Trust

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Saga
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 2006
Voto: 5/5

(autore della recensione n. 2: Peter Podbrežnik)

I giganti canadesi dell’art rock Saga sono uno dei rari casi di band leggendaria che ha toccato i suoi massimi successi commerciali già all’inizio degli anni ’80, ma che anche nel nuovo secolo sforna dischi eccellenti come se niente fosse (una striscia che, per fortuna, va avanti dai tempi di “Full Circle” (1999)). Le loro ultime uscite sono addirittura così buone che non si può più dire con certezza che i vertici artistici, oltre a quelli commerciali, siano stati raggiunti più di vent’anni fa. Con “Trust” i Saga hanno tirato fuori dalla manica, con apparente leggerezza, un altro capolavoro esaltante, superando più che bene il predecessore “Network” (2004).

I Saga sono da sempre un collettivo famoso per la incredibile armonia di lavoro e creatività tra i suoi membri. L’indistruttibile quartetto, da tempo rappresentato dai fratelli Jim (basso) e Ian Crichton (chitarra), dal sempre fenomenale cantante Michael Sadler e dall’eterno prog rocker nell’anima, il tastierista Jim Gilmour, ha creato stavolta un altro peso massimo della sua discografia, che può tranquillamente mettersi accanto a reliquie come “Silent Knight” (1980), “Worlds Apart” (1981) e “House Of Cards” (2001). Il cambio di formazione, piccolo ma importante, che ha influenzato il suono complessivo del disco, è l’arrivo del nuovo batterista Brian Doerner (ex-Helix), subentrato al malato Christian Simpson, colpito da un malore improvviso. A differenza del suo predecessore, più orientato alla botta, si sente che Doerner è un batterista della vecchia scuola melodic rock, che privilegia il feeling raffinato e la dinamica rispetto alla potenza bruta.

Certo, con “Trust” i Saga sono ben lontani dall’inventare l’acqua calda. Chi si aspettava chissà quale grande esperimento prog rock se lo può (di nuovo) scordare. Ma quanto a freschezza, dinamismo, qualità e varietà dei singoli brani, stavolta hanno toccato quasi il culmine delle loro capacità artistiche. Come si addice ai Saga, già l’opener, succosissima e supersonicamente carica, “That’s As Far As I’ll Go”, fa sì che il disco arrivi fin dal primo secondo al punto di ebollizione eruttiva e avvolga l’ascoltatore con la sua atmosfera iperintensa. L’alta melodicità, che poggia sull’ottima interazione tra i riff affilati di Ian, i passaggi scherzosi e gli effetti speciali dei sintetizzatori di Gilmour, è ben lubrificata dalla possente prova vocale di Sadler.

L’art rock di prima scuola Saga continua anche in “Back To The Shadows”, che potrebbe stare senza problemi su uno qualsiasi dei loro album classici. Le linee di tastiere, che si rincorrono dinamiche, sono poggiate con arte sopra i riff aguzzi e riconoscibilissimi di Ian. Nel frattempo Sadler, insieme ai cori, tiene sempre vivo un pizzico di mistero e di dramma, con un continuo cambio di atmosfere. Gli splendidi assoli di chitarra e tastiere contribuiscono poi allo status di uno dei brani più ambiziosi della band degli ultimi anni. La leccornia melodic rock “I’m Ok” si merita un bel dieci per il suo ritornello eccezionale, che ti fa venire la pelle d’oca a comando. Gli arrangiamenti sinfonici abbinati al riff centrale, che entrano subito prima e durante il ritornello da inno, sono un vero balsamo per le orecchie, mentre il canto di Michael trasmette un calore che nei cantanti rock di oggi di solito va cercato con la lente d’ingrandimento.

“Time To Play”, con il suo riff centrale funky, è un esperimento un po’ sbarazzino e più scherzoso, di quelli a cui i Saga non hanno mai rinunciato. Anche qui c’è un ritornello contagiosissimo che fa venire i brividi, in perfetta sintonia con gli arrangiamenti sinfonici delle tastiere e con i riff pieni di fantasia. Nella ballata emozionante e dalle tinte acustiche “My Friend” Gilmour ha l’occasione di brillare anche come voce solista. Come ha dimostrato già tante volte, Jim con la sua voce unica e angelica regala anche stavolta un attimo di respiro dopo i demolitori elettrizzanti, insieme a un’atmosfera romanticissima. Segue la bomba che dà il titolo al disco, la smaccatamente nostalgica “Trust”, senza dubbio un altro classico dei Saga, dove emergono con forza i loro elementi sinfonico-progressive rock, senza far mancare un ritornello possente che ti resta in testa a lungo. La serie di pezzi eccellenti prosegue con “It’s Your Life”, un’altra creazione straordinaria che, con il suo ritornello senza compromessi, le texture spaziali delle tastiere e il riffing ringhioso, conferma ancora una volta la band come campione a modo suo nel fondere il meglio di progressive rock, AOR e hard rock.

Anche “Footsteps In The Hall” è un interessante spuntino art rock con tanti passaggi birichini di tastiere e altre spezie strumentali riconoscibili da lontano. “Ice In The Rain”, invece, con il suo ritornello ultramelodico e contagioso e i raffinati scorrimenti di texture di sintetizzatore sullo sfondo, è un dolce di prima qualità per chi nella loro musica ammira soprattutto gli elementi AOR. L’ottima “You Were Right” è un altro esempio della straordinaria perfezione art rock dei Saga, che nonostante la complessità dei singoli arrangiamenti e i bruschi cambi strumentali mantengono sempre alta la melodicità e un ritornello contagioso. La conclusiva “On The Other Side”, con le sue tinte vagamente trascendentali, è infine un altro esperimento riuscito che fonde finezze sinfoniche prog rock, ambient ed elementi hard rock, e dimostra al tempo stesso che sono ben lontani dall’aver perso il loro formidabile senso per gli arrangiamenti giocosi. Vale soprattutto per i birichini ornamenti di tastiera di Gilmour, che pescano l’ispirazione dal mondo della musica celtica.

Chi segue da tempo questa splendida band, che al momento dell’uscita del disco si avvicinava al trentesimo anniversario di attività, in fondo non dovrebbe più stupirsi che “Trust” sia un altro risultato di altissimo livello, destinato a conquistare del tutto i veri amanti dell’art rock e anche i fan più esigenti del rock melodico. “Trust” ha consacrato definitivamente questa allegra brigata canadese come una delle leggendarie band art rock più costanti, cosa che non si potrebbe certo dire della loro produzione creativa degli anni ’90. Magari qualcuno le rimprovererà di restare un po’ troppo attaccata alla sua collaudata formula art rock e di rischiare troppo poco con esperimenti più complessi, ma finché questa dà risultati così buoni, sarebbe del tutto insensato lanciarsi all’improvviso in esperimenti radicali, specie dopo le brutte esperienze del passato. I fan possono quindi continuare a fidarsi ciecamente: la serie di ottimi dischi, con capolavori nel mezzo come “Trust”, andrà avanti ancora per molto.

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(autore della recensione n. 1: Aleš Podbrežnik)

Sono passati quasi 30 anni dal loro debutto omonimo. Tornano di nuovo, ormai con il loro 17° album in studio. Registrato in Canada e il primo uscito per Inside Out Records. Nell’edizione speciale limitata, il nuovo lavoro in studio contiene anche un DVD bonus con la documentazione della sua realizzazione. Per chi non l’avesse ancora indovinato, si parla di una delle band più splendide dell’art rock. Sono i canadesi Saga e il loro nuovo album si intitola “Trust”. Incredibilmente piacevole per le orecchie, e incredibile come i Saga siano molto meno conosciuti dei Rush (anche loro canadesi), che a livello musicale sono un boccone molto più duro da digerire per il cervello di chiunque.

“Trust” si confronta con due novità evidenti rispetto al predecessore “Network” (2004). La prima è che al malato Christian Simpson alla batteria è subentrato Brian Doerner, e la sezione ritmica rinnovata porta sul nuovo album un sound riconoscibilmente rinfrescante. Gli altri cambiamenti sono di natura stilistica, ed è ancora più eccitante.

Niente paura. Davanti a noi c’è un tipico album dei Saga, assolutamente voluto e preteso dai fan. I marchi di fabbrica unici e riconoscibili della band ci sono tutti. Dal suono di chitarra dello stilista fuori dagli schemi Jim Crichton, all’originalità della voce di Mike Sadler, raffinata, sensuale e malinconica, fino all’eterna genialità delle tastiere di Jim Gilmour. Rispetto a “Network”, “Trust” riporta la band come suono e stile negli anni Ottanta. Le tastiere sono più marcate nella nuova veste del gruppo e tornano anche più parti soliste. Ciononostante, la nuova tendenza va verso una lieve semplificazione delle composizioni, o del comporre. Gli ammiccamenti alle direzioni AOR sono di nuovo più numerosi, quindi non stupitevi se i ritornelli hanno più sapore da inno e se le linee vocali di “back” alla voce principale di Mike Sadler sono più frequenti.

“Trust” è un album eccellente. Con questo disco i Saga hanno centrato ciò che è molto difficile centrare. È la virtù ricercata di ogni album rock, quello che chiamiamo l’equilibrio ideale di tutto. Evidentemente per una band come i Saga questa non è più niente di speciale. I vecchi volponi esperti, semplicemente, ci sanno fare. Dopo l’apertura a tutto gas, rallentano il gioco alla grande con la mid-tempo, altamente atmosferica I’m OK. Gilmour ha pervaso l’album in modo vivido di “sample” di “tintinnii”, “sferragliamenti” e altre speciali avventure sonore, inserendoli con finezza nella base dei pezzi. È uno dei tasselli del mosaico che ha contribuito a far costruire ai Saga un suono colorato, riempito al massimo, con la produzione straordinaria e precisa fino al filigrana che altrimenti adorna i loro album. L’imprevedibilità dell’album e la sua estrema ascoltabilità sono anche stavolta una coppia perfettamente assortita. Ed è proprio questo attributo del disco il più attraente da esplorare, perché riunisce sotto lo stesso tetto sia i gourmet della musica sia i rigorosi amanti delle onde radio. Per esempio, il brano My Friend conferma ancora una volta il talento innato della band nello scrivere ballate profondamente sensuali. “Trust” è un album altamente dinamico, con brani variegati, ed è incredibile dove mai trovino, dopo tutti questi anni di attività, le fonti di energia per tutta la creatività e la freschezza dimostrate, che il nuovo album porta in modo così impeccabile, all’insegna della perfezione musicale. La saga dei Saga continua, insomma.

Formazione

Michael Sadler – voce
Ian Crichton – chitarra
Jim Gilmour – tastiere, cori
Jim Crichton – basso
Brian Doerner – batteria

Produzione

Jim Critchon

Tracklist

1. That’s As Far As I’ll Go 4:36
2. Back To The Shadows 5:16
3. I’m OK 5:36
4. Time To Play 3:31
5. My Friend 3:19
6. Trust 5:44
7. It’s Your Life 4:10
8. Footsteps In The Hall 3:25
9. Ice In The Rain 5:01
10. You Were Right 4:05
11. On The Other Side 4:56

Durata dell’album: 48:19

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