Xanadu
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Electric Light Orchestra
Etichetta: Epic Records
Uscita: 1980
Voto: 2/5
“Xanadu” è la colonna sonora dell’omonimo film diretto da Robert Greenwald. Anche se rientra a pieno titolo nella loro discografia, non è un vero album degli Electric Light Orchestra, ma un progetto in comune con Olivia Newton-John, popolare cantante, attrice e una delle donne più desiderate dell’inizio degli anni ’80 (i suoi fan se la ricordano probabilmente soprattutto per il ruolo in “Grease”, accanto a John Travolta).
Di conseguenza è un progetto completamente commerciale che oggi, con il suo mix di pop, pop rock e disco, suona più o meno parecchio datato, anche se ci si trovano pure un po’ di cose davvero ottime, firmate ovviamente dai nostri vecchi amici, a cui i riflettori da star piacevano da matti. Chi prenderà questo disco nel contesto della sua epoca, quando gli ELO erano una delle band di maggior successo commerciale, potrà capire perché qui si sono allontanati dai tempi dell’art rock più di quanto avessero mai fatto prima, finendo per tuffarsi a capofitto nel disco e nel pop. “Xanadu” ha fatto parecchi danni alla loro fama di serio rock band e si è portato via più di un vecchio fan, ma allo stesso tempo li ha riconfermati come maestri nel creare pop rock di qualità.
Dopo l’uscita dell’esperimento disco sorprendentemente divertente “Discovery” (chi vuole può chiamarlo anche “Disco?Very”), Jeff Lynne e la sua banda erano all’apice della carriera e il loro nome, ovunque finissero, portava di per sé somme di denaro enormi. Quindi non c’è da stupirsi se a Lynne arrivò la richiesta di scrivere la musica per la storia d’amore/musical cinematografico Xanadu.
La prima metà della musica dell’album l’ha messa John Farrar, stimato musicista e produttore, noto soprattutto come ex membro dei The Shadows, ma anche tipo che per la Newton-John ha scritto una vera valanga di hit. La prima metà dei brani è quindi sotto l’ala della Newton-John e della sua band di supporto, mentre la seconda metà è interamente in mano agli ELO (tranne la title track, frutto di una collaborazione comune). Di conseguenza si nota un grosso divario di stile fra le due metà. Mentre la Newton-John interpreta il suo tipico, ma più che convincente, ruolo vocale di coniglietta seducente e si muove perlopiù fra arrangiamenti con elementi di jazz leggero, chanson, pop e r’n’b, gli ELO col loro mix di sinfonico, rock, disco e pop portano una carica più provocante ed energica. L’album è pieno di hit (per entrambi gli interpreti) e c’è la title track, che è stata un progetto comune nonché un ultra hit.
I cinque brani della Newton-John ai veri rocker non possono certo andare granché a genio, mentre gli amanti del pop e dell’r’n’b ci troveranno parecchio per sé. Il pezzo migliore è senza dubbio la seducente e romantica “Magic”, un efficace mix di jazz leggero e r’n’b che alla Newton-John ha regalato uno dei più grandi successi della carriera. Gli altri brani sono meno interessanti, ma restano comunque attraenti per tutti i buongustai del pop e i romantici incalliti. “Suddenly” è un duetto con Cliff Richard che commuoverà tutte le anime tenere con la buona prova vocale di entrambi i cantanti e ottimi arrangiamenti orchestrali.
“Dancin” è un frutto piuttosto interessante della collaborazione con i noti satirici hard rock/pop rock The Tubes. Mentre la prima parte del brano, con la voce di Olivia, è ancora la più vicina al jazz da cabaret, i The Tubes poi ne fanno una cosa quasi hard rock, con una marea di riff spigolosi. Qui gli amanti del rock trovano finalmente pane per i loro denti. “Suspended In Time” è una ballata sdolcinata per tutti i cuoricini leggeri, mentre “Whenever You’re Away From Me”, duetto vocale con Gene Kelly, commuoverà soprattutto chi vive ancora ai tempi dei musical in bianco e nero degli anni ’50, quando il signor Kelly era la prima stella. Niente che faccia lavorare le cellule grigie o risvegli la “bestia” che è in ognuno di noi, ma se oggi si facesse un pop così di qualità e fatto col cuore, mi iscriverei volentieri fra i suoi sostenitori.
