Voodoo Circle a Monaco di Baviera: il concerto promozionale (2009)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Garage DeLuxe / Monaco di Baviera / Germania
Data del concerto: 14.03.2009
Numero di spettatori: 50
Prezzo del biglietto: 8,00€
I Voodoo Circle sono una band nata da un progetto in studio che l’anno scorso ha pubblicato l’omonimo album di debutto. Mente e creatore del progetto, e del disco, è il chitarrista dei Silent Force Alex Beyrodt, uno noto per la sua preparazione musicale a tutto tondo e per la sua virtuosità. Voodoo Circle è la sua creatura hard rock. L’impronta che Richie Blackmore ha lasciato su un’intera generazione di chitarristi venuti dopo di lui è tutt’altro che trascurabile. Ha segnato a fondo anche Beyrodt, e i Voodoo Circle non lo nascondono affatto nel loro approccio, che spesso pesca volentieri dai classici Rainbow. Il che, nello stesso istante, fa saltare fuori il paragone con i “Rising Force tedeschi”: Beyrodt, infatti, non solo nello stile degli assoli ma anche nell’attrezzatura, con una Stratocaster color crema tra le mani, si lascia andare volentieri a qualche “yngwieata”.
Per fare da padrino a un simile “vizio” musicale ti serve una squadra di prim’ordine, che ti garantisca un rifugio sicuro per le tue escursioni chitarristiche. Sotto la bandiera dei Voodoo Circle, Beyrodt ha così portato Mat Sinner, amico di lunga data dai tempi dei suoi Sinner, che ha impugnato il basso; il batterista eclettico Mel Gaynor, temprato da nomi come Tina Turner, Elton John e Simple Minds; il tastierista “navigato” Jimmy Kresic, che al momento collabora a un progetto comune con l’ex chitarrista dei Toto Steve Lukather e con il tastierista dei Dream Theater Jordan Rudess; mentre la forza, l’esplosività e l’autorevolezza che servono per tenere a bada i grossi ego di queste formazioni da “fammi vedere cosa sai fare” le ha messe in campo, con efficacia, l’ottimo cantante dei Pink Cream 69 David Readman.
Il Garage DeLuxe è un locale musicale dove i sabati sono riservati ai concerti rock. Per quello toccato ai Voodoo Circle, a scaldare l’ambiente ci hanno pensato i giovani e promettenti tedeschi Kama Sutra 69. In 45 minuti hanno tirato fuori un suono ottimo per il locale e un’esibizione compatta e ben rodata, che dimostrava come i ragazzi abbiano già accumulato un bel po’ di esperienza, siano ormai di casa sui palchi e non abbiano paura di nessuno. Nel locale c’erano 30 persone, che non davano segni di particolare sfrenatezza. In una serata come il sabato ci sarebbe stato benissimo un po’ di casino. I Kama Sutra 69 hanno sfruttato l’occasione al 100%. Tutti e quattro i membri si completavano alla perfezione. Hanno proposto un suono ad alto tasso di groove, con una linea ritmica dinamicissima e a tratti funky, sopra cui ruggiva una chitarra a valanga, dalle distorsioni moderne, dissonanti e sfumate, che riempiva alla grande il quadro sonoro. Sopra a tutto questo, a riassumere in modo efficace il messaggio della band, c’era una voce convincente, con una presenza scenica curata e sentita, in un’esibizione che pescava movenze e sospiri da palco un po’ dalla disillusione grunge e un po’ dalla spavalderia rockabilly. I Kama Sutra 69 sono una band che evidentemente sa cosa vuole e ha un potenziale invidiabile.
I Voodoo Circle sono arrivati appena mezz’ora prima di salire sul palco, direttamente da Colonia. Ovviamente si erano portati dietro solo l’essenziale. Cioè le chitarre. Hanno suonato sull’impianto del locale, usato la batteria del locale, e perfino le tastiere li stavano già aspettando lì.
