Zagabria conquistata dalla malinconia finlandese (2014)

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Autore: Sebastijan Videc
Foto: Nina Grad

Luogo: Tvornica Kulture, Zagabria
Data del concerto: 20.03.2014
Spettatori: 400
Prezzo del biglietto: 160 kn in prevendita, 190kn il giorno del concerto

Il primo giorno di primavera non ha portato solo un clima perfetto per poltrire al sole sulle terrazze dei bar, ma anche una dose di musica di qualità. Per andarsela a prendere bisognava fare un salto nella vicina Zagabria, ma poco male: ormai siamo tutti nella grande, felice famiglia europea, l’autostrada ci porta dalla capitale alla metropoli croata in un’ora e mezza e il calendario dei concerti ne ha per tutti i gusti. Stavolta io e la collega fotografa abbiamo visitato la sala probabilmente più sudata dei Balcani, »e anche oltre« – il Tvornica. La ventilazione scarsa, infatti, quasi subito dopo l’inizio dello show alza la temperatura di qualche grado; in compenso il posto è amatissimo dai fumatori, che hanno un loro bar da cui guardare il palco in santa pace, di lato, attraverso il banco. A giudicare da quello che si sentiva in strada davanti alla sala e dentro, i protagonisti della serata hanno richiamato fan anche dalla Slovenia e dalla Bosnia ed Erzegovina.

L’onore di scaldare il pubblico prima dei protagonisti della serata è toccato ai relativamente sconosciuti Hamferð. La band arriva da Tórshavn, capitale delle fredde e piovose Isole Faroe, e il nome significa pescatore perduto, ovvero morto – e nella storia della loro terra ce ne sono stati parecchi. Nonostante l’arcipelago conti appena 50.000 abitanti, la scena musicale è piuttosto vivace e, nel mondo della musica pesante, oltre a loro tengono alta la bandiera anche i Tyr. Il gruppo esiste dal 2008, quando il chitarrista Egholm e il batterista Johannesen hanno iniziato a suonare insieme, per poi mettere in piedi in fretta una formazione completa, con cui a fine 2009 hanno registrato il primo demo, facendosi valere più volte anche in concorsi musicali. Alla fine del 2011 i ragazzi hanno accompagnato in tour europeo i connazionali Tyr e i finlandesi Moonsorrow, e poco dopo hanno iniziato a registrare il loro primo album in studio. Nel 2012 hanno vinto un concorso locale, il cui premio era un’esibizione al leggendario festival Wacken, dove hanno vinto di nuovo e, di conseguenza, si sono portati a casa un contratto con la Nuclear Blast.

Nei loro 40 minuti di set hanno proposto qualche pezzo dal disco d’esordio. In linea con il genere, i membri della band si affidano al minimalismo. Sono saliti sul palco in abito d’affari con tanto di cravatta; solo il batterista ha avuto il privilegio di suonare senza giacca e cravatta. Persino gli strumenti sembravano minimalisti – le chitarre parevano più corte del solito, le tastiere sembravano di sole 4 ottave, la batteria era ridotta all’osso, con un solo tom e una sola cassa; solo il basso aveva dimensioni normali. La musica che suonano è giustamente cupissima (l’ispirazione arriva dalla natura delle Isole Faroe, sferzate da venti atlantici costanti e bagnate in media da 260 giorni di pioggia all’anno) e richiede anche una presenza scenica all’altezza – luci minime, movimenti minimi dei membri della band, interazione minima. Jon Aldara al microfono fa il suo lavoro con correttezza, alternando il growl a voci pulite, sentite, piene di dolore e rassegnazione, in lingua faroese; solo le due chitarre tendono a fondersi un po’ nel modo di suonare, e viene da pensare che sul palco i due chitarristi non servano davvero. Nonostante la cupezza e la distanza dalla band che è venuta dopo, il pubblico, concentrato, li ha salutati calorosamente tra un pezzo e l’altro, ma l’esibizione in sé ha funzionato più come il concerto di un ensemble da camera che di una band metal.

Gli Amorphis fanno felici i loro fan da quasi un quarto di secolo. I finlandesi affondano le radici nelle acque del death metal, ma con ogni album successivo sono diventati più melodici, più puliti e più progressivi. I cambi di stile hanno richiesto anche cambi di formazione, e l’attuale line-up è insieme dal 2005, da quando si è unito il cantante Tomi Joutsen. In questi anni hanno registrato cinque album; l’ultimo, Circle, uscito nell’aprile 2013, lo hanno presentato proprio in questo tour.

Puntuali come ogni buon nordico, gli Amorphis sono saliti sul palco come da programma, alle 21:45 in punto, sulle note dell’intro. L’ultimo disco Circle, accolto benissimo dalla critica, era logicamente il fulcro della serata e il Tvornica, bello pieno anche se diviso in due, è letteralmente esploso già nelle prime battute di Shades of Gray. I ragazzi erano carichissimi, il lightshow, a differenza della band di supporto, brillava a pieno regime, e Tomi mandava in delirio tanto le adolescenti urlanti quanto i fan maschi più âgé. Con la sua asta del microfono dal design vittoriano, arcaico e futuristico insieme, e con il microfono stesso, dal suo ormai tipico palchetto ha bombardato le orecchie del pubblico con un growl eccellente e una voce pulita, alternandoli senza compromessi e senza il minimo calo di qualità nell’uno o nell’altro registro. Nelle parti strumentali i chitarristi dovevano quasi farsi da parte, perché nei suoi movimenti circolari i dreadlock lunghi un buon metro svolazzavano pericolosamente per il palco. La band, sotto la sua bacchetta, ha attraversato con energia il proprio repertorio. Secondo me è proprio la varietà degli stili a rendere gli Amorphis così interessanti. Dal death metal di Vulgar Necrolatry, dal primo album, agli inserti sinfonico-black metal di Circle, passando per tutti gli stili intermedi, i finlandesi tengono vivo l’interesse di chi ascolta. La formazione a sei suona affiatata, il bassista pizzica quasi sul ponticello, i chitarristi si completano alla grande sia nelle parti solo/ritmica sia in quelle ritmiche a tre, mentre le tastiere completano il quadro sonoro con atmosfere ambient. Purtroppo la profondità del suono in sala si è un po’ persa in medie troppo marcate dello spettro delle frequenze udibili, ma il concerto ha comunque lasciato sorrisi e soddisfazione sul volto del pubblico. Se stavolta ti sei perso gli Amorphis, hai l’esame di riparazione a luglio a Tolmino, al festival Metaldays.

Scaletta

Amorphis:
1. Shades of Gray
2. Narrow Path
3. Sampo
4. Silver Bride
5. The Wanderer
6. Against Widows
7. My Kantele
8. Into Hiding
9. Nightbird’s Song
10. Vulgar Necrolatry
11. The Smoke
12. You I Need
13. Hopless Days
—bis—
14. Sky Is Mine
15. Black Winter Day
16. House of Sleep

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