Trust No One

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Autore: Primož Novak

Artista: Devildriver
Etichetta: Napalm Records
Uscita: year_month
Durata: 41:19
Voto: 4/5

I DevilDriver fin dagli esordi hanno sempre tenuto una certa coerenza. Negli anni sono diventati una parte importante del risveglio della scena metal americana, quella che ha spazzato via il nu metal ormai trito e noioso. Nella loro carriera hanno passato qualche scivolone e qualche risalita e, vista la frequenza con cui sfornavano dischi, la qualità l’hanno mantenuta. Ma con l’ultimo album »Winter Kills« qualcosa si è inceppato. Sembrava che la band non avesse più tante idee. Tra tutti i pezzi, a spiccare era ancora la cover degli Awolnation, Sail, che però non è certo un buon indicatore della qualità del disco. Dopo di esso la band si è presa anche una pausa un po’ più lunga, mentre il cantante e fondatore Dez Fafara ha deciso di far rivivere i leggendari nu metaller Coal Chamber, con cui ha pubblicato l’album Rivals, ma un successo evidente non c’è stato.

L’anno scorso i DevilDriver si sono rimessi al lavoro su un nuovo album, ma stavolta con cambi di formazione pesanti. Lo storico batterista John Boecklin è stato sostituito dall’esperto Austin D’Amond, che si era già messo in luce con Chimaira e Bleed the Sky. Insomma, un batterista che stilisticamente calza a pennello. Al posto del chitarrista Jeff Kendrick è arrivato Neal Tiemann, che si è fatto le ossa in band più hard rock e rock alternativo.

La formazione rinnovata dei DevilDriver doveva quindi dimostrare di meritare ancora attenzione. Per dare al prodotto una buona garanzia, la band è tornata agli Audiohammer Studios, dove due produttori precisi come Mark Lewis e Jason Suecof hanno registrato e rifinito il disco. Trust No One parte forte con Testimony of Truth, piena di melodie contagiose. Si prosegue con Bad Deeds, che mette in risalto il lato più aggressivo, e a farsi notare è soprattutto la batteria potente. La band è rimasta quindi aggressiva, groovosa e naturalmente melodica. L’accento sulle melodie è infatti più marcato dal secondo album, quando è arrivato in formazione il chitarrista Mike Spreitzer, che ha portato un bel po’ di tratti del death metal melodico, rendendo i DevilDriver un po’ più particolari: in molte altre band, infatti, si è vista una copiatura piuttosto smaccata dei Pantera. In questo modo, però, l’originalità si perde abbastanza in fretta, e i DevilDriver non volevano che succedesse. Stavolta vanno al sodo piuttosto rapidamente. Niente pezzi trascinati con lunghe intro, le canzoni hanno una struttura semplice e anche la dinamica è solida. Riescono pure a confezionare un pezzo atmosferico che tiene tutto in sospeso finché non esplode in botte. Il problema di questo album è soprattutto che, nel complesso, non convince come certi loro dischi del passato. Qualche brano che spicca c’è, come Daybreak e la title track. La chiusura con For What’s It’s Worth è solida. Prova a inserire una componente epica, ma anche qui non convince quanto su qualche album precedente. La band ha messo un sacco di lavoro in questo disco e l’impegno si sente di sicuro, ma di capolavoro non si può parlare.

Senza dubbio il prodotto è parecchio curato. Va lodata soprattutto la voce di Fafara, che stavolta si è davvero impegnato a riempire con le sue linee ogni buco. Il duo di chitarre Spreitzer/Tiemann serve con sicurezza una raffica di riff, melodie e assoli thrash/groove metal. La batteria di D’Amond è un fattore forte di questo album: D’Amond è pieno di passaggi originali, doppia cassa veloce e solidità tecnica. Dietro le pelli, stavolta, i DevilDriver hanno fatto un bel salto di qualità. Anche il suono è rimasto decentemente levigato, il che si sposa bene con lo stile della band.

Con Trust No One, che vanta una formazione rinnovata, i DevilDriver cercano di dimostrare che non sono ancora da rottamare. Il disco non è un capolavoro, ma è abbastanza buono da conquistare qualche fan in più e tenersi stretti quelli di sempre. Insomma, anche oggi, dopo più di 10 anni, i DevilDriver si possono considerare tra i principali rappresentanti della scena metal americana moderna.

Formazione

Dez Fafara – voce

Mike Spreitzer – chitarra

Neal Tiemann – chitarra

Austin D’Amond – batteria

Chris Towning – basso

Produzione

Mark Lewis, Jason Suecof (voci)

Tracklist

01. Testimony of Truth
02. Bad Deeds
03. My Night Sky
04. This Deception
05. Above It All
06. Daybreak
07. Trust No One
08. Feeling Ungodly
09. Retribution
10. For What It’s Worth

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