Una serata di poesia punk rock melodica (2010)

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Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Gala Hala / Metelkova / Lubiana
Data del concerto: 01.03.2010
Numero di spettatori: 0

Martedì 2 marzo a Lubiana è partita la terza tranche del tour per l’uscita dell’album Today is a good day, e quest’anno i britannici New model army festeggiano anche i loro 30 anni di attività. C’era da aspettarsi soprattutto un bel po’ di materiale nuovo, ma ci siamo ritrovati anche con parecchi pezzi più vecchi, tra i quali spiccava ovviamente il loro classico 51st state, quello che ha dato alla band lo status di culto, le ha chiuso per un po’ le porte dei palchi americani e allo stesso tempo ha fatto i conti con la politica della maggioranza di governo britannica di allora, che più o meno seguiva e basta i suoi colleghi d’oltreoceano. “We’re the 51st state of America. We’re the W.A.S.P.s, proud Ameircan sons, we know how to clean our teeth and how to strip down a gun.” New model army sono, nel complesso, una band davvero molto politica e con una forte coscienza storica. Le loro canzoni raccontano gli eventi dal governo di Margareth Thatcher fino alla disgregazione della Jugoslavia: “Written up on a Belgrade wall in 1991, I saw the words of a prophet in a 10-foot scrawl – Arm yourselves and run.”, il soprannome del bassista è un omaggio all’ammiraglio Nelson, e nemmeno l’elezione di Barack Obama a nuovo presidente degli Stati Uniti li ha lasciati indifferenti: “Obama flyer still hanging by the side of the road like a long last prayer.”

Il nome la band lo ha preso dall’esercito rivoluzionario inglese guidato nel XVII secolo dal generale Oliver Cromwell, che si distingueva dall’organizzazione militare dell’epoca soprattutto per il reclutamento di soldati professionisti, responsabili dell’intero territorio del paese e non solo dei singoli distretti. Quanto all’etichetta di genere, farebbero un torto a se stessi se li liquidassimo come una semplice band punk o magari post punk: la loro musica mette insieme, tra le altre cose, elementi da ballad rock melodiche, perfino qualche passaggio di chitarra un filo metal, motivi di musica folk, con le tastiere che danno un tocco vagamente progressive, mentre i testi, nel complesso, sono di una qualità ben superiore a quella di una tipica formazione punk.

La forza trainante della band, nonché unico membro originale, è il cantante e chitarrista Justin Sullivan, compagno di vita della poetessa e scrittrice britannica Joolz Denby, responsabile dell’immagine visiva del gruppo, musa di lunga data e coautrice di alcuni testi. Alla batteria accompagna Justin Michael Dean, le chitarre sono affidate a Marshall Gill, la celebre linea di basso la tiene in piedi Peter “Nelson” Nice, mentre a dare quel tocco atmosferico in più alle tastiere ci pensa Dean White. Per tutto il set la comunicazione tra chi stava sul palco e chi sotto è stata incredibilmente dinamica. A un certo punto nella sala è sembrato che un sacco di gente fosse venuta soprattutto per fotografare o filmare i mitici inglesi, che un tempo nelle classifiche britanniche se la giocavano con band come The Smiths, e il signor Sullivan ha liquidato la situazione definendola una specie di “You-tube central.”

L’evento, durato poco meno di due ore, si è svolto in un’atmosfera intensa e piuttosto intima, tanto che Justin ha proposto che la prossima volta, invece di far venire la band da noi, si inviti tutti a casa sua. Così come la musica dei New model army si può definire un mix curioso e pieno di temperamento di influenze e generi musicali, posso dire con certezza che quella sera il Gala Hala ha riunito ascoltatori da ogni angolo d’Europa (Germania, Francia, Inghilterra, Scozia, Slovenia), che hanno contribuito a rendere irripetibile l’esperienza musicale. L’unica critica che mi sento di fare riguarda il gruppo di persone al seguito della band, incaricato di vendere CD, magliette, tazze e souvenir vari con il logo del gruppo. La signorina tedesca che coordinava il tutto, infatti, è stata decisamente troppo aggressiva con il pubblico, probabilmente per l’eccessiva voglia di guadagnare. Speriamo quindi che il tour primaverile della band vada bene anche a livello di incassi e che la ragazza trovi presto la sua pace interiore.

Foto: Uroš Rojc

Scaletta

1. States radio 2. Get me out 3. Arm yourselves and run 4. Into the wind 5. Here comes the war 6. Mambo queen of the sand stone city 7. Peace is only 8. Today is a good day 9. Disappeared 10. High 11. One of the chosen 12. Autumn 13. Whitecoats 14. Vagabonds 15. Stupid questions 16. Wonderful way to go —-bis—- 17. 51st state 18. Island

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