War On The Inside
Artista: 69 Chambers
Etichetta: Silverwolf Productions
Uscita: 2009
Durata: 55:43
Voto: 2.5/5
Un’altra band che lascia spazio al femminile dietro il microfono arriva dalla Svizzera. Si chiamano 69 Chambers. Che succederebbe se band come i Black Sabbath prendessero al posto di Ozzy una cantante come Nina Tremi dei 69 Chambers? Un album di metal alternativo (stoner), alternativo soprattutto per il canto volutamente “storto” di Nina, che ricorda una puledra inferocita alla Alanis Morissette che ha preso una dose appena un filo troppo alta di calmanti.
I pezzi non hanno proprio nulla di speciale. A salvare tutto il disco è una produzione davvero ottima, con un atteggiamento indemoniato delle chitarre, una massiccia cortina di riff piazzata chiaramente sullo sfondo di un volume ben sostenuto, in cui si infila senza pensieri l’approccio vocale della cantante Nina. È moderna, è vivace. Questo è davvero un grosso punto a favore, per un debutto più che mediocre e poco espressivo nella sua essenza autoriale.
La band è decisamente ancora in cerca di una strada con l’esordio “War Of The Inside”. Scegliere una postura alter rock o buttarsi a capofitto nello stoner metal è solo una delle prospettive possibili. The Collapse Of Time And Space, dove Nina accompagna lo stiramento distorto delle corde in un unisono di chitarra, in una direzione così troverebbe posto senza problemi in qualsiasi disco alter / indie rock, e se il “grunge” fosse popolare anche oggi, direi piuttosto in un disco “grunge”. Wind Feels Fire, con una linea che evoca perfino un po’ di blues in un dondolio assonnato, dimostra che i 69 Chambers stanno ancora tastando il terreno su cui cercheranno di parcheggiare la loro navicella.
La voce di Nina è un’arma a doppio taglio. Porta con sé “la sua” impronta alla Morissette, che influenza in modo decisivo l’aspetto complessivo dei brani di “War On The Inside” e l’energia della band stessa. Se la voce ti prende, ti prenderanno anche i 69 Chambers. Altrimenti no. È una voce che si può sfruttare benissimo per cancellare genericità, mancanza di vissuto e di creatività. In altre parole, il copiare dagli altri. Per l’angusta ristrettezza delle frasi stoner è una cosa molto gradita. Anche Final Memento, che d’altra parte è un pezzo che potrebbero aver scritto perfino i Soundgarden a inizio anni Novanta, con la voce di Nina al primo ascolto cancella il confine tra generico e unico. Insomma, un po’ di prudenza prima di investire in questo album, stavolta, di certo non farà male.
“War On The Inside” non è il tipo di disco che desta interesse, che ti resta nelle orecchie, che chiama la rotazione continua nel lettore CD. Nina è l’asso nella manica con cui i 69 Chambers giocano d’azzardo. La ragazza piacerà alla critica o no? E se le piacerà, in che modo le piacerà, così che i 69 Chambers sappiano comportarsi in futuro per compiacere la massa? Ti sembra una cosa giusta? Alla propria espressione artistica, in questo caso, non si pensa granché. Già la copertina dell’album sa di “alternativo che vuole rendere felice la massa”. Mossa alla Evanescence? Il paragone non è nemmeno così stupido. D’altronde “alternativo” oggi è una parola distorta e abusata nella musica, come “progressivo”. Già solo l’opener The Day Of The Locust ha nel ritornello un pizzico di melodia seducente, che Nina incolla al microfono molto bene, e lo stesso vale per Bloodaxe che segue! Poi però saltano fuori dubbi, battutine, riflessioni. Insomma. La cantante non è priva di talento. Vedremo come i 69 Chambers la sfrutteranno in futuro, e per ora restiamo piuttosto a una prudente distanza.
Formazione
Nina Tremi – voce, chitarra
Maddy – basso, cori
Diego – batteria
Tracklist
01. The Day of the Locust
02. Bloodaxe
03. Thinking about You
04. On the Inside
05. Ex Nihilo
06. Return of the Repressed
07. Judas Goat
08. The Collapse of Time and Space
09. Wind Feeds Fire
10. Dead Letter Office
11. Final Memento
12. Automatic Automata
13. A Ruse