Thraw – febbre thrash metal dalla Carinzia (2008)

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Data dell’intervista: 14.08.2008

I Thraw sono una giovane promessa del thrash metal carinziano, con un sound tecnicamente complesso. Gli piace pescare idee per i riff anche dalle radici del buon vecchio thrash metal della Bay Area. Questi riff, per fantasia e ironia, non smettono di entusiasmare e, anche se i ragazzi sono ancora piuttosto “acerbi” sulla scena, talento e potenziale non mancano. Sono parte della nuova ondata del risveglio metal in Slovenia, che in questo momento vive un periodo di fioritura straordinaria. Mentre ho avuto l’onore di vederli come prima band di quest’anno del Metal Mania Open Air, i ragazzi hanno fatto un’ottima impressione con un’esibizione sicura, anche su un curiosone del mio settore. Così li ho invitati a un’intervista, fatta a mezzogiorno del giorno dopo del festival. Si è presentata l’intera band, ma a parlare sono stati soprattutto i due chitarristi Domen Hudrap e Ožbej Paternus, mentre il cantante Aleksander Smode ha vestito con piacere i panni del fotografo di RockLine e, durante l’intervista, ha catturato qualche scatto interessante.

RockLine: È la vostra prima volta al Metal Mania Open Air?
Domen: Sì. Come band abbiamo suonato per la prima volta, ma qui non siamo alla prima. Eravamo già venuti l’anno scorso, però è tutta un’altra sensazione guardare per una volta quello che succede dal palco, perché l’anno scorso eravamo mischiati al pubblico.

RockLine: E come vi sembra il Metal Mania?
Domen: Super.
Ožbej: È l’unico vero festival sloveno.
Domen: Soprattutto un vero festival della birra.

RockLine: Ieri avete suonato nel primo giorno del Metal Mania Open Air. Che effetto fa aprire il festival? Il primo giorno, infatti, eravate i primi in programma.
Ožbej: Non poteva andare meglio, visto il nostro status attuale. Siamo molto soddisfatti.

RockLine: Perché e come sono nati i Thraw?
Domen: Soprattutto perché tutti nella band suonavamo già vari strumenti, ma nessuno di noi aveva una band. Così ci siamo ritrovati tra gente a cui piace la stessa musica e abbiamo potuto iniziare a fare insieme questo tipo di musica.

RockLine: In sostanza il vostro punto di partenza musicale è il thrash metal, no?
Domen: Sì. Thrash, con in più un po’ di death metal. Soprattutto merito del nostro batterista, che spinge il death dentro la nostra musica.
Ožbej: Il nostro batterista è crudele e aggressivo, ah, ah, ah.

RockLine: Quando pubblicherete il vostro album di debutto in studio?
Domen: L’album di debutto, oh, oh… Per ora tocca prima al demo, che esce a ottobre e si intitola “Injecting Hate”. Uscirà in autoproduzione.

RockLine: È tutto materiale vostro? C’è qualche cover?
Domen: Sì. Per lo più materiale originale. Per il precedente, il nostro primo demo, volevamo aggiungere una cover degli UFO, Doctor Doctor, ma poi abbiamo cambiato idea.

RockLine: Davvero? Gli UFO? Suona assurdo.
Domen: Ci eravamo ubriacati, e così l’abbiamo registrata.

RockLine: E in generale, come vi sembra la scena metal slovena? Soprattutto nella parte carinziana della Slovenia?
Domen: Si sta sviluppando bene. Anche se qualche anno fa c’era una bella calma piatta. Soprattutto da noi in Carinzia. 10-15 anni fa c’erano Funeral March, Xenophobia e Blind Hate. Dopo di loro è stato il silenzio. Una cinque anni fa sono arrivati sulla scena i Wartune, che hanno smosso un po’ di nuovo le acque. E siamo comparsi anche noi, i Thraw.

RockLine: Avete già dei gig in programma per il futuro?
Domen: Al momento ce ne mancano. Suoneremo al ventennale degli Železobeton, il 05.09.2008, a Murska Sobota.

RockLine: Gregor Čulk (Interceptor, n.d.r.) mi ha accennato che gli Interceptor vi invitano in tour?
Domen: Sì. Se n’è parlato un po’, ma per ora non abbiamo chiuso nessun accordo definitivo.

RockLine: E l’estero? Vi attira suonare fuori?
Domen: Certo, l’interesse c’è. Però finché nessuno ci invita, probabilmente fuori dalla Slovenia non suoneremo. Noi di certo non andremo a proporci.

RockLine: In questo momento la Slovenia ha una bella manciata di band thrash/death metal moderne e nuove, che all’estero guarderebbero volentieri sul palco. Che ne pensate?
Domen: Poco tempo fa ci ha contattati un giapponese che ha un negozio di dischi, chiedendoci di mandargli la nostra musica. Ci ha scovati tramite la nostra pagina MySpace ufficiale. Evidentemente la nostra musica gli è piaciuta, perché ci ha chiesto di mandargli qualche demo.

RockLine: Quali sono le influenze musicali su cui cresce il sound dei Thraw?
Domen: Tutto.
Ožbej: Tranne i Bon Jovi.

RockLine: Anche al di fuori del metal?
Domen: Sì. È vero che la base della nostra musica è l’heavy metal, ma non vogliamo assolutamente limitarci musicalmente.

RockLine: Chi porta le idee musicali nei Thraw, per esempio i riff di chitarra?
Domen: La musica la faccio io, i testi li scrive Sandi (il cantante, n.d.r.).

RockLine: E come nasce un pezzo dei Thraw?
Domen: Io scrivo la musica, il cantante i testi. Ne esce un arrangiamento. Poi ci troviamo tutti insieme e tagliamo le parti che non ci piacciono, oppure modelliamo il pezzo finché non troviamo un consenso comune. Finché non capiamo che a tutti noi quel pezzo piace. A quel punto, di solito, il pezzo è finito.

RockLine: Pensate di allargare in futuro il vostro raggio d’azione stilistico, o la direzione thrash resterà ancora il punto di partenza?

Domen: Resteremo sul thrash metal. Quello che facciamo ci dà già adesso una prospettiva straordinaria per lo sviluppo della nostra musica e un sacco di spazio dove provare vari trucchetti musicali e integrarli in modo semplice nel nostro schema musicale.

RockLine: Questa combinazione è molto azzeccata e di moda. Soprattutto ci sono tante band capaci di sviluppare variazioni davvero complesse unendo thrash metal e death metal, una di queste sono per esempio i Quo Vadis? Alla fine a band così si appiccicano volentieri aggettivi tipo “progressive”…
Domen: Sì, sì, ma noi in fondo tendiamo alla botta del thrash metal. I riff death li aggiungiamo solo ogni tanto e quando serve, giusto per far rizzare i capelli e farti sparare l’adrenalina nel sangue.

RockLine: Ragazzi, direi che può bastare. Vi auguro sinceramente il massimo del successo per la vostra strada e grazie per il vostro tempo.
Domen: Grazie anche a te.

intervista condotta e curata da: Aleš Podbrežnik
fotografie: Aleksander Smode & Aleš Podbrežnik

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