Time Vaults
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Van Der Graaf Generator
Etichetta: Sofa Sounds
Uscita: 1982
Durata: 45:18
Voto: 2.5/5
I titani del progressive rock inglese Van Der Graaf Generator, nel lungo periodo di stop tra il 1978 e il 2005, si sono decisi solo un paio di volte a pubblicare registrazioni rare e fino ad allora inedite, su cui i fan, ai tempi in cui internet ancora non esisteva, potevano solo fantasticare. »Time Vaults« è la più celebre raccolta di demo di questo tipo: uscì nel 1982 prima su cassetta e dieci anni dopo anche su CD. Dentro ci sono pezzi registrati tra il 1972 e il 1974, quando la band era ‘congelata’ e la sua ‘testa’, ovvero il cantante, chitarrista, compositore e poeta Peter Hammill, si dedicava anima e corpo alla carriera solista, mentre gli altri membri della formazione classica dei VDGG si perdevano nel progetto parallelo The Long Hello.
Ancora oggi molti fan dei VDGG sono d’accordo sul fatto che proprio in questo periodo, tra gli album »Pawn Hearts« (1971) e »Godbluff« (1975), manchi almeno un disco in studio ‘di passaggio’. Be’, i membri della formazione classica non se ne sono stati con le mani in mano nemmeno durante lo scioglimento e hanno registrato insieme parecchio materiale nuovo, che però per lo più non ha mai avuto un upgrade né sonoro né di arrangiamento. Alcuni di questi pezzi, riarrangiati a fondo e con altri titoli, sono comunque usciti in seguito su album dei VDGG e su dischi solisti di Hammill. Purtroppo la maggior parte delle registrazioni di »Time Vaults« ha una qualità audio piuttosto scadente, ed è il motivo principale per cui i VDGG, con l’eccezione di »Black Room«, uscita in versione riarrangiata sul secondo album solista di Hammill, »Chameleon In The Shadow Of The Night« (1973), non le hanno mai pubblicate come bonus track nelle ristampe dei vecchi album. Altre composizioni incompiute, come »Faint And Forsaken«, sono invece riapparse in versioni potenziate sugli album di Hammill »The Silent Corner And The Empty Stage« e »In Camera« (entrambi del 1974).
Il pezzo migliore di questa raccolta di stranezze incompiute, nonché l’unico davvero finito, è senza dubbio l’iniziale catalizzatore di energia »The Liquidator«, un traguardo insolitamente melodico per gli standard dei VDGG, con un mood del tutto atipico e positivo e un messaggio diretto. Nel testo pungente Hammill attacca i media dell’epoca, che si erano ingozzati come avvoltoi davanti al (secondo, temporaneo) scioglimento dei VDGG. Tutti gli altri brani, a parte la già citata »Black Room« e »Ronceveaux«, che ha un buon potenziale, non lasciano un segno profondo: in mezzo alla scarsa qualità audio prevalgono per lo più improvvisazioni lasciate a metà e jam di gruppo, più qualche idea mai portata a termine, come il breve e scherzoso strumentale »Tarzan« e »Coil Night«, un esperimento interessante soprattutto perché ha Hammill al basso e il fiatista David Jackson al pianoforte, cosa quanto mai insolita. Gli strumentali, senza i testi di Hammill, danno sempre un senso di incompiutezza, mentre il pasticcio più confuso, senza né capo né coda, è la title track, un collage piuttosto grottesco di idee diverse rimaste a metà.
»Time Vaults« è una raccolta di rarità e stranezze incompiute pensata prima di tutto per i fan più sfegatati dei VDGG, quelli a cui non danno fastidio la scarsa qualità audio dei demo e qualche idea compositiva lasciata a metà. La band di sicuro non era entusiasta dell’uscita di questa compilation, ma questi demo prima o poi sarebbero venuti ‘a galla’, se non altro con l’inizio dell’era di internet. Con un trattamento sonoro migliore, qualche ritocco in meno e un upgrade dei singoli arrangiamenti, »Time Vaults« sarebbe potuto essere un album potenzialmente piuttosto interessante; così invece »The Liquidator« è l’unico pezzo in ‘versione definitiva’ e davvero degno del nome della band. Chi vuole capire come sarebbe suonato il disco ‘mancante’ tra »Pawn Hearts« e »Godbluff« troverà molte più risposte ascoltando il primo album del progetto The Long Hello e i lavori solisti di Hammill di quel periodo.
Formazione
Peter Hammill – voce, chitarra, pianoforte, basso
David Jackson – sassofono, pianoforte
Hugh Banton – organo, basso
Guy Evans – batteria
Produzione
Van Der Graaf Generator
Tracklist
1. The Liquidator (5:24)
2. Rift Valley (4:40)
3. Tarzan (2:09)
4. Coil Night (4:12)
5. Time Vaults (3:33)
6. Drift (I Hope It Won’t) (2:40)
7. Roncevaux (6:55)
8. It All Went Up (4:07)
9. Faint and Forsaken (2:45)
10. Black Room (8:52)