Vinnie Moore: Soul Shifter
Etichetta: Mind’s Eye Music
Data di uscita: 09.10.2019
Produzione: Vinnie Moore
Durata dell’album: 45.17 min
Genere: guitar rock / art rock
Voto: 9.0 / 10
Vinnie Moore è un musicista americano, diciamolo senza giri di parole, uno dei maghi del pieno controllo della tecnica sulle sei corde della chitarra elettrica, che si è fatto un nome già nella seconda metà degli anni Ottanta con il suo debutto in studio, con cui all’epoca, quando sulla scena irrompeva il suo connazionale più grande Satriani, ha contribuito a spianare la strada alla rapida popolarizzazione degli album di rock chitarristico interamente strumentali, in cui a prendersi il centro della scena è ovviamente la chitarra. Oltre ad aver suonato per un breve periodo con Alice Cooper, aver registrato un jingle per la Pepsi Cola, aver aperto i concerti dei Rush nel loro tour di «Roll the Bones», nel 2003 è entrato negli UFO e, fra tutti i chitarristi che dalla fine degli anni Sessanta a oggi si sono alternati nella formazione di questa band longeva, con in testa il celebre Michael Schneker, è quello che ci è rimasto più a lungo. Con loro suona ancora oggi. Ovviamente Moore si occupa anche di pubblicare lavori solisti in studio: nella sua carriera ne sono usciti parecchi, e tutti sono considerati risultati bellissimi e di grande qualità, che con sincerità rispecchiano fino in fondo l’anima del musicista e la sua essenza espressiva.
Anche il nuovo «Soul Shifter» va in questa direzione. Soprattutto, il nuovo album è un passo avanti nella maturazione artistica di Vinnie Moore. È un passo verso nuove sfide musicali, in cui Moore scopre dimensioni inedite nella ricerca del meglio che può offrire in questo momento. «Soul Shifter» passa quindi forse per l’album in studio solista più maturo di questo artista. Nel suo bagaglio di variabilità espressiva si fa vanto, allo stesso tempo, di una straordinaria misura (di «equilibrio»). Se all’inizio, accanto a MacAlpine, Friedman, Becker, al già citato Satriani e a qualcun altro di quei tempi lontani, era considerato un supereroe della chitarra, capace di far alzare le sopracciglia con il suo «shredding» velenoso, negli ultimi tempi questo chitarrista iconico dimostra di calmarsi parecchio. Il nuovo album ne è la prova.
In ogni caso il nuovo album prosegue il discorso artistico a cui si era fermato il predecessore «Aerial Visions» (2015), e anche oltre. Negli ultimi anni la vita di questo musicista è stata segnata dalla perdita di alcune persone che per lui contavano molto, il processo di realizzazione dell’album è stato un po’ più lungo del solito e è nato a pezzetti, soprattutto nel tempo libero che Moore trovava fra un tour e l’altro degli UFO. Quindi le idee sono più vecchie, risalgono a prima di «Aerial Visions». Nel nono album di Vinnie ospitano due «mini» leggende del rock’n’roll, del metal e del progressive. Sono Rudy Sarzo (Quiet Riot, Ozzy) al basso e Jordan Rudess (Dream Theater), mentre la formazione che ha registrato il nuovo album di Moore si completa con il batterista Richie Monica, il bassista Michael Bean, che aveva già suonato questo strumento sull’album di Moore «Time Odyssey», il tastierista John Cassidy e i batteristi Richie Monica e John Pessoni.
Accanto all’umorismo, che è tipico di questo musicista e accompagna da sempre il suo gioco lucido, incarnato dall’apertura Funk Bone Jam e, in terza posizione, dalla particolarmente divertente e monella Kung Fu Grip, dove entusiasma soprattutto la combinazione di «whammy alla Satriani con il wah-wah», il nuovo album serve anche una «serietà» un po’ più contrastante, e persino un’attitudine da ballad (Mystified è dedicata a Chris Cornell), e fra questi due estremi si apre un sacco di spazio per jam affilatissime. Il brano Brother Carlos, ad esempio, Vinnie l’ha dedicato al leggendario Carlos Santana, che con la sua figura e il suo lavoro è sempre stato per Moore una grande fonte d’ispirazione. Dal suo modo di suonare emerge il lato sensibile del musicista e una grande forza auditiva nella ricerca di un modo sofisticato e delicato di porgere la melodia. Moore si rivela anche un eccezionale cercatore di perfezione musicale. Lo trasmette soprattutto la rilassata e giocosa semi-acustica Same Sun Shines, con un motivo guida particolarmente contagioso, seguita a ruota dalla già citata Mystified. Il brano Gainesville Station, trainato da un riff rock carico, solidamente sostenuto da una grossa pedalata di basso «groovante» e avvolto da un velo di spavalderia southern rock, Vinnie Moore lo dedica allo stesso modo al suo idolo, il compianto chitarrista dei Lynyrd Skynyrd Steve Gaines. Le dediche non sono ancora finite. C’è la «scrosciante» Soul Rider, dove nella natura bluesistica della composizione prende piede anche il gioco con i trucchetti di «slide», perché le melodie che trasuda questo pezzo sono una dedica al leggendario Gregg Allman (The Allman Brothers Band). Heard You Were Gone’, tinta di country, ricorda invece il compianto collega di Vinnie, Elliott, che lavorava alle chitarre Dean.
Gli arrangiamenti sono spesso acustici, il che accentua il senso di organicità e calore della produzione, mentre allo stesso tempo la chitarra elettrica, con il suo modo di suonare, in questo modo si comporta in maniera ancora più contrastante nei pastelli sonori scelti. Un album estremamente equilibrato. Alle strutture di Moore, costruite con un lavoro di filigrana, non mancano né finezza né precisione da orologiaio. Una quantità di dettagli impreziosisce i brani, ed è proprio divertente ascoltare le soluzioni e i trucchi che Vinnie Moore tira fuori dal cappello nelle sue armonie e nei suoi abbellimenti.
«Soul Shifter» è esattamente ciò che dice il titolo dell’album. Una navigazione raffinata attraverso gli spazi emotivi della sensibilità del musicista. Così facendo, ripaga l’ascoltatore con tutto: con una straordinaria raffinatezza musicale, con la magia di un’esecuzione in filigrana e con momenti di sofisticata delicatezza. Tutto in uno. In questo modo la maturazione artistica di Moore raggiunge una sorta di zenit creativo.
autore: Aleš Podbrežnik
Tracklist:
01. Funk Bone Jam
02. Same Sun Shines
03. Kung Fu Grip
04. Mystified
05. Brother Carlos
06. Gainesville Station
07. Soul Rider
08. Mirage
09. Heard You Were Gone
10. Across The Ages
Formazione:
Vinnie Moore – chitarra, sintetizzatori nei brani 2, 8, 9 e 10, basso nei brani 3 e 8.
John Cassidy – organo Hammond nei brani 1, 3, 6 e 7, clavinet nel brano 1 e pianoforte nei brani 3, 4, 5, 7 e 9.
Michael Bean – basso nei brani 4, 5, 6, 7 e 9, pedal steel nel brano 9.
Randy McStine – basso nei brani 2 e 10.
Richie Monica – batteria nei brani 1, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9.
John Pessoni – batteria nei brani 2 e 10.
Rudy Sarzo – basso (1)
Randy McStine – basso (2, 10)
Michael Bean – basso (4, 5, 6, 7, 9), pedal steel (9)
MUSICISTI OSPITI:
Jordan Rudess – assolo di pianoforte (brano 6)
Rudy Sarzo – basso nel brano 1
