Uli Roth rende omaggio a Hendrix al Bluesiana (2008)

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Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Bluesiana, Velden am Woerthersee, Austria
Data del concerto: 01.12.2008
Numero di spettatori: 60
Prezzo del biglietto: 15,00€

Uli Roth è quel prodotto ormai non più giovanissimo del rock anni Sessanta e Settanta che i più ricordano come il chitarrista che negli Scorpions ha preso il posto di Michael Schenker e ha registrato con la band quattro album in studio e un live. Dopo il già citato Tokyo tapes ha lasciato il gruppo per divergenze musicali (Roth andava matto per Hendrix e per la classica), mentre al più anziano Schenker si è affiancato alla chitarra Matthias Jabs, con cui gli Scorpions sono scivolati verso acque un po’ più commerciali. Ma Roth è noto anche per un’altra faccenda. La sua storica compagna Monika Dannemann, che nel 1970 ebbe una storia con Hendrix, secondo alcuni sarebbe corresponsabile della morte di Jimi, visto che è stata l’ultima a vederlo in vita. Anche se, nonostante le circostanze sospette (la notte tragica che si è portata via il più grande chitarrista di tutti i tempi l’hanno passata insieme), la sua colpevolezza non è mai stata dimostrata, tra le tante cause legali e le minacce la vita di Monika e Uli dopo quell’episodio non è stata di certo una passeggiata. Nel 1996, sotto la pressione dell’opinione pubblica, Monika si è tolta la vita, e a Uli, evidentemente, non è rimasto altro da fare che cercare ancora una volta conforto in Hendrix.

Ed è proprio la strada che ha seguito anche al Bluesiana. All’inizio noi, che speravamo di sentire le sue parafrasi di Vivaldi o almeno l’insuperabile Sails of Charon dall’album Taken by force (il primo esempio noto di uso del minore armonico “neoclassico”), siamo rimasti delusi, ma i classici sempreverdi dei Sessanta come Spanish castle magic e Bold as love ci hanno rabboniti, più o meno. Il nirvana psichedelico, però, è stato presto rovinato di nuovo dagli effetti fastidiosi di un posizionamento insolito degli ampli (due casse girate verso l’angolo chiuso del palco), quella che i fonici chiamerebbero “microfonia”, e che ci ha costretti più volte a proteggerci le orecchie con ogni mezzo. A questo ha contribuito senza dubbio anche il magnete che Uli, per via della particolare struttura della sua chitarra e della tastiera troppo lunga (vedi più avanti), teneva su un’asta lì vicino, verso cui ogni tanto si piegava mentre suonava. Un esperimento ingegnoso, ma in questo caso piuttosto sfortunato.

Naturalmente vanno ricordati anche i lati positivi dell’esibizione. Una delle curiosità più evidenti è stata la chitarra “Sky” di Roth, che il musicista stesso ha ideato negli anni Ottanta e la cui particolarità, oltre alla forma insolita, è l’alto numero di tasti, che (a seconda del modello) va da 30 a 40. Questo tipo di manico permette un’estensione di sei ottave e suoni che si avvicinano parecchio al violino. Sulla maestria chitarristica di Uli si è già detto parecchio, ma come dicevamo quella sera a dominare è stato Hendrix, con i cui brani Roth ha giocato ogni tanto con qualche sweep classico e qualche vecchia scala corale. In questo stile ci sono sfrecciati davanti i ben noti Little wing, Stone free, Hey Joe, Purple haze e Red house, e ovviamente non è mancata la personalissima interpretazione hendrixiana dell’inno americano.

Dopo una buona ora e mezza a Roth è mancato il fiato e per qualche minuto si è ritirato nel backstage, ma su richiesta del pubblico è dovuto tornare presto sul palco, dove ha trovato la forza anche per un bis composto da All along the watchtower e Voodoo chile. Poi i soliti scatti con i fan (non proprio numerosissimi) e la firma su album e chitarre. Insomma, nonostante qualche magagna, Roth ha regalato una bella serata, anche perché, alla fine, un concerto che mette insieme due leggende non può proprio essere brutto. E più o meno così potrebbe suonare anche il giudizio complessivo sul concerto al Bluesiana.

foto: Aleš Podbrežnik          

Setlist

1. Message to love 2. Spanish castle magic 3. Bold as love 4. House burning down 5. Little wing 6. Star spangled banner 7. Villanova junction blues 8. Stone free 9. Hey Joe 10. Purple haze 11. Red house 12. All along the watchtower 13. Third stone from the sun 14. Voodoo Chile

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