Up Close
Autore: Jernej Vene
Artista: Johnson, Eric
Etichetta: EMI Records
Uscita: 2010
Durata: 51:12
Voto: 4.5/5
Per certi intenditori è uno dei rappresentanti più eminenti della musica chitarristica in assoluto. Il chitarrista texano Eric Johnson è un maestro e un pittore sonoro dallo stile inconfondibile. I suoi dischi li aspettiamo sempre a occhi e orecchie spalancati, anche perché escono con il contagocce. Pur essendo diventato famoso con Tones nel 1986, è in giro dalla metà degli anni Settanta e in tutto questo tempo ha messo in fila appena sei album in studio, la prova di una smania di perfezione fuori dal comune. In Up Close lo aiutano alcuni collaboratori fissi, ma ci sono anche diversi ospiti di peso.
Eric Johnson è nato a Austin, in Texas, il 17 agosto 1954. Era il più piccolo di cinque figli e i genitori li spingevano con forza verso la musica. Il piccolo Eric già a tre anni mostrava interesse per la musica, a cinque studiava pianoforte e a otto componeva da solo brani non troppo impegnativi. Quando nel 1964 il fratello maggiore portò a casa una chitarra elettrica e mise su una band, Eric decise senza esitazioni che anche lui sarebbe diventato chitarrista. A quindici anni Johnson era pazzo di tutti i maestri della chitarra rock degli anni Sessanta: Eric Clapton, Jimmy Page e Jeff Beck, ma il suo grande amore era il blues e il gigante del jazz Wes Montgomery. Eric Johnson più di una volta si è rimproverato di non aver frequentato seriamente una scuola di musica per un tempo più lungo. Anche se non legge la notazione musicale in modo fluido, in compenso ha un orecchio assoluto innato che gli dà una bella mano. Come membro di svariate band locali ha affinato il suo mestiere negli anni Settanta e nella prima metà degli Ottanta.
Con ogni disco la tribù dei chitarristi si lascia conquistare tanto dall’espressività della sua musica quanto dall’entusiasmo con cui la suona. È proprio per questo che Eric Johnson convince più di un giovane chitarrista a eleggerlo subito a proprio idolo. Il successore di Bloom l’abbiamo dovuto aspettare cinque lunghissimi anni, ma l’attesa è stata ripagata da un’elaborazione ancora più raffinata delle idee musicali e della loro realizzazione.
Più che mai, l’attesa è stata ripagata. Up Close è l’opera di un artista maturo, dal grande spessore espressivo e affidabile. Tra principi di scrittura dei brani sfruttati con grande abilità, un’esecuzione musicale e sonora strepitosa e una raccolta di dettagli studiata nei minimi particolari, Eric Johnson qui ha mostrato anche qualcos’altro. Ha distolto gli ascoltatori attenti dalle acrobazie pirotecniche della chitarra, che comunque non mancano, e li guida invece ad ascoltare la struttura complessiva dei brani, che è l’unico scopo e senso della musica in quanto tale. I tocchi invisibili dei suoi messaggi lasciano negli ascoltatori devoti tracce positive e liberatorie, a cui presto cedono cerchi sempre più ampi di appassionati affamati di musica di qualità. Eric Johnson è un ascoltatore attento dei mondi sonori che lo circondano, sa prestare loro orecchio e travasare le loro storie nel proprio linguaggio. Dal punto di vista tecnico è addirittura così fissato che anche con la tecnica di registrazione e la strumentazione non lascia nulla al caso. Quando è il momento di fare musica, qui deve essere tutto al massimo livello. Ecco perché offre dischi così curati. Che si tratti di melodie, di assoli su tutto il manico, di linee legato che stratifica una sull’altra o di accordi aperti e luminosi.
La lunga pausa è nata soprattutto perché Johnson aveva già registrato il disco due volte quasi fino in fondo, ma entrambe le volte ha cambiato idea e ha ricominciato da capo. Da perfezionista incallito ed esigente, mosse così se le poteva senza dubbio permettere, senza dover rendere conto a nessuno. Il risultato si sente su Up Close, che di sicuro giustifica la nomea di uno dei dischi di chitarra più attesi degli ultimi anni. Tra i collaboratori devo citare la sezione ritmica fissa di Johnson, formata dal bassista Roscoe Beck e dal batterista Tommy Taylor. Come polistrumentista, virtuoso della chitarra e discreto tenore, Eric Johnson ha dimostrato più che a sufficienza di meritarsi un posto nella storia della musica scritta anche da qualche vera cronaca e non solo dalle riviste specializzate per chitarristi, dove già negli anni Ottanta faceva incetta di primi posti. Non solo ha messo di nuovo in mostra il suo talento straordinario e la capacità di trasformare le idee in note e in dita, ma è g&rcirc;ande anche nell’arte di dosare il gusto. La consapevolezza di essere uno dei migliori nel proprio campo porta di sicuro un bel peso quando c’è da dimostrare qualcosa di nuovo. Con un approccio ponderato a ogni aspetto del fare musica, Eric Johnson dipinge sorrisi soddisfatti sui volti di ascoltatori, collaboratori e, in fin dei conti, anche sul suo. Il disco è vario nello stile, Johnson brilla negli strumentali Vortexan, Fat Daddy e nella sognante Gem. Il brano Texas di Mike Bloomfield e Buddy Miles è nato nel 1968, quando suonavano insieme negli Electric Flag. Stavolta a dare una mano a Eric Johnson sono la leggenda Steve Miller e il fratello del compianto Stevie: Jimmie Vaughan.
In Brilliant Room canta il texano doc Malford Milligan, cantante molto richiesto nei tour di diversi musicisti famosi. Non manca un omaggio alla città natale, dove lo aiutano il chitarrista e cantante blues Jonny Lang. Il titolo è Austin.
Davanti alla musica del nuovo Up Close deve piegarsi anche il più accanito nemico della tecnica chitarristica spaziale, del suono violinistico e dello spirito di tutti i maestri che se ne sono andati da un pezzo.
Formazione
Eric Johnson – kitara, glas
Roscoe Beck – bas kitara
Sonny Landreth – kitara
Jimmie Vaughan – kitara
Jonny Lang – kitara, glas
Malford Milligan – glas
Steve Miller – glas
Barry “Frosty” Smith – bobni
Tommy Taylor – bobni
Produzione
Eric Johnson, Richard Mullen
Tracklist
1. Awaken 1:05
2. Fatdaddy 2:44
3. Brilliant Room 3:53
4. Texas 6:02
5. Gem 4:09
6. Traverse 1:18
7. Austin 4:01
8. Soul Surprise 6:11
9. On the Way 3:09
10. Arithmetic 4:32
11. The Sea and the Mountain 1:50
12. Vortexan 3:04
13. A Change Has Come to Me 5:19
14. Change – Revisited 1:39
15. Your Book 1:50