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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Talisman
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2006
Durata: 45:35
Voto: 4/5

I Talisman! 6 album in studio all’attivo, 15 anni passati a bazzicare insieme e però…. Talisman! Disco numero “7”. Sarà mica il nuovo orgasmo classico di hard rock melodico? Ci siamo vicini. Anzi, di più! In realtà è un centro pieno! I nuovi “Obeliski” suonano come se avessero registrato un esordio e non “solo un altro album in studio”. La band morde con grinta ben oltre il minutaggio, i ragazzi sfoderano una storia nuova e convincente. Portano freschezza, e intanto ci brilla dentro quel classico marchio di fabbrica con cui hanno sempre viziato i loro fan. Insomma, un passo evolutivo nuovo e sano, che ricorda la ricca esperienza di una squadra di prim’ordine, quella che compone la formazione dei Talisman! Vediamo che diavolo ha sotto il cofano!

L’apertura è a dir poco sorprendente e, se conosci la band dai lavori precedenti o ti aspetti il classico riff hard rock, ti becca “a piede sbagliato”. Ha un beat iniziale punkeggiante e un riff che ti shockano già al primo ascolto. La tattica per attirare l’attenzione ha funzionato alla grande! Poi però il tutto va al suo posto in un attimo e si riversa dritto nei Talisman. Quando l’album ti si attacca alle orecchie capisci che è un pezzo davvero simpatico, scelto con ironia e furbizