica. “Non so perché ci hanno dato birra tedesca, se la Union è ottima?!” si è chiesto Joakim, raccogliendo un’ovazione dal pubblico già bello numeroso. Ai concerti metal al Mediapark non succede proprio spesso che già il primo gruppo di supporto abbia un pubblico così numeroso e infuocato. Agli appelli del generale Joakim e del suo reggimento non sono mancati né headbanging né corna al cielo. I Sabaton hanno in canna un disco ancora freschissimo, Attero Dominatus, uscito l’anno scorso e tra i più apprezzati dalla critica, e da quel disco io personalmente aspettavo con più ansia la devastante title track. Power metal nella sua forma migliore! “Attero Dominatus!”. Ma anche gli altri pezzi non sono rimasti molto indietro, soprattutto Panzer Batallion, che sta diventando il brano più famoso della band, e la title track del primo disco, Primo Victoria. Nemmeno sull’impianto audio posso lamentarmi. Anzi, a un gruppo di supporto in Cvetličarna non capitava di avere un suono così buono da un bel pezzo. Un piccolo neo se lo merita solo per i botti occasionali negli altoparlanti, che per fortuna non sono stati molti. Purtroppo è così: i primi gruppi di supporto hanno a disposizione solo una mezz’ora e anche i Sabaton, dopo la conclusiva “Metal Medley” (una combinazione dei brani Metal Machine e Metal Crüe) con un testo divertente e curioso (il testo di Metal Crüe è composto per lo più da nomi di gruppi metal), ci hanno salutato. I Sabaton hanno dimostrato di essere una band che promette molto e spero che avremo ancora modo di vederli sui nostri palchi, cosa che desiderano anche loro. (L’intervista ai Sabaton potrete leggerla a breve sulle pagine di Rockline). L’esibizione dei Sabaton si descrive meglio con il titolo di un loro pezzo – Primo Victoria (prima vittoria)!

Grave Digger 20:50 – 22:15
Stavolta il pubblico era piuttosto diviso, perché più o meno metà era venuta per i Grave Digger e metà per i Therion. Comunque sia, verso le nove, tra urla e boati, sono saliti sul palco i leggendari tedeschi Grave Digger, uno dei pilastri del “true metal”. Personalmente non vedevo l’ora, visto che non li avevo mai visti, ma subito mi sono un po’ stupito… Hanno cambiato tastierista? Dov’è il tizio in costume?! Va be’, leggermente sorpreso, ho comunque scoperto che alle tastiere c’era sempre Katzenburg… Evidentemente vestirsi da morto non va più di moda. Insomma, i Grave Digger ci hanno salutato con un opener fantastico e atmosferico del nuovo disco, Liberty Or Death. Due minuti di introduzione strumentale e l’aria è già stata squarciata dal melodioso ruggito di Boltendahl. Paradiso! Anzi no… inferno, per restare “tr00” 😉 L’energia dei Grave Digger, che ormai non sono più giovanissimi, sul palco è semplicemente incredibile. In particolare Boltendahl, scatenato, e la leggenda con la chitarra Dean, Manni Schmidt. Jens Becker, come tipico dei bassisti, è stato un po’ più statico e rimasto nelle retrovie, anche se verso la fine del set dei Grave Digger si è scaldato. I fan dei Grave Digger stavolta hanno avuto la parte corta, perché i Becchini erano co-headliner solo in Germania, altrove erano di supporto ai Therion. Così invece di 20 pezzi ne abbiamo avuti “solo” 14. Ma è stata un’ora e venti di vero paradiso heavy metal! I più fanatici si saranno sicuramente lamentati della scaletta. Io ne sono stato pienamente soddisfatto, ma i Grave Digger li ho visti per la prima volta e non ho già sentito n volte sempre gli stessi pezzi. I Becchini hanno senza dubbio uno scrigno del tesoro discografico che in futuro potrebbero aprire ancora qualche centimetro in più… Personalmente mi sono mancati The Reaper e Heart of Darkness, mentre, con mia sorpresa, hanno tirato fuori perfino il loro “inno”, The Grave Digger. Il piacere con i classici, Excalibur, Lionheart, Valhalla, Knights of the Cross e gli altri è stato però tanto più grande da far perdonare qualcosa ai tedeschi. Dal nuovo disco, oltre al già citato opener Liberty or Death, hanno suonato anche Highland Tears e Silent Revolution… Strano, visto che il tour era per promuovere il nuovo album, ma a dire il vero non ho sentito la mancanza di altri pezzi del nuovo disco. L’impianto audio – di nuovo ottimo, con qualche botto, ma per il resto cristallino. L’immancabile bis è partito in modo curioso con The Last Supper, ma alla fine si sono rifatti con il classico Heavy Metal Breakdown, sì prevedibile, ma proprio per questo ancora più carico, e hanno trasformato il VPK in un vero manicomio Heavy Metal! 

Chris e soci alla loro età ci danno ancora dentro alla grande e non vedo già l’ora che tornino in Slovenia. I fan hanno mostrato perché ci tornano così volentieri.

