Winter Kills

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Autore: Primož Novak

Artista: Devildriver
Etichetta: Napalm Records
Uscita: 2013
Durata: 49:19
Voto: 3/5

Gli ultimi due anni dei Devildriver sono stati pieni di cambiamenti. Il bassista di lunga data Jonathan Miller ha dovuto entrare in riabilitazione. La band ha dovuto anche trovarsi un’altra etichetta, visto che la leggendaria Roadrunner Records ha scaricato la maggior parte dei suoi gruppi quando è finita sotto l’ala di Warner Music. E i Devildriver hanno trovato il loro rifugio alla Napalm Records.

Per Winter Kills i Devildriver si sono presi più tempo del solito: per restare innovativi al sesto album in studio devi pensarci bene, se le tue idee sono ancora fresche. Si può dire comunque che nel corso della carriera i Devildriver siano cresciuti. Almeno questa era la sensazione sul terzo album The Last Kind Words; con Pray for Villains non sono riusciti a ripetersi, ma con Beast si sono riscattati, ed è senza dubbio il lavoro più aggressivo della band. Con Winter Kills non volevano spingere ancora sull’aggressività di Beast, ma puntare di più sul groove, cercando allo stesso tempo di mantenere un po’ di melodia.

Con Winter Kills i Devildriver hanno conservato tutte le caratteristiche che li hanno definiti nei cinque album precedenti. Lo stesso vale per i testi, che si basano sull’odio di Dez per qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Purtroppo però i pezzi non vengono fuori come prima. Qualche brano interessante c’è, per esempio Ruthless, che col suo groove alla Gojira conferma che anche i Devildriver stanno al passo con le tendenze. Stavolta c’è meno melodia, e questo ha allontanato i Devildriver dal metalcore; l’elemento più vicino al metalcore resta quello di The Appetite. La band flirta piuttosto col death metal melodico, che ha poi americanizzato col suo thrash metal dalle tinte groove.

Nonostante pezzi piuttosto poco memorabili, ai Devildriver va riconosciuta l’originalità della cover degli Awolnation, Sail. Come sul disco precedente, dove avevano rifatto Black Soul Choir dei 16 Horsepower, anche stavolta i Devildriver hanno riletto alla grande Sail degli Awolnation a modo loro. A questo punto, da loro ci piacerebbe sentire un intero album di cover.

Alla fine Winter Kills suona un po’ trattenuto. I Devildriver restano coerenti, ma arrivano a una carica espressiva più ridotta di prima. Non ci sono tanti riff, parti di batteria, melodie o assoli che spiccano. Anche la voce di Fafara sembra meno incazzata di prima. Forse c’entra anche la scelta del produttore: Mark Lewis (The Black Dahlia Murder, Whitechapel) finora non ha brillato per risultati eccezionali. Al sesto album i Devildriver mantengono il loro stile potente e melodico, ma un po’ di sperimentazione probabilmente non gli avrebbe fatto male.

Formazione

Dez Fafara – voce
Jeff Kendrick – chitarra
John Boecklin – batteria
Mike Spreitzer – chitarra
Chris Towning – basso 

Produzione

Mark Lewis

Tracklist

1. The Oath
2. Ruthless
3. Desperate Times
4. Winter Kills
5. The Appetite
6. Gutted
7. Curses and Epitaph’s
8. Caring’s Overkill
9. Hunting Refrain
10. Tripping Over Tombstones
11. Sail
12. Shudder (Bonus)
13. Back Down to the Grave (Bonus)

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