La metà degli ELO è quella molto più interessante per tutte le anime rock, anche se in questo periodo della carriera gli ELO si erano, diciamo così, “semplificati” e buttati nelle acque del pop rock e della disco, dove da maestri degli arrangiamenti sinfonici seducenti erano convincenti almeno quanto nei loro tempi più sperimentali di una volta, ma si sente la mancanza della profondità dei vecchi tempi art rock. “I’m Alive”, con i suoi arrangiamenti orchestrali melodici (gli archi veri nel loro sound erano ormai roba del passato) e un ritornello che ti prende subito, è quasi l’archetipo dell’hit pop rock degli ELO. Gli arrangiamenti orchestrali sono ovviamente frutto dei sintetizzatori di Lynne e Tandy. Poteva essere un altro classico degli ELO, se solo la batteria di Bevan non suonasse un filo troppo generica, tanto che a volte all’ascoltatore sembra di avere una drum machine al posto suo.
“Don’t Walk Away” è un’ottima ballata, una delle tante della loro carriera, ma seducente a modo suo. La voce di Lynne, unita alle potenti armonie di accompagnamento, garantisce sempre un’atmosfera alta, romantica e drammatica. Manca solo la sua solita bravura alla chitarra, volutamente spinta del tutto sullo sfondo nella produzione. “The Fall”, con i suoi romantici arrangiamenti orchestrali, gli effetti spiritosi dei sintetizzatori e l’ottima prova vocale di Lynne, potrebbe stare benissimo anche su un classico come “Out Of The Blue” (1977).
L’hit “All Over The World” è (insieme alla title track) il migliore di tutti e cinque i brani degli ELO sull’album. Qui ci sono tutti gli ingredienti che hanno fatto degli ELO un’attrazione da grandi stadi: romanticismo a mille con arrangiamenti orchestrali contagiosi, armonie vocali alla Beatles ed effetti sognanti dei sintetizzatori. Si poteva fare anche a meno dei tanti battimani che reggono il ritmo disco, perché suonano un po’ dozzinali, ma pazienza. Il gran finale è la title track, diventata il loro singolo di maggior successo e l’unico brano degli ELO ad aver raggiunto il primo posto nelle classifiche britanniche. Qui c’è la collaborazione fra gli ELO e la Newton-John, che si occupa della voce principale mentre Lynne canta i cori. Un esperimento piuttosto divertente che dopo il ritornello tira perfino un po’ verso gli ABBA. La voce di Olivia si sposa sorprendentemente bene con gli arrangiamenti orchestrali drammatici e il ritmo disco.
Se “Xanadu” non lo si prende come un normale album degli ELO ma solo come musica da film, è un esperimento pop più che divertente e una delle colonne sonore migliori. “Xanadu”, nonostante una prima metà piuttosto zuccherosa, riservata alla volpina del pop, anche lei all’apice della carriera, accontenta tutti quelli che la svolta totale verso il pop rock, avvenuta con “Discovery”, non aveva allontanato dagli ELO. Il film pare sia stato un enorme flop, mentre questa colonna sonora ha avuto un grande successo e ha perfino raggiunto il doppio disco di platino. Molto più tardi, nel 2007, è arrivata un’adattamento a Broadway sorprendentemente riuscito, in forma di musical. Per gli ELO questo curioso esperimento cinematografico ha rappresentato senza dubbio il culmine della decadenza da star e, con essa, l’inizio graduale della fine di una delle migliori band art rock di tutti i tempi.
Formazione
5-9: ELO
Jeff Lynne – voce, chitarra, tastiere, cori
Richard Tandy – tastiere
Kelly Groucut – basso, cori
Bev Bevan – batteria, percussioni
5: ELO & Olivia Newton-John
1-5: Olivia Newton-John – voce
7: Olivia Newton-John- voce/ Cliff Richard – voce
8: Olivia Newton-John – voce/ The Tubes – strumenti
10: Olivia Newton-John/ Gene Kelly – voce
Produzione
Jeff Lynne, John Farrar
Tracklist
1.) Magic
2.) Suddenly
3.) Dancin’
4.) Suspended In Time
5.) Whenever You’re Away From Me
6.) I’m Alive
7.) The Fall
8.) Don’t Walk Away
9.) All Over The World
10.) Xanadu
Durata dell’album: 41:34