This Time
Artista: Cray, Robert
Etichetta: Nozzle Records
Uscita: year
Durata: 48.05
Voto: 4/5
This Time è senza dubbio uno dei dischi in studio più attesi di quest’anno (ovviamente vale solo se fai parte della cerchia sempre più ristretta di dipendenti dalle aromi pungenti del blues). Comunque sia, Robert Cray alla fine torna davvero. Uno dei protagonisti principali del blues revival degli anni ’80, che secondo Clapton sarebbe l’interprete più sensuale del blues moderno, dopo quattro anni di letargo creativo parte all’assalto sulle ali di 9 pezzi più o meno ottimi, dal carattere eccezionale e con quella profondità che lo contraddistingue. This Time dimostra ancora una volta che la creatività di Cray non conosce davvero confini. Motivi arrangiati in modo superbo, che pescano a piene mani da una tavolozza di generi variopinta e, attraverso un minestrone di blues, gospel e soul punteggiato da tocchi di jazz leggero, si agghindano sfacciatamente allargando uno spettro espressivo già di per sé ampio per questo splendido chitarrista, portando avanti, sulla scia di Twenty, il coraggioso tracciare di nuove direzioni creative.
This Time resta saldamente ancorato alla varietà, già ampiamente collaudata, di un blues infuocato, ovviamente impregnato in modo istintivo, secondo la tradizionale ricetta alla Cray, di retorica soul inebriante, che con la sensualità unica della voce del chitarrista ti ammorbidisce le ginocchia senza fatica. Stavolta Cray scommette su una confezione produttiva visibilmente grezza, con i singoli elementi del suono organico messi chiaramente in risalto, e l’album ne esce con un’immagine piuttosto robusta, a volte perfino abbastanza rifinita male, a tratti simile all’atmosfera spensierata di qualche jam spontanea. Lo spirito dell’esplorazione jazz soffia da That’s What Keeps Me Rockin’, pur strutturata in modo basilare, nel cui finale il temperamento di Cray si scontra testardamente con le uscite astratte dell’hammond di Jim Pugh. Cray lascia spesso briglia sciolta alla fantasia del suo compagno di lunga data, puntando comprensibilmente su un rapporto fecondo che, come nella caraibica To Be True, spinge irresistibilmente fuori dai soliti schemi musicali. Eppure, anche se aperto alle novità, Cray su This Time non dimentica i desideri e le aspettative di chi segue da una vita la sua odissea musicale. Con un cenno d’intesa alle parole appena scritte, ci pensa subito in apertura Chicken In The Kitchen, un’inventiva vetrina di blues rock moderno che sa di tradizione soprattutto grazie ai testi sarcastici. Di buoni esempi di questo tipo ce ne sono parecchi in Trouble & Pain, con cui Cray, sulle ali di un’esplosiva chitarra, fa l’unico passo concreto in direzione rock. Il resto del disco, dal punto di vista strumentale, è decisamente più coeso. Cray si concede il primo dei tanto attesi tuffi nelle acque del soul con I Can’t Fail, cinta da un minimalismo chitarristico sognante e da un’incantevole predica vocale che, in una giornata buona, risveglia perfino la voglia dei trionfi dell’era Strong Persuader! Con un pizzico di malinconia in più si presentano i brani della title track e Forever Goodbye, due capolavori dal tipico condimento soul, con un posto già prenotato nel repertorio delle prossime avventure live di Cray, tra le prime file del quale, con un po’ più di impegno, riuscirà a farsi largo anche la conclusiva Truce.
Cos’altro aggiungere? This Time è un ottimo ritorno alla vecchia forma, con cui la lunga assenza dalle scene di Robert Cray diventa, se non del tutto giustificabile, almeno più facile da tollerare. Con questo album Cray mantiene lo status di interprete blues di primo livello, che cerca volentieri le risposte alle domande veleggiando tra ambienti di genere diversi, intrecciati in un tessuto musicale unico che ogni volta sforna questo o quel superamento degli standard musicali consolidati. Robert Cray è un unicum, un maestro del suo mestiere, con lo stile di un romantico sensibile da un lato e di un voyeur incorreggibile dall’altro. Si tratta di uno scontro rinfrescante tra due mondi musicali opposti, quindi non stupisce che la suddetta esotica, in fondo, resti da anni lo strumento espressivo principale, sfruttato alla grande, di questo sensazionale musicista.
Formazione
Robert Cray: chitarra, voce
Richard Cousins: basso
Jim Pugh: basso
Tony Braunagel: batteria
Produzione
Robert Cray
Tracklist
1. Chicken In The Kitchen
2. I Can’t Fail
3. Love 2009
4. That’s What Keeps Me Rockin’
5. This Time
6. To Be True
7. Forever Goodbye
8. Trouble And Pain
9. Truce