I musicisti, veterani, hanno offerto un set di appena un’ora. Mi aspettavo che suonassero l’intero album “Vodoo Circle”, cosa che purtroppo non è successa. Al materiale del debutto hanno mescolato qualche cover, che servivano a divertire il popolo e, naturalmente, a dare ai musicisti un motivo in più per sciogliersi sul palco. Tra l’altro, l’album “Voodoo Circle” è uno dei dischi più interessanti usciti nel 2008 nel campo dell’hard rock tedesco di impronta classica. Beyrodt, ovviamente, ha messo subito in chiaro di essere il motore della band, visto che di solito i suoi assoli erano i momenti più interessanti del concerto nei pezzi originali. Comunque i signori hanno condito il repertorio con il collaudato colpo di adrenalina di Are You Gonna Go My Way di Krawitz, che a dirla tutta non c’entrava granché con il pacchetto di brani originali del debutto “Voodoo Circle”, dagli arrangiamenti sinfonici e classici. A differenza di quel pezzo, Mistreated e Little Wing hanno svolto meglio il loro compito: ovviamente senza paragoni con gli originali, da terza categoria, ma eseguite in modo più che dignitoso, in linea con l’esperienza e la routine di chi ha tanti chilometri sulle spalle nella squadra dei Voodoo Circle. Si sentiva che i ragazzi non avevano suonato molto in questa formazione. Un paio di volte David al microfono ha avuto un tentennamento: mentre cercava di portare avanti il pezzo con la voce, si è fermato per un soffio quando Gaynor ha deciso di “spezzare” la canzone in un passaggio con un breve intermezzo di batteria. Ma con sicurezza e tanta esperienza hanno sfidato per gioco anche questa “prova”.
I Voodoo Circle erano parecchio limitati negli spazi sul palco. Soprattutto la batteria era troppo piccola per Gaynor. Il batterista muscoloso picchiava con una forza enorme, e a un certo punto ha buttato giù le aste dei piatti, che gli rimetteva a posto accanto alla batteria, in quel momento, il membro della squadra più a portata di mano: il tastierista Jimmy Kresic. Il momento di maggiore sfogo di fuoco del concerto lo ha regalato il pezzo più veloce, costruito con energia, Spewing Lies, con una frase di chitarra di base piuttosto spiritosa che, con il suo riffing succoso e inciso a fuoco, si è presa la scena. Il gioco della band, per il resto piuttosto monotono, lo ha rinfrescato in modo concreto David Readman, che con metà della sua potenza ha convinto di che razza di vocalist sia, e ha mostrato le sue grandi qualità proprio in chiusura di concerto, quando ha condito l’uscita di Little Wing di Hendrix con un ottimo assolo vocale, frutto del suo senso dell’improvvisazione.
Si sentiva che la band potrebbe sciogliersi ancora di più e dare ancora più energia ed esplosività sul palco, se le dessero un palco più grande e più minuti a disposizione. Ma non era questo lo scopo della band. Evidentemente si trattava solo di un tour promozionale di una settimana, limitato alla Germania, e di una spedizione dai programmi modesti parlava anche il prezzo del biglietto (8,00€). Stando alle parole di Beyrodt, i Voodoo Circle dovrebbero restare in piedi come band, quindi in futuro possiamo aspettarci nuovi lavori in studio di questa formazione e, di conseguenza, magari già col prossimo tour concerti in sale più grandi e con set più lunghi. D’altra parte, il momento regalato dall’ambiente intimo del Garage DeLuxe, dove potevi chiacchierare davvero con tutti i membri di una band di così alto pedigree, è stato per gli amanti di questa musica un’esperienza indimenticabile.
foto: Aleš Podbrežnik
Scaletta
1. Kingdom Of The Blind 2. Desperate Heart 3. Are You Gonna Go My Way 4. Dream Of Eden 5. Mistreated 6. Spewing Lies 7. Little Wing
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