Un viaggio indimenticabile con Cynic e Opeth
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Vienna / Arena / Austria
Data del concerto: 06.12.2008
Pubblico: 800
Prezzo del biglietto: 23€
Il 2008 live ha offerto un sacco di roba buona, dallo spettacolare tour degli Iron Maiden, Somewhere Back in Time, agli ottimi concerti metal di casa nostra, soprattutto sotto la regia dei Dirty Skunks, per citare solo qualche chicca di quest’anno che sta per chiudersi. Il 2008, ormai agli ultimi respiri, è stato anche l’anno delle reunion e di qualche uscita davvero niente male. I campioni svedesi del death metal progressivo hanno pubblicato il loro canto del cigno, Watershed, mentre i leggendari pionieri del metal progressivo, gli americani Cynic, a un solo anno dalla reunion e a quindici anni dal mitico Focus, hanno sfornato un successore incredibile, Traced in Air. Come se non bastasse, nell’ultimo mese del 2008 le due band hanno invaso anche i palchi europei, regalandoci l’ultima tempesta live dell’anno. La tappa più vicina a noi è stata la capitale austriaca, e quella di Vienna era anche l’unica data austriaca del tour, quindi nessuna sorpresa se il concerto era sold out già un mese prima. Quanto sia stato un successo, e quanto fosse atteso, questo tour lo dimostrano anche tutte le altre date esaurite.
Domenica 7.12.2008, già un’ora prima del concerto, davanti all’Arena si era radunata una folla impaziente di entrare nella sala, che sorge in una vecchia zona industriale della città e da fuori sembra una fabbrica di due secoli fa, mentre dentro nasconde un’enorme sala modernissima con un’acustica da urlo. Che l’Arena sia davvero una location fantastica per concerti del genere l’hanno dimostrato gli opener The Ocean, che vengono da Berlino. The Ocean in realtà vanno ben oltre i confini di una semplice band e sono un collettivo allargato che riunisce musicisti da tutta Europa, i quali registrano insieme per mesi nello studio della band. L’ultimo risultato del loro lavoro è il disco uscito l’anno scorso, Precambrian. Lì The Ocean mescolano con parecchio successo generi che vanno dall’hardcore al metal sperimentale, che a tratti sconfina nello sludge e nell’ambient. In una buona mezz’ora The Ocean sono riusciti a scaldare abbastanza bene l’Arena, già bella piena, anche se alla maggior parte del pubblico non erano proprio la tazza di tè preferita.
Quando poi sul palco sono saliti i leggendari Cynic, la sala ha finalmente iniziato a ribollire sul serio. Ai fan del metal/rock progressivo i Cynic non serve certo presentarli: basta il nome della band e quelli dei suoi leader, Paul Masvidal e Sean Reinert, per far drizzare le orecchie e pronunciare quei nomi con reverenza. I Cynic si sono fatti un nome già con i demo di culto usciti tra il 1988 e il 1991, con la collaborazione di Masvidal e Reinert sul disco di culto dei Death, Human, che ha spinto Schuldiner e con lui i Death verso acque più tecniche, e infine con il caposaldo del metal progressivo uscito nel 1993, l’album di debutto Focus. Poco dopo i Cynic si sono sciolti decisamente troppo presto, e il sogno di chiunque abbia mai tenuto in mano Focus o Human ed sia nato un po’ troppo tardi era vederli dal vivo… Anche il mio. Il sogno è diventato realtà l’anno scorso, quando i Cynic si sono riuniti, e finalmente li abbiamo avuti davanti a Vienna. Masvidal, Reinert e i due nuovi arrivati, il chitarrista e growler Tymon Kruidenier e il bassista Robin Zielhorst, tra gli applausi fragorosi del pubblico hanno aperto il set con l’intro del nuovo disco, suonata dal vivo, Nunc Fluens. Con la stessa naturalezza è scorsa una buona mezz’ora di eterea mistica ed esoterismo, quella che sanno evocare solo i Cynic. Già con The Space For This Paul ha dimostrato che, senza il vocoder di Focus, suona molto meglio e in modo più convincente. La voce calma e delicata di Paul ti porta senza accorgertene nelle sfere misteriose della filosofia, della mitologia e della religione orientali, mentre il growl di Tymon ti riporta con i piedi per terra in modo fenomenale: chiude alla grande il quadro della band, si è inserito alla perfezione come nuovo arrivato e ha sostituito più che degnamente Tony Teegarden. Evolutionary Sleeper dal vivo suona semplicemente spettacolare e, con quei riff da togliere il fiato, è senza dubbio uno dei brani migliori dei Cynic. L’affiatamento e la sintonia della band sono a un livello tale che qualsiasi gruppo potrebbe invidiarli, soprattutto quando senti il drumming devastante del polpo Reinert, che dimostra ancora e ancora di essere uno dei migliori batteristi in assoluto. O, come ha detto Buco con una bella immagine: “Reinert a colazione si mangia i metronomi!”. Con How Could I… i Cynic ci hanno portati sul mitico Focus, mentre con il trittico finale da Traced in Air i ragazzi hanno dimostrato che il nuovo disco è probabilmente il miglior lavoro di quest’anno e che, per quanto sembri incredibile, per maturità supera con facilità persino il grande Focus. L’unica pecca dell’esibizione dei Cynic è stata la brevità: hanno suonato solo una buona mezz’ora, e purtroppo hanno tolto dalla scaletta due pezzi di Focus che avevano suonato nelle date precedenti del tour. Ma pazienza, per i Cynic la qualità viene sempre prima della quantità, e in mezz’ora i Cynic offrono più di tante band in un’ora o due. E i Cynic rinati promettono che stavolta resteranno in giro per più di un album. “We Claim This Space!”
Per un finale fantastico, ancora una delle band metal più grosse degli ultimi anni, i maestri svedesi del metal estremo progressivo, gli Opeth. Per cominciare hanno attaccato senza compromessi con la micidiale Heir Apparent, che arriva dal nuovo album, Watershed, probabilmente il disco di maggior successo della band finora. In un attimo gli Opeth hanno creato un’atmosfera infernale e demoniaca, che un bel lightshow ha ulteriormente potenziato. E subito, senza pietà, via con la devastante The Grand Conjuration. Dal vivo gli Opeth sono senza dubbio la definizione di perfezione: ogni cosa è suonata con precisione svizzera, e la sostituzione di uno dei membri chiave del passato degli Opeth, Peter Lindgren, rimpiazzato alla chitarra da Fredrik Akesson, non si nota minimamente. Anzi, tutto il contrario: Akesson si è inserito nella band alla grande. Dietro le pelli, invece, il grande Martin Lopez è sostituito con successo già da due anni di fila da Martin Axenrot. Ma gli occhi, a un concerto degli Opeth, sono puntati sul mastermind della band, Mikael Akerfeldt, che sta al posto di cantante e chitarrista. È davvero impressionante vedere con quanta facilità Mikael dal vivo passi dai growl brutali al canto pulito, calmo e malinconico. E per di più Mikael è un vero comico da stand up, che fa scoppiare a ridere con facilità anche una sala enorme. Akerfeldt si è ingraziato il pubblico con questo dialogo tra lui e la platea; Mikael: This song is about love and… / Pubblico: “The Drapery Falls!” / Mikael: “No, that song is about buying hot dogs. As I said, this next song is about love.” oppure; Mikael: “I used to dance on Scorpion’s songs with my chicks…Yeah, that’s right, I said chicks, not chik. I had many of them, back when I was still young and handsome…” / Uno del pubblico: “You still are!” / Mikael: “Yeah, I know, I just didn’t want to say that for myself.” Gli Opeth hanno dimostrato che i pezzi del nuovo album dal vivo suonano fantastici, soprattutto The Lotus Eater, che è unica da sentire dal vivo soprattutto per la voce pulita sorretta dai blast beat. La calma Hope Leaves da Damnation ha creato in sala un’atmosfera bellissima e romantica, mentre il trittico finale demoniaco ha dimostrato che gli Opeth, anche con il metal estremo, fanno maledettamente sul serio. Purtroppo anche gli Opeth sono stati piuttosto brevi, con poco più di un’ora e un quarto, ma per fortuna anche loro, alla maniera dei Cynic, anche in così poco tempo offrono un sacco.
In chiusura solo questo: Cynic e Opeth insieme sono stati il vertice dei concerti dell’anno, e almeno per me i Cynic sono stati anche il miglior concerto della mia “carriera concertistica”. Andate a vederli (e gli Opeth pure) appena passano da qualche parte nei dintorni! P.S.: Grazie alla mia dolce metà per tutto 🙂
Foto: Nina Grad
Scaletta
Scaletta dei Cynic: 1.Nunc Fluens 2.The Space For This 3.Evolutionary Sleeper 4.How Could I… 5.Adam’s Murmor 6.King of Those Who Know 7.Integral Birth Scaletta degli Opeth: 1.Heir Apparent 2.The Grand Conjuration 3.Godhead’s Lament 4.The Lotus Eater 5.Hope Leaves 6.Deliverance 7.Demon of the Fall 8.The Drapery Falls
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