Una Pasqua profanata con Vendetta, Mortal Factor e Shadow’s Far (2009)
Autore: Rok Klemše
Luogo: Izbruhov bazen, Kranj
Data del concerto: 10.04.2009
Numero di spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 12€
Allora, mentre in giro per la Slovenia tutti sfornavano potiche, dipingevano uova, cucinavano/arrostivano maialini morti, grattugiavano rafano, celebravano il giorno in cui 2000 anni fa il “salvatore” fu inchiodato alla croce e si accalcavano in massa alla “benedizione” per farsi spruzzare il cibo dai preti, noi metallari ci siamo trascinati nella metropoli dell’Alta Carniola, in una ex piscina, per una sana dose di thrash, perché ci mancavano già un po’ i fischi nelle orecchie e un sano post-sbornia. In questo giorno di festa doveva infatti succedere una vera festa, visto che dalle nostre parti si sono fermate le leggende (o leggendine) del thrash tedesco Vendetta, accompagnate dal duo svizzero festaiolo/thrasher/core Shadow’s Far e da Mortal Factor, e come ciliegina sulla torta gli organizzatori ci hanno aggiunto anche i boscaioli di casa Eruption. Ed è stato bello tornare a Kranj, dove a quanto pare prenderà seriamente vita uno spazio di cultura alternativa/underground, e farà in modo che prima o poi in Slovenia tornino a bruciare chiese con alte fiamme sulle cime delle colline. Siamo in attesa…
Insomma, il tutto doveva iniziare alle nove. Non so perché, sarebbe bastato e avanzato iniziare alle otto. Beh, ovviamente è andato tutto un po’ per le lunghe, cosa che ai metallari riuniti non ha dato fastidio, visto che sul parcheggio potevano tranquillamente bere e scambiarsi novità.
Verso le nove e mezza sul palco sono saliti i local Eruption, che il pubblico conosce più che bene e, nonostante all’inizio il suono abbia fatto parecchi dispetti, la festa non ne ha risentito. I ragazzi l’anno scorso hanno fatto pochissimi concerti per via di problemi di formazione, ma ora il nuovo bassista e il nuovo chitarrista si trovano più che evidentemente a casa loro, sia nella band che sul palco, e quello che abbiamo visto è stato (come si è scoperto dopo) il set più seguito della serata. Come detto, all’inizio il fonico ha fatto un po’ di scherzi, verso la fine del concerto al chitarrista ritmico è saltata anche una corda, ma la cosa è stata sistemata nel giro di un pezzo, e il fatto che un monitor non funzionasse il pubblico non l’ha comunque disturbato. Perché avrebbe dovuto? Tanto i ragazzi (come sempre) hanno sparato thrash vero, scatenato un moshpit più che dignitoso, avevano una bella fila di fan che slamavano e più che evidentemente sono piaciuti un casino anche ad Amande (il cantante dei Mortal Factor), che era comunque il festaiolo di turno della serata e durante l’esibizione degli Eruption di gran lunga il membro del pubblico più “scatenato”. Il loro repertorio non lo conosco nelle sfumature, ma credo abbiano suonato due pezzi nuovi, e mi sembra anche che Buco alla voce si sia calmato un po’ (meno “urla” acute), quindi per i ragazzi il futuro è sicuramente luminoso e speriamo di vederli quest’anno e anche nei prossimi ancora tante volte sui palchi, in una forma almeno buona come quella di stavolta. Ehi, ragazzi, riusciremo ad avere un disco prima di diventare nonni?
Dopo una pausa (troppo) lunga, durante la quale sul posto si è anche parecchio raffreddato (e no, la birra fredda non aiuta a scaldarsi (verificato)(anche se è vero che dopo una birra, quattro, … ci si sente meglio)), sul palco è arrivata di corsa la prima metà del gemellino svizzero di supporto: Mortal Factor. Purtroppo non sono riusciti a riempire la sala, credo che la maggior parte del pubblico sia venuta a vedere un pezzo o due, poi sia uscita a bere, anche se secondo me hanno offerto la miglior esibizione della serata. Per quanto ne so i ragazzi non hanno ancora registrato un album, anche se esistono dal 2003. Hanno pubblicato un promo, hanno partecipato a numerose compilation, hanno un bel chilometraggio live, ma di album nemmeno l’ombra. Peccato. Comunque, i ragazzi sparano un death/thrash/core assassino, a me personalmente hanno fatto rizzare tutti i peli del corpo e tutti i capelli (quelli che mi restano), in un attimo ho dimenticato che nel locale faceva parecchio freddo e il loro set, con un piacevole dondolio di fianchi e ginocchia (e un pochino anche di collo), è volato via in fretta. Come ho già detto, peccato che non li abbia visti più gente. Anche se i ragazzi (soprattutto il cantante) hanno fatto festa come si deve e sono rimasti soddisfatti della reazione del pubblico poco numeroso (secondo me circa 50-60 persone) che ha seguito la loro esibizione. La loro musica non brilla certo per originalità, ma nell’ambito del genere che suonano e della padronanza dei loro strumenti (a un livello piuttosto alto) se la cavano alla grande. Il loro mix di sega elettrica/breakdown/blast beat (anche se questi sono davvero più rari)/scream e growl entra bene nell’orecchio, e più di un moderno “sedicente” black metallaro potrebbe imparare da loro un po’ di aggressività. Se ci aggiungi il cantante che, con i suoi (a occhio) poco meno di 190 cm e (almeno 120 chili) è un pazzo scatenato, salta sul palco (e in mezzo al pubblico) e a tutto sprint tira fuori dei growl davvero animaleschi (più di un Johann scandinavo avrebbe qualcosa da imparare da lui…) capisci che ti sei perso una vera festa thrash. Sui forum ho letto che alla gente (ma perché sui forum scrivono sempre solo quelli che guardano un pezzo o due e poi vanno fuori a bere?) non erano piaciuti granché, a me invece sono stati decisamente la band migliore della serata. E se andrete a guardare i loro video su YouTube (che non sono pochi) sappiate che, rispetto a quello che si è visto a Kranj, quei video non gli rendono giustizia. Il suono era ottimo, i ragazzi e il pubblico in vena di festa e i 40 minuti sono passati in un lampo. Poi c’era da rimettersi al freddo a farsi una birra, che volete, c’è la legge antifumo!
E di nuovo è passata una pausa troppo lunga (quella sera è andata proprio per le lunghe) prima che salissero sul palco gli ultimi della squadra di supporto, di nuovo svizzeri, gli Shadow’s Far. Strisciano insieme sulla terra dal 1997, ma in tutto questo tempo sono riusciti a pubblicare solo un EP, “Lost In Contemplation”, nel 2004 e nel 2007 il primo (e per ora unico) album, “Eleven Sins”. La loro musica è thrash aggressivo di pura scuola, che si rifà più che evidentemente al thrash tedesco delle origini, quello aggressivo, e su cui praticamente non c’è niente di nuovo da scrivere. Però è vero che probabilmente sarebbe stato meglio scambiare l’ordine di esibizione con i Mortal Factor, ma quella è un’altra storia. Beh, il pubblico radunato sotto il palco era di nuovo poco numeroso, forse li seguivano una quarantina di persone, la maggior parte piuttosto statica, tranne il cantante dei Mortal Factor, che con la birra in mano saltava, impazziva, urlava, slamava, sprintava su e giù (bisognerà verificare se in passato ha fatto atletica) e cercava di scatenare un moshpit (in parte ci è riuscito su due pezzi), ma una vera interazione tra pubblico e band non c’è stata. Peccato. Credo che i ragazzi, nonostante siano sconosciuti da noi, meritassero più pubblico e probabilmente anche una reazione migliore, perché la loro musica per ogni vero thrasher aggressivo/puzzolente è un balsamo per le orecchie. Beh, c’è anche l’ipotesi che la gente fosse troppo ubriaca, cosa che, viste le lunghe pause e la quantità di bottiglie vuote di birra/vino/grappa davanti all’ingresso, non è nemmeno impossibile. Così i ragazzi hanno guidato il pubblico poco numeroso attraverso la maggior parte dei pezzi di entrambe le uscite e si sono divertiti un sacco anche loro, il che alla fine vale pure qualcosa. Se siete curiosi di sapere come suonano, andate sul loro sito, dove potete “scaricarvi” il loro EP (e pure gratis), e vedrete che vi siete persi una vera festa thrash, se quella sera non c’eravate o se durante la loro esibizione eravate da qualche altra parte a buttare giù vino scadente o grappa fatta in casa.
E (incredibile) dopo l’ennesima pausa troppo lunga (qualcuno mi spiega qual è il trucco per cui un palco già completamente pronto per l’esibizione di una band resta lì vuoto per altri 20 minuti buoni??) all’una (!?) di notte ci hanno finalmente onorato con la loro esibizione anche i Vendetta. Una band che appartiene alla seconda generazione del thrash metal tedesco (e secondo me anche alla seconda lega, anche se hanno i loro momenti di gloria) e che dal 2007 ci delizia di nuovo con la sua musica, anche se l’album “Hate” non raggiunge di sicuro le loro uscite degli anni ’80 del secolo scorso (“Go And Live… Stay And Die” – 1987 e “Brain Damage” – 1988). Da noi si sono fermati già per la seconda volta, dopo l’esibizione dell’anno scorso al Metal Mania a Komen, ma il loro set non è stato niente di speciale. Se partiamo dal lato tecnico dell’esibizione, bisogna ammettere che il suono era buono, ma in qualche modo vuoto. Il tutto mi ha ricordato l’ultima esibizione dei Kretor al MC di Tolmin nel 2007, quando in teoria funzionava tutto (pubblico, suono, …) ma la band ha messo nel concerto esattamente il 12% della sua energia. E lo stesso hanno fatto i Vendetta quella sera. Per dei thrasher erano DECISAMENTE troppo statici, il contatto col pubblico era forzato e imparato a memoria (penso che una band così famosa, anche se la guardano 50 persone, non dovrebbe permettersi un atteggiamento del genere verso i propri fan), e se promuovi un tour come un tour in cui suonerai quasi per intero i primi due album, allora potresti anche farlo davvero.
Ecco, breve e conciso. Sono rimasto deluso, perché sembrava che ai ragazzi, a un’ora così tarda, non andasse di suonare (sarebbe interessante sapere se hanno voluto loro esibirsi così tardi…) e siamo tornati a casa con l’amaro in bocca e probabilmente a tutti sembrava che sarebbe stato meglio se quella sera avessero suonato solo le prime tre band, in un ordine un po’ rimescolato, così ci sarebbero rimaste ancora abbastanza energie per sbronzarci come si deve. Maledizione, credo di essere tornato a casa da un concerto thrash quasi in linea retta per la prima volta in vita mia…
Foto: Jure Frelih
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