Therion 22:40 – 00:25
Come i Grave Digger, anche i Therion tornano da noi molto volentieri. Personalmente li aspettavo con grande impazienza, il loro ultimo disco, Gothic Kabbalah, per me resterà uno dei migliori album del 2007. I Therion hanno fatto capire chiaramente che i pezzi precedenti al disco Theli non li suoneranno più, perché il capo e chitarrista del gruppo, Christofer Johnson, ha lasciato i compiti vocali nella band e con questo ha seppellito anche gli ultimi elementi death metal del gruppo (Christofer era infatti incaricato dei growl). Io appoggio la decisione della band, perché hanno già dimostrato più volte che i Therion non sono una band che ristagna, ma che punta all’evoluzione del proprio sound. Vediamo allora come se la sono cavata stavolta…. 

La sala si è oscurata poco prima delle undici e la band è salita sul palco sulle note del brano Mitternacht Löwe, rilevando il compito dal nastro. Sul palco c’erano ben 8 musicisti, di cui ben quattro vocalist! Sì, avete letto bene, quattro. E come hanno svolto il loro compito è difficile da mettere in parole. Sul palco davanti a noi si sono susseguite dal vivo quasi due ore di perfezione vocale! Due uomini fantastici e due voci femminili angeliche… Da leccarsi tutte e dieci le dita. Le doti vocali dei Therion le hanno mostrate Mats Leven (ex-Yngwie Malmsteen, At Vance), Snowy Shaw (ex batterista di Mercyful Fate, King Diamond e Dream Evil), e le cantanti liriche Katarina Lilja e Hannah Holgersson. Il loro canto incredibile non si può lodare abbastanza. Potente, emozionante, magico, mistico, incantato… Hanno contribuito enormemente anche alla performance del gruppo. Una performance così dinamica non la vedevo da tempo. Il continuo scambio dei vocalist dalle retrovie al fronte del palco, uno Snowy incredibilmente carismatico e anche Mats (Leven ha dimostrato di non essere il miglior cantante svedese solo a parole) e le due signorine che hanno fatto sbavare la popolazione maschile in sala. Poi l’uso degli oggetti di scena, per esempio il libro da cui Snowy ci ha recitato i testi, e le bandiere… Tutto insieme ha portato a un risultato di serata magica in cui i brividi mi sono corsi lungo il corpo da soli – una serata così atmosferica e magica l’avevo vissuta solo agli Opeth a Treviso. Un grosso plus se lo merita anche la precisione strumentale e la vivacità di Christofer e Kristian alle chitarre, nonché la sezione ritmica con Johan al basso e la batteria dinamica di Pettr, e l’uomo dietro i tamburi si è fatto notare un paio di volte anche come quinto vocalist. Peccato solo che le tastiere non le abbiamo sentite dal vivo ma solo registrate. Se con Sabaton e Grave Digger il suono ha fatto qualche scherzetto, con i Therion era regolato a “zero” problemi. Impianto audio fantastico, si distingueva ogni linea di basso, ogni nota di chitarra e tutto quello che ci sta attorno. Un dieci e lode se lo merita anche l’ottima scaletta, con il giusto equilibrio tra materiale nuovo e vecchio: segnalerei Rise of Sodom and Gomorrah, Ginnugagap, The Blood of Kingu, To Mega Therion e Son of the Sun e la per me bellissima Perrenial Sophia… Va be’, è già quasi tutta la scaletta, hehe. A regalare una sorpresa è stato anche Petter con un ottimo assolo di batteria, aiutato da Mats e Snowy. Una bomba! Come se non bastasse, per il gran finale i Therion ci hanno offerto ancora qualcosa di davvero speciale. Ci hanno salutato con una cover dei Manowar, Thor the Powerhead, che Snowy ha cantato in modo fantastico, agitando nel frattempo il martello di Thor. Straordinario! Non trovo altre parole…

Hm.. un resoconto piuttosto lungo, ma un concerto così se lo merita più che mai. Concerto fantastico e spero che il Master of Metal ci sorprenda presto con qualcosa di simile.

Scaletta

SABATON:
1. Intro
2. Panzer Batallion
3. In The Name Of God
4. Attero Dominatus
5. Into The Fire
6. Primo Victoria
7. Metal Medley (Metal Machine + Metal Crue)

GRAVE DIGGER:
1. Liberty Or Death
2. Dark Of The Sun
3. Excalibur
4. Valhalla
5. Lionheart
6. The Roundtable
7. The Raven
8. Morgane LeFay
9. Highland Tears
10. Silent Revolution
11. Knights Of The Cross
12. Rebellion (The Clans Are Marching)
—bis—
13. The Last Supper
14. Heavy Metal Breakdown

THERION:
1. Mitternacht Lowe
2. Scwartzalbenheim
3. The Blood of Kingu
4. Falling Stone
5. An Arrow From the Sun
6. Deggial E
7. Wine of Aluqah
8. Perennial Sophia
9. Son of the Sun
10. Son of the Staves of Time
11. Birth of Venus Illegitima
12. Tuna 1613 (+ assolo di batteria)
13. Muspelheim
14. Rise of Sodom and Gomorrah
15. Ginnugagap
16. Grand Finale
17. Lemuria
18. Nightside of Eden
19. To Mega Therion
20. Thor the Powerhead (cover dei Manowar)

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