Two Dogs Fuckin’
Autore: Urban Bolta
Artista: Let 3
Etichetta: Dallas Records
Uscita: year
Durata: 58:22
Voto: 4/5
Oggi i Let 3 sono una parte integrante e imprescindibile della scena rock croata, ma non solo rock: sono uno degli elementi più grandi e riconoscibili dell’intera scena musicale croata, punto. Eppure ogni band è stata piccola e semisconosciuta, all’inizio, e ha cominciato a costruirsi la carriera dal niente. I Let 3, ovviamente, non hanno fatto eccezione. Per capire gli esordi del gruppo dobbiamo guardare molto indietro, al passaggio dai Settanta agli Ottanta, quando sulla scena musicale di Fiume dominava il cosiddetto riječki novi val.
Una delle band più riconoscibili e uniche della new wave erano i Termiti, un gruppo di breve vita che però si è lasciato dietro un’eredità eccezionale. Proprio nei Termiti si è fatto le ossa il futuro bassista e cofondatore dei Let 3 Damir Martinović “Mrle”, che ha saputo sfruttare benissimo quell’esperienza con i Let 3, dandogli quell’impronta oggi così riconoscibile. L’altro tassello fondamentale, il cantante Zoran Prodanović “Prlja”, suonava negli Umjetnici Ulice, altra band famosa di Fiume, poi nella seconda metà degli Ottanta si è messo insieme a Mrle e la loro intesa creativa , che presto è diventata un gruppo a cinque, si è trasformata in un nuovo progetto. I Let 3.
L’esordio Two Dogs Fuckin’ è uscito nel 1989, quindi molto dopo la fine dell’ondata punk di Fiume. Cercare parallelismi tra il disco d’esordio e quel movimento spento, sulle cui ceneri i Let 3 hanno iniziato a suonare, è inutile, perché non ce ne sono: in comune c’è in fondo solo l’idea di fare musica. Two Dogs Fuckin’ è un album di qualità di rock (allora) moderno, incrociato con una forte presenza di punk sperimentale, ma è molto più di questo, perché i pezzi non sono stampati con lo stesso stampo: le idee arrivano da venti diversi. L’iniziale “Sam u vodi” è segnata da tastiere dal sapore orientale e da un ritmo di batteria, mentre le chitarre restano sullo sfondo e entrano con più verve solo nella seconda metà, quando sparano addirittura inserti distorti. Se il brano d’apertura lascia l’ascoltatore seduto sulla sedia, di certo non si può dire lo stesso del successivo! “Ne trebam te” è un pezzo incazzato, quasi hard rock, con chitarre stridenti ed elementi psichedelici che rafforzano ancora di più l’aggressività e il senso di disagio. I primi due brani sono così un esempio rappresentativo dell’intero disco: ogni pezzo successivo porta a galla nuove idee che mantengono il ritmo vario. Ripetizioni o motivi copiati da un brano all’altro, in Two Dogs Fuckin’, non esistono. Tra i picchi dell’album c’è “Niotkuda”, grazie a due chitarre che si completano da maestre, a una voce dal tempo lento e a un testo imponente.
A dimostrare che i Let 3 non sono solo una validissima attrazione rock ma un circo in miniatura ci pensa “Ciklama”, una “canzone” di una ventina di secondi scarsa, brano perduto dei Termiti di Mrle. La voce da cretino in falsetto di Mrle, e il pezzo è tutto lì. Come se scuoiassero un maiale vivo. Commentare certe perle è superfluo, ma è un fatto che con questo e altri inserti bizzarri del genere i croati, nel corso della carriera, sono riusciti a conquistarsi legioni di fan da una parte e a far inorridire dall’altra parte del mare. I Let 3 sono fatti così: o li ami o non li sopporti, vie di mezzo non ce ne sono. “Ciklama” annuncia la follia e le uscite estremamente poco serie presenti nei testi e nei messaggi di alcuni pezzi e, in fin dei conti, anche nei concerti dal vivo.
Una formazione a cinque apre alla possibilità di due chitarre, che però a tratti non basta a riempire lo spazio sonoro: a volte all’ascoltatore sembra di sentire, che so, solo un trio. Anche Prlja è un cantante appena nella media, ma il succo della musica dei Let 3 non è mai stato il virtuosismo con gli strumenti o una voce impeccabile, bensì idee abilmente messe insieme, che già di per sé valgono più della padronanza media degli strumenti dei musicisti croati.
Esattamente vent’anni dopo l’uscita dell’esordio, l’etichetta Dallas ha ristampato questa rarità (almeno per quanto riguarda la reperibilità dell’originale) aggiungendo tre bonus track. La prima, “Pere pere”, finora inedita, è un’interessante imitazione del pop-rock psichedelico dei Sessanta; la seconda, “Ne trebam te”, è la versione live della versione in studio, suonata al Turist di Lubiana nel 1992, che possiamo leggere come un grazie per la popolarità della band dalle nostre parti; a chiudere il disco ci pensa “We are lost”, la versione inglese di “Izgubljeni”.
Con l’esordio Two Dogs Fuckin’ i Let 3 si sono costruiti basi solide e un trampolino di lancio potente per proseguire il loro cammino. Vale la pena aggiungere che l’album è ben piantato in acque esclusivamente rock, cosa che non vale per alcuni degli ultimi lavori dei Let 3, quando gli eccentrici croati hanno tradito il rock.
Formazione
Damir Martinović “Mrle” – basso
Zoran Prodanovič “Prlja” – voce
Ivica Dražić “Miki” – chitarra
Nenad Tubin “Tubin” – batteria
Igor Perković “Gigi” – chitarra
Boris Reinić “Reina” – batteria (11)
Dean Benzia – (12)
Raoul Varljen – tastiere (1,4,9), Igor Leonardi – chitarra (1,3,7), Mario Marolt – sassofono (2), Dalibor Laginja – chitarra (4), Igor Karlić – chitarra acustica (4), Siniša banović – batteria (4), Martin Lumbar – flauto (9), Nina Cacadou – cori (9), Tanja Cacadou – cori (7)
Produzione
Goran Lisica, Damir Martinović, Zoran Prodanović, Bojan Mušćet, Sanjin Đukić
Tracklist
1. Sam u vodi
2. Ne trebam te
3. U rupi od smole
4. Armada
5. Ciklama
6. Izgubljeni
7. Zora
8. Niotkuda
9. Veliki dan
—- bonus track (2009) —
10. Pere pere
11. Ne trebam te (live)
12. We are lost