Val 010
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Various Artists
Etichetta: ZKP RTV Slovenija
Uscita: 2010
Voto: 2.5/5
La terza compilation di Radio Val 202, battezzata con coerenza per il 2010 “Val 10”, mostra già i primi scricchiolii, che fanno pendere la bilancia verso un senso di stanchezza, di roba spremuta e di aridità autoriale nella selezione incarnata dal nuovo disco.
Dove cercare la colpa di questa sensazione? Di sicuro nella giuria e nella politica di retrobottega che gestisce la programmazione dell’emittente. Questa terza uscita è finora la meno “elettrica” di tutte, per non parlare della mancanza di salti di genere. In compenso è più elettronica di qualunque delle precedenti. “Val 202 goes hip hop”, sarebbe la prima impressione al volo. In realtà la missione primaria di una compilation così è scremare i nuovi artisti più promettenti, dargli la precedenza nell’esprimere la propria musica, sulla base di unicità, riconoscibilità artistica e originalità. Ma di questi attributi il nuovo disco ne porta meno dei suoi predecessori del 2009 e del 2008.
La prima cosa che salta all’occhio, ancora prima di infilare il disco nel lettore CD, è la combinazione magica di due paroline: Zaklonišče prepeva. È un gruppo che ha bisogno di finire in una compilation così? Di certo no. Il pezzo non è brutto. Semplicemente restano nel giro degli imitatori dei gruppi rock dell’ex Jugoslavia, quelli che nei testi usavano il serbo-croato. Eterni nostalgici che hanno chiuso il loro percorso evolutivo prima ancora che iniziasse davvero. E in tutti questi anni di vita non sono cambiati di un millimetro. Još uvjek pomislim na tebe sarebbe potuta andare benissimo come singolo a sé, mentre lo spazio in compilation sarebbe rimasto libero per il nome di un artista che sta ancora cercando una vera affermazione.
La svolta hip hop non rafforza la missione di cercare autenticità. Suonare Harlem, anzi pardon, riadattato ai Dravlje o ai Fužine di Lubiana, con un sottofondo musicale che evoca naturalmente l’ammiccamento ai colleghi americani, amanti dell’oro a 24 carati, polsi luccicanti di Rolex extralusso, braccia che sventolano con lo scatto della mano a due dita, abbigliamento taglia forte e dondolio sulle due gambe? Basta questo per l’originalità musicale? La forza sta senz’altro nella poesia degli artisti scelti. Sulla potenza dei messaggi dei versi (I Vanish, Andrej Bučar Drill,…) possono sempre contare, mentre la ricerca di arguzia o acume nelle basi usate come accompagnamento resta, ancora una volta, l’utopia di una nuova era.
“Fant, k govori z angeli” dei Blooming è una combinazione audace e azzeccata di melodia gentile e leggera, con un velo di malinconia che marchia la credibile provenienza slovena (fino ai Siddharta e oltre) e un testo acuto. I brani Dečko (DidiWa) e Zjutraj ptički prav lepo pojo (Same babe) sono votati al 100% al melos folk sloveno tradizionale. L’imballaggio riciclato del melos folk nelle frasi guida avrà sicuramente molto più senso nel “corpo” di veri lavori sulla lunga distanza di entrambi i gruppi, che speriamo stiano maturando da qualche parte all’orizzonte e di cui saremo testimoni nel prossimo futuro.
I brani di impostazione rock di Zgrešeni primeri e Sabalmoza, in una compagnia simile, sembrano a prima botta un vero balsamo. Ma solo finché non ti rendi conto che uno è soltanto un buon riassunto del carattere tipico delle prediche dei The Drinkers, e l’altro i Niet in versione spremuta.
Esiste però una canzone davvero speciale, che si tira su da sola dal fondo di questa compilation. È “Časovni (u)stroj” del duo Nejc Sajovic e Jaša Hedžet. Attraverso una composizione frizzante, ispirata e assolutamente unica, in cui è finito persino un campione programmato del tubare di quei piccioni cittadini ripugnanti, e dove il basso fa veri miracoli, con tutta l’intelligenza che mette nel tenere il ritmo e nel dare al contempo melodia, viene messa a nudo la cruda realtà slovena del 2010. Se qualcuno si merita l’Oscar di quest’anno per il testo più intelligente in sloveno, sono senza dubbio i due compari.
L’altro punto davvero luminoso della compilation è l’ottimo “inno operaio” San na cesti dei Giftna Krf, che conquista con l’interpretazione sentita di versi da cui i vapori d’alcol sgorgano letteralmente fuori e dove non è difficile intuire che, se Vlado Kreslin fosse rimasto un alternativo, oggi suonerebbe senza dubbio nei Giftna Krf. La Prlekija resta la terra di gruppi miracolosi e intoccabili. Peccato che sia l’unico punto (forte) di un disco di vera dissolutezza blues rock, scolpito nella pura foga del gergo “prleško”. Buffo. Eppure è il pezzo più duro del disco.
Anche Roke gor dei Jacuzzy, dolce in chiave elettro-pop, regge benissimo il contagio del campionamento elettronico e porta a sua volta un momento di maggiore interesse. Di nuovo a salvare la situazione sono i versi azzeccati, che prendono in giro beffardi la carta d’identità quotidiana dell’uomo comune di oggi, che sogna in grande attraverso il proprio profilo Facebook.
Il momento soul pop “Ti si” dell’autrice che risponde al nome di Leila sa catturare nel ritornello l’attenzione dei fan di gruppi come Da Phenomena. Anche questo brano è uno dei punti più luminosi della compilation, con versi cantati in modo bellissimo e sensuale, resi in maniera intelligente e raffinata.
Anche se in inglese, So Fine della cantautrice Ditka riesce a risultare molto convincente, e non si vergogna di fare l’occhiolino alla ben più fortunata opera della “parente” delle isole britanniche K.T. Tunstall. Però siamo di nuovo alla stessa conclusione. Questa roba l’abbiamo già sentita da qualche parte.
Se la cava peggio Prišlek di Matej Kranjc, perché gli manca più carattere personale e il fascino di una riconoscibilità unica. Roba arida, senza conclusioni definite e con uno sfruttamento scarso delle idee di base. Semplice. Ha troppo poco spirito per poter stuzzicare i lavori di, che so, Mlakar e/o Smolar.
“Val 010” porta qualche sprazzo di luce, ma per lo più ci troviamo davanti a composizioni poco interessanti, che ricordano soprattutto invenzioni già fatte dall’umanità. Viene da chiedersi, a ragione, da dove nasca questa spinta a favorire la musica cantautorale e l’hip hop? Noi sloveni abbiamo davvero un sacco di gruppi affascinanti. E dopo tre anni la squadra rodata di superesperti musicali che compone la giuria di Val 202 e decide dell’accessibilità e dell’accettabilità musicale dei singoli “richiedenti” per la compilation non è riuscita a guardare oltre lo spulciare tra la prevedibilità pop punk rock (ormai classica per la Slovenia) e un più o meno marcato flirt di brani innocui con la cosmesi pop, i derivati dell’hip hop e la sempre gradita fuga nell’acustico, incarnata di solito dalla musica cantautorale.
Dov’è il progressive rock, dov’è l’hard rock, dov’è l’heavy metal con i suoi sottogeneri, dov’è la fusione jazz rock? Almeno un artista per compilation. Nessuno morirà per questo, o al massimo diventerà sordo. Se ora si torna a favorire il serbo-croato stramasticato e rosicchiato fino all’osso dal dente del tempo dei Zaklonišče prepeva, e perfino l’inglese usato dagli artisti sloveni, è solo il riflesso di un patetico aggrapparsi alle redini che mantengono lo “status quo”. La prossima compilation, che si chiamerà “Val 011”, ha urgente bisogno di una rinfrescata con una selezione di maggiore varietà di genere, per riuscire a mantenere credibilità e scopo originario, e insieme a questi anche interesse. Offrire quindi “pronto soccorso” davvero solo ad artisti di talento che non nascondono la propria autenticità musicale. E di protezionismo di genere qui non ce ne deve essere. Vale la pena cercare altrove e dare una chance anche ai gruppi di altri campi. Magari a costo di una completa ridefinizione, per non dire ristrutturazione, della giuria musicale della venerabile emittente. Chissà. Può darsi che dopo tre anni la sua ispirazione si sia già esaurita.
Tracklist
1. Hello – Beathmyth feat. N’Toko
2. Ti si – Leila
3. Zjutraj ptički prav lepo pojo – Same babe
4. Kaku si kej? – Zgrešeni primeri
5. Roke gor – Jacuzzy
6. San na cesti – Giftna Krf
7. So Fine – Ditka
8. Prišlek – Matej Kranjc
9. Još uvek pomislim na tebe – Zaklonišče prepeva
10. Poet – Sabalmoza
11. Fant, ki je govoril z angeli – Blooming
12. Časovni (u)stroj – Nejc Sajovic in Jaša Hedžet
13. Can You Do It? – Brutalna romantika
14. Z mikrofonom – Andrej Bučar Drill
15. Dečko – Didiwa
16. Začetek konca – I Vanish