Unity

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Artista: Rage
Etichetta: SPV Records
Uscita: 2002
Voto: 4/5

Questo disco non è più uno scherzo. Che musica abbia in testa Peter “Peavy” Wagner, dopo tutti questi anni di lunga carriera, ora è chiarissimo. Dopo aver rivoltato la formazione fino a tornare al classico trio, per i Rage è iniziato un nuovo periodo creativo. A dimostrare che Peavy è diventato estremamente esigente con i musicisti ci pensano gli altri due membri della band: Mike Terrana alla batteria e il polistrumentista russo Victor Smolski. Il disco segna anche una nuova pietra miliare. Questo “trio” ha praticamente spinto il power metal ai limiti estremi delle proprie possibilità, e gli inserti progressive non sono più niente di speciale. La limited edition include anche la bonus track “Mistery Trip”, che non è una cover ma un altro super pezzo originale, più il video del brano “Down”.

Partiamo dalla produzione. È molto più viva rispetto al sognante predecessore “Welcome To The Other Side”, e come poteva essere altrimenti, visto che al timone di produzione c’era Charlie Bauerfiend in persona, perfezionista senza pari. Il disco è stato registrato ai Twilight Hall studio, di proprietà dei Blind Guardian, e Hansi Kürsch ha contribuito con i cori. Insomma, produzione superiore. La linea di basso è carica, si sente benissimo e dà alla sezione ritmica una botta incredibile. Tra chitarre e sezione ritmica non si sente nessun vuoto sonoro. I riff taglienti, che ti massacrano le orecchie a colpi di mitragliatrice, sono qualcosa di speciale. Arrivano ovviamente dalla testa del russo. Una vera boccata d’aria fresca nella sognante scena power metal, dove praticamente ogni band sotto la media si becca un contratto dalle etichette e così contribuisce a prendere in giro il pubblico. Victor, oltre allo straordinario lavoro alla chitarra, si è occupato anche di tutti gli arrangiamenti orchestrali, che si sposano alla perfezione con la struttura dei brani. Insomma, chi cerca la perfezione in musica trova nei nuovi Rage il disco su misura. Grazie alla produzione migliore, la voce di Peavy è di nuovo più potente e molto più espressiva.

Lo stile chitarristico è molto particolare: gli accordi nei riff sono spesso spezzati e suonati con un palm muting di qualità. La chitarra di Victor sa essere infernalmente affilata e a tratti si scioglie in una morbidezza straordinaria di passaggi melodici. Un chitarrista imprevedibile al massimo, che regala un fascino speciale anche alle orecchie più esigenti e pignole di qualsiasi appassionato di musica. La varietà degli assoli, decorati con licks pazzeschi e uso del tremolo, sprizza energia da tutti i pori. Victor mette in mostra un approccio supersonico e morbidissimo negli assoli.

Mike, con il suo impegno al massimo, dimostra ancora una volta perché in questo momento è tra i session drummer più richiesti. I tom di passaggio e il rullante sono accordati per ottave. Per non parlare del ricchissimo arsenale di Mike, su cui non sto a sprecare parole. Nel booklet trovi come sono disposti i suoi tamburi. Maestro del doppio pedale, maestro dell’improvvisazione e dell’imprevedibilità. Il passaggio ti arriva addosso proprio quando non te lo aspetti. E ogni volta è suonato in modo diverso. Una vera jam session metallica.

Il disco si distacca dal predecessore. È molto più duro. Ovviamente a livello di produzione e di composizione. Se “Welcome To The Other Side” si inclinava di più verso il progressive, “Unity” è di nuovo un lavoro più compatto. Ma attenzione. L’affiatamento e il lavoro incredibile di tutti e tre i tizi, che mostrano un modo di esprimersi musicalmente sotto una luce nuova, l’imprevedibilità dei passaggi per lo più progressive e le fluttuazioni pazzesche dell’atmosfera lungo tutto il disco: ne esce una creazione eccezionale. Già adesso posso dire che rientra nella rosa ristretta per il disco dell’anno in ambito metal.

Già l’opener “All I Want” dice tutto. Un riff d’apertura progressivamente spezzato, che nel pre-ritornello pompato si ribalta completamente. I pezzi firmati da Peavy hanno un sapore dei Rage anni Novanta (dal periodo di “Black In Mind” a quello di “Ghosts”), sono anche i più d’impatto e i più compatti, puro sushi. “Insanity” di Peavy è sicuramente uno dei brani più belli del disco. Del resto non mi dilungherò troppo su di loro. Sono tutti rifiniti alla perfezione, l’unico neo è la quinta traccia (“Dies Irae”), dove il ritornello è rovinato dai madrigali medievali di un coro femminile. Per tutti gli scettici, i “Rage” hanno preparato in chiusura una vera distruzione. La title track strumentale di sette minuti, demolitrice supersonica,  in cui i ragazzi non si fermano e non si fermano. Piena di svolte musicali legate a passaggi pazzeschi verso la perfezione del heavy metal. Quando Victor prende fiato, parte Mike, e viceversa. I nuovi Rage devono farvi saltare la testa, punto. Metal.

Formazione

Peter “Peavy” Wagner – voce, basso
Victor Smolski – chitarra
Mike Terrana – batteria

Musicisti ospiti:
Hansi Kursch – cori
DC Cooper – cori

Produzione

Rage & Charlie Bauerfiend

Tracklist

1. All I Want
2. Insanity
3. Down
4. Set This World On Fire
5. Dies Irae
6. World Of Pain
7. Shadows
8. Living My Dreams
9. Seven Deadly Sins
10. You Want It, You’ll Get It
11. Unity
12. Mystery Trip*
13. Down (video track)*

* bonus track della limited edition

Durata dell’album: 59:52

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