Una serata di pura brutalità all’Orto bar (2017)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Nina Grad

Luogo: Orto bar, Lubiana
Data del concerto: 27/04/2017

Da 18 anni l’Orto bar, con il festival Orto fest, serve gusti per tutti i palati. Anche quelli molto particolari. La serata dedicata alle “specialità” si è tenuta giovedì 27 aprile 2017, quando, sotto l’organizzazione del duo Dirty Skunks, quattro formazioni brutali si sono prese il palco grande dell’Orto bar.

A rompere il ghiaccio ci hanno pensato gli Omophagia, quintetto svizzero-brasiliano, che all’Orto bar ha presentato il suo secondo disco, »In the name of chaos«. Con un’esibizione interessante ma tecnicamente impeccabile hanno sorpreso tutti. Conciati come impiegati d’ufficio imbrattati di sangue, hanno lasciato un’ottima impressione, e dopo il concerto in giro si sentivano parecchi commenti secondo cui, Benighted a parte, sono stati loro a entusiasmare di più.

Sono seguiti i britannici Unfathomable Ruination che, diciamoci la verità, non hanno lasciato un’impressione buona come quella dei loro convincenti predecessori. Il quintetto, con quattro dischi alle spalle, da un pezzo all’altro suonava abbastanza monotono. Curiosamente, ogni tanto qualche brano viene movimentato da un’interruzione improvvisa e da una ripartenza ancora più brutale, come potete vedere nel video qui sotto.

Le star della serata, i Benighted, a sorpresa non hanno suonato per ultimi. A giudicare dalla quantità di pubblico erano senza dubbio la band più attesa, e hanno lasciato l’impronta che gli amanti della brutalità si aspettavano. I francesi, guidati dal cantante Julien Truchan, con un mix di deathgrind e death metal tecnico hanno saputo scaldare alla grande un pubblico dai gusti estremi, sull’onda del loro ultimo disco uscito a febbraio, »Necrobreed«. L’anno prossimo la band festeggerà i 20 anni di attività, e si sente eccome anche sul palco. Un’esibizione sicura e eseguita alla perfezione. Nella loro collezione di brutalità estrema, i cinque francesi hanno già ben 8 dischi. In 19 anni di carriera la formazione ha cambiato parecchi membri. Quello originale e più conosciuto dal pubblico resta il cantante Julien, unico membro fondatore rimasto. Senza dubbio la band principale della serata, come c’era da aspettarsi.

Per ultimi sono saliti sul palco dell’Orto bar i Wormed. Gli spagnoli hanno suonato per la prima volta davanti al pubblico sloveno proprio quella sera. Una band estremamente veloce e tecnicamente piuttosto affinata, che non ha deluso ma nemmeno è riuscita a fare meglio di chi l’aveva preceduta. Il quartetto, con la stessa età dei Benighted ma una discografia più snella di metà, è stato godibile, ma forse è mancato un po’ di coinvolgimento del pubblico alla maniera dei Benighted.

La serata di gran lunga più brutale della rassegna Orto fest 2017 ha servito, con queste quattro formazioni, ritmi urlati e di una velocità senza paragoni agli »headbanger« più esigenti.  Una serata così rientra decisamente nello spirito dell’Orto fest. Se in menu può esserci il romanticismo, che ci sia anche la brutalità più estrema. 

testo e video: Klemen Udovč

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