Uzbuna!

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Autore: Urban Bolta

Artista: Riblja Čorba
Etichetta: City Records
Uscita: 2012
Durata: 49:49
Voto: 3/5

Riblja Čorba tornano con un nuovo album! Rispettano la regola di un disco in studio ogni tre anni circa e, nonostante la frequenza, riescono a mantenere un livello più o meno decente. Certo, la loro curva ha iniziato a scendere verso la fine degli anni Ottanta, negli anni prima dell’inizio della guerra fratricida,  ma nell’ultimo decennio sono comunque riusciti a ritrovare una forma che presenta le leggende del rock serbo sotto una luce credibile anche alle generazioni più giovani.

La Čorba ha pubblicato l’album »Uzbuna« a tre anni buoni dal predecessore »Minut sa njom« (2009). Con quel disco per la Čorba è iniziata una nuova era, perché ha portato nel loro modo di esprimersi qualche novità. Bora Đorđević si è liberato definitivamente dei testi nazionalisti e a sfondo politico e ha trovato un’alternativa in testi d’amore più profondi. Đorđević, noto anche come poeta con tanto di raccolta di versi personale, ha sempre avuto un fiuto raffinato per la scrittura: anche i testi d’amore più semplici, se li leggi con un po’ di cinismo, nascondono più livelli di lettura, anche se per mancanza di concorrenza in questo campo negli ultimi due decenni ha fatto un bel passo indietro. La sua lirica non è più sarcastica, arguta e tagliente come una volta. Anche il nuovo album della Čorba, »Uzbuna«, segue le tematiche del predecessore. Dopo il tragico destino della moglie precedente di Bora, il leader della Čorba si è già trovato una nuova fiamma, e forse la sua presenza, voluta o no, ha influenzato il lato lirico del disco, che è fittissimo di temi amorosi. A giudicare dalla nuova foto promozionale della Čorba, che campeggia sul retro dell’album e in cui hanno un’aria piuttosto incazzata, uno penserebbe che Bora e i guerrieri (come si chiamavano i Riblja Čorba proprio agli inizi) siano tornati a temi filoserbi più aggressivi, ma per fortuna non è così.

Con »Uzbuna« i Riblja Čorba si sono buttati consapevolmente nel riciclo del loro sound classico anni Ottanta. Non solo hanno ritrovato, dopo quasi trent’anni, il produttore John McCoy, che tanto tempo fa curò il suono dei loro album leggendari »Mrtva priroda« (1981), »Buvlja pijaca« (1982) e »Istina« (1985), ma anche tutti gli altri ingredienti del disco sono subordinati alla ricerca del suono perduto. La copertina l’ha disegnata il loro vecchio collaboratore Jakša Vlahović: è una versione modernizzata della copertina di »Mrtva priroda« e, secondo Bora, la scelta nasce “dalla loro battaglia contro la nuova tecnologia, che nella musica uccide le forme artistiche autentiche”. Non solo: anche il brano Monetarni udar nasce dal riciclo di un vecchio riff del compianto chitarrista della Čorba, Rajko Kojić. La Čorba ha piegato consapevolmente ogni elemento del disco alla ricerca del suono che l’ha catapultata tra le stelle del rock serbo e jugoslavo, e come ciliegina sulla torta per i nostalgici retro l’album è uscito anche in vinile, per la prima volta in più di vent’anni.

Nel ritrovare se stessi, però, ci sono riusciti solo in parte. È vero, si sono fatti valere con l’intreccio sempre efficace di riff di chitarra, tastiere e versi di Bora stesi sopra, ma è la mancanza di creatività nella composizione a frenarli dal realizzare un’altra possibile gemma con cui chiudere in bellezza una ricca carriera discografica. La giovinezza è finita, e con lei anche l’epoca delle più belle ballate della Čorba, che si è conclusa più o meno ai tempi dell’album »Ostalo je ćutanje« (1996). La possente ballata Užasno mi nedostaje, con l’atmosfera spiccatamente morbosa delle tastiere che rimbombano sullo sfondo, è una delle canzoni più cupe della carriera della Čorba e anche uno dei momenti migliori del disco. Purtroppo la dozzina di pezzi non forma un insieme solido: alcuni servono solo a riempire una scaletta da cinquanta minuti, e ne sono un buon esempio Od čega ću bre da umrem  e Kad me već lažeš (izgubljen), con testi sotto la media e idee strumentali sbiadite. L’atmosfera dell’album oscilla di continuo. Che il fascino di Bora, nonostante tutto, non si sia ancora spento del tutto lo dimostrano la scanzonata Lelek Serba, per la quale hanno preso in prestito la base musicale dal compositore peruviano Daniel Robles, e la spiritosa Šerše la fam, dal sapore francese. Il chitarrista Vidoja Božinović si è aggrappato al blues con più decisione che nei dischi precedenti, quel blues che all’inizio della carriera plasmava profondamente il sound della Čorba. Gli assoli di chitarra, accattivanti, sono il lato più forte dell’album, e della ricerca di soluzioni nel blues parla anche il suono dell’armonica nella title track Uzbuna. Come ormai da tradizione per la Čorba, a chiudere l’album è il pezzo più forte, Sam sam pao sam se i ubio, stavolta opera del chitarrista Božinović. Tutte le componenti, dall’inizio acustico alla chitarra elettrica fino alle tastiere Hammond alla Purple, mettono in risalto il cuore sensuale dell’interpretazione vocale, che insieme al testo di Bora è una specie di requiem per le scelte sbagliate della vita, a causa delle quali (come canta nel pezzo) non ha mai conosciuto il vero amore. È un brano che ha tutto il potenziale per restare nel repertorio live della Čorba anche quando il tour promozionale di »Uzbuna« sarà ormai finito.

Il diciannovesimo album in studio della più grande rock band serba sarà senza dubbio accolto a braccia aperte dai fan, ma di certo non regalerà rivelazioni sonore alle orecchie di tutti gli altri. La Čorba su »Uzbuna« cercava il sound retro e in una certa misura l’ha anche trovato, ma, ciliegina sulla torta, per fare il salto di qualità al disco manca quella vena compositiva della giovinezza, che con l’età è ormai bella che intasata dai coaguli di sangue. Ma poco male: la Čorba tornerà comunque con un nuovo album tra due o tre anni…

Formazione

Bora Đorđević – voce
Miša Aleksić – basso, cori
Vidoja Džindžer Božinović – chitarra, cori
Vicko Milatović – batteria, cori
Nikola Zorić – tastiere, cori
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John McCoy – basso (5), cori
Sava Ristić – armonica a bocca (1)
Gane Pecikoza – cori
Goran Jović – cori
Milan Popović – cori
Miljo Radonjić – cori
Slobodan Marković – cori

 

Produzione

John McCoy

Tracklist

01. Uzbuna
02. Užasno mi nedostaje
03. Sam sam pao, sam se i ubio
04. Šerše La Fam
05. Šta ćeš da budes kad porasteš?
06. Između sna i jave
07. Kad neko ljubav urekne
08. Monetarni udar
09. Malograđanska
10. Od nemila do nedraga
11. Od čega ću bre da umrem
12. Lelek serba

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