Vigil in a Wilderness of Mirrors
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Fish
Etichetta: EMI Records
Uscita: 1990
Durata: 50:38
Voto: 4.5/5
Il fenomeno vocale scozzese Fish (vero nome Derek William Dick) ha pubblicato il suo esordio solista poco dopo la rottura con le leggende del prog rock Marillion, da cui si era separato a causa della pressione continua dell’improvvisa celebrità e dello stile di vita dissoluto che ne era derivato, e che, a detta sua, l’aveva quasi mandato al tappeto. Stufo dello status di ‘rockstar’, si è circondato di un gruppo di ottimi musicisti di passaggio, tra cui spiccavano il chitarrista Frank Usher, l’ex chitarrista dei Dire Straits Hal Lindes e il tastierista Mickey Simmonds (noto anche per le collaborazioni con Mike Oldfield, Camel e Renaissance), e ha deciso di mettere in piedi un progetto tutto suo per scrollarsi in qualche modo di dosso la pesante eredità dei Marillion. Molti erano convinti che Fish avrebbe tirato dritto sulla linea stilistica tracciata come membro dei campioni del neo prog rock, ma già con il suo primo lavoro solista, »Vigil in a Wilderness of Mirrors«, ha dimostrato che più o meno avrebbe battuto una strada musicale tutta sua.
Oltre a una voce unica e a un carisma fuori dal comune, una delle grandi virtù artistiche di Fish è sempre stata anche la capacità di scrivere testi ottimi, introspettivi e profondissimi, che in »Vigil in a Wilderness of Mirrors« toccano le sue sensazioni interiori dopo la fine della collaborazione con i Marillion, il patriottismo, i tormenti d’amore e soprattutto vari temi di critica sociale dell’epoca (gli ultimi giorni del thatcherismo, il consumismo sfrenato e così via). Il highlander scozzese si è portato dietro anche Mark Wilkinson, storico autore delle copertine dei Marillion, che ha firmato le cover di tutti i suoi primi progetti solisti.
Una bella fetta dei pezzi presenti nell’album è nata in forma embrionale già prima dell’addio ai Marillion, il che significa che erano pensati per il quinto album mai uscito con Fish. La title track, classico del prog rock, sfoggia un ritornello epico e melodrammatico, proprio quello che ti aspetti da un maestro del calibro di Fish. Il contrasto ambientale è sempre a un livello invidiabile, mentre il mood positivo cresce di intensità senza sosta. Il grande patriota, tra l’altro, ci infila dentro anche un autentico arrangiamento scozzese, che rende ancora più colorato lo schema ritmico di questo evergreen d’apertura.
Anche il pezzo successivo, altro brano a sfondo sociale, una critica pop rock al capitalismo sfrenato e alla ‘terra dei sogni’ dall’altra parte dell’Atlantico intitolata »Big Wedge«, dove tra le altre cose si sente un’energica imitazione del sassofono tramite le trame dei sintetizzatori, rientra tra i classici di prima fascia di Fish. Le armonie vocali di accompagnamento nel ritornello regalano una bella dose di raffinatezza, mentre agli arrangiamenti di pianoforte, sofisticati, si deve una parte del clima festoso.
»State of Mind«, segnato da vari motivi di world music e nato anch’esso prima della rottura con i Marillion, si distingue per una linea di basso corposa firmata John Giblin. »The Company« è un’altra traccia ambiziosa, condita di patriottismo scozzese, con un ritornello rinvigorente e arrangiamenti sinfonici folk rock in cui non manca nemmeno il suono malinconico dei violini. »A Gentleman’s Excuse Me« è una bella ballata d’amore sinfonica e melodrammatica in cui Fish ha un’occasione eccezionale per mostrare il suo pittoresco range vocale. Va detto che qui la sua voce era intonata un tono più in basso rispetto a quanto i fan erano abituati ai tempi dei Marillion. Per sua stessa ammissione, c’è stato praticamente costretto, se non voleva ‘restare senza voce’.
Il pezzo sperimentale »The Voyeaur (I Like to Watch)«, critica al voyeurismo televisivo, con il suo pulsare elettronico di batteria è quello che ha più anni Ottanta di tutto il disco, mentre il ritornello schizofrenico e cupo si sposa alla grande con il testo di critica sociale. Di tutti i brani dell’album, »Family Business« è quello che per interpretazione vocale ricorda di più un classico dei Marillion, mentre le armonie a tre voci tra Usher e Lindes creano una magia ambientale da invidiare. L’ibrido hard rock ma ben lubrificato di sinfonico »View from a Hill«, con ospite il chitarrista degli Iron Maiden Janick Gers (allora fresco di ingresso), è un altro esperimento interessante, in cui il maestro Fish trova una bella occasione per mostrare il suo lato ‘incazzato’. La conclusiva »Cliche« è una prelibatezza prog rock ambiziosa nel vero senso della parola, intrisa dall’inizio alla fine di un’atmosfera fortemente malinconica grazie alle slide guitar piangenti e ai grandiosi sipari sinfonici sullo sfondo.
»Vigil in a Wilderness of Mirrors« è un classico del neo prog rock che ha permesso a Fish di imporsi come solista di successo subito dopo l’addio ai Marillion. Certo, non regge il confronto con i primi quattro album dei Marillion dell’era Fish, che sono un capitolo a parte, ma resta comunque uno dei migliori esordi solisti di un musicista che si era fatto un nome come membro di una band di fama internazionale. All’inizio del suo percorso da solista molti erano convinti che Fish si sarebbe lanciato in una sorta di gara con la sua ex band, a chi sfornava lavori artisticamente più sanguigni e ambientalmente più ricchi, ma per fortuna non è andata proprio così, e il gigante scozzese del prog rock si è presto affermato anche come musicista solista di culto.
Formazione
Fish (Derek W. Dick) – voce
Frank Usher – chitarra
Hal Lindes – chitarra
John Giblin – basso
Mickey Simmonds – tastiere
MUSICISTI OSPITI:
Janick Gers – chitarra (8)
Davy Spillane – tin whistle
Phil Cunningham – tin whistle, fisarmonica, Bodhrán
Aly Bain – violino (4 e 11)
Gavyn Wright – violino (4)
Alison Jones – violino (12)
Mark Brzezicki – batteria
John Keeble – batteria (3)
Luis Jardim – percussioni (2, 3, 4 e 9)
Carol Kenyon – voci di accompagnamento (2, 3, 7 e 9)
Tessa Niles – voci di accompagnamento (2, 7 e 9)
Produzione
Jon Kelly
Tracklist
1. Vigil
2. Big Wedge
3. State of Mind
4. The Company
5. A Gentleman’s Excuse Me
6. The Voyeur (I Like To Watch)
7. Family Business
8. View From The Hill
9. Cliché