Una serata di chitarre acustiche in libertà (2012)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Zlati Zob / Slovenia
Data del concerto: 29.06.2012
Numero di spettatori: 70
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero)

Le esibizioni di questi due maestri della chitarra, negli ultimi due anni, da quando suonano in duo, non sono proprio un evento rarissimo! Ravi Shreshta e Miha Petric. Due figure musicali davvero speciali, due artisti fuori dal comune. Ognuno con un linguaggio artistico riconoscibile e tutto suo, l’essenza stessa del talento musicale. Per Miha Petric, poi, vale comunque l’etichetta di gran bizzarro: si avvicina alla chitarra anche con una tecnica di esecuzione tutta sua, che ha sviluppato (e sta sviluppando) in modo del tutto autodidatta, e allo stesso modo sfida le direttrici sonore e gli indirizzi musicali, toccando nuove dimensioni espressive e spesso una gran freschezza artistica. L’opera finora realizzata dai Moonlight Sky parla da sola, forse ancora più dei lavori in studio, per non parlare dei concerti di questa band!

La fine di giugno di quest’anno è stata particolarmente suggestiva nel tempio lubianese della musica etnica sulla Zaloška cesta, per l’esattezza nel club »Zlati zob«, dove i due artisti sono ormai vecchie conoscenze. Sono stati invitati e sfidati a dare il sale all’inizio dell’ultimo weekend di giugno a un pubblico selezionato, che ha riempito fino all’ultimo centimetro quadrato lo spazio disponibile nel giardino del locale, pronto ad abbandonarsi alla struttura musicalmente audace di questo duo.

Visto che per entrambi i musicisti vale una pittoresca retorica che combina un messaggio dal carattere fortissimo con un mix di neoclassicismo, flamenco, jazz, melodie etniche delle più varie latitudini del pianeta, rag time, country e blues, il tutto intriso di un’ispirazione inesauribile e di puro talento musicale, le aspettative di tutti i palati musicali più fini erano particolarmente alte, quella sera, al club.

Il duo ha entusiasmato in pieno con un repertorio ricchissimo, non solo per i brani eseguiti per lunghi minuti, ma anche per l’azzeccatissima combinazione delle due figure chitarristiche, la cui chimica di lavoro reciproca è evidentemente scaldata alla giusta temperatura di reazione!

Uno straordinario paesaggio di pieghevoli artistici dai mille colori, di reinterpretazioni di melodie intramontabili che nel mondo del jazz contemporaneo sono più che riconosciute, di incursioni nel classicismo e nel flamenco, poi di escursioni etniche spontanee, soprattutto nel cuore dei Balcani e dell’Andalusia, ma anche nel cuore del blues: tutto questo funziona in modo fantastico nell’intreccio di un contorno sonoro organico e a pieno sangue, di un show teatrale acuto e ad alta dinamicità, creato dai due chitarristi mentre si lanciano senza freni sui motivi dei loro pezzi originali, ma anche di alcune reinterpretazioni di opere immortali (tra cui ha trovato spazio anche il Concierto de Aranjuez di Rodrigo). Il tutto lo arricchiscono con astuzia con una nota libertaria di vena artistica personale, mettendo alla prova l’inesplorato attraverso succosi assoli, che stavolta sul cortile del club non sono mancati di certo. Proprio questi passaggi regalano al concerto la sensazione di uno sviluppo spontaneo, mai forzato, con un elemento di sorpresa musicale sempre in primo piano. Una vera manna per gli ascoltatori più esigenti, insomma.

Forse è mancata appena una sfumatura, quasi impercettibile, per arrivare alla perfezione dell’esecuzione: il concerto non era del tutto calibrato a livello sonoro e ogni tanto i monitor hanno ronzato con una certa veemenza. Questo non è andato giù ai puristi della musica, quelli che cercano un suono perfetto, »nudo«, autentico, organico, come solo una chitarra acustica sa creare. Ma erano in minoranza, oppure estremamente indulgenti, perché Ravi e Miha con le loro birbonate, tra cui il drill da scuola che unisce una precisione straordinaria alla velocità sonica con cui sfrecciano lungo i manici delle chitarre, hanno più volte portato i presenti a ovazioni furiose, con applausi che sembravano non finire mai.

Il duo Ravi Shreshta e Miha Petric cammina sulla strada di un duo simile, come per esempio gli Aritmija, anche se tra i due duo c’è ovviamente una netta linea di demarcazione, una disgiunzione di espressione musicale. La fusione di tanti generi musicali, a volte con un superamento appena percettibile degli abissi, altrimenti giganteschi, che li separano, testimonia a favore dell’»irruenza« e della maestria dei due talenti che questo duo mette insieme! Per tutti voi che amate la Mahavishnu Orchestra, in particolare le opere di John McLaughlin, e poi Paco De Lucia, e naturalmente va aggiunto anche Al Di Meola, il concerto del duo Shreshta – Petric è stato senza dubbio un’esperienza live indimenticabile.

Visto che il duo può vantarsi di creare musica originale, speriamo che in futuro si accumuli abbastanza materiale per un album di debutto in studio. Data la carismatica particolarità del linguaggio musicale dei due musicisti e l’ottima chimica reciproca, impossibile da non sentire (figuriamoci ignorare), posso già concludere che in Slovenia avremo un altro splendido pezzo di autentica torta musicale, di cui non ci sazieremo tanto presto. Con un elemento sensuale a pieno sangue di sorpresa musicale a impronta progressiva, portata dal coraggio dell’esperimento libertario, che non conosce alcun limite nell’espressione delle molteplici sembianze dell’arte musicale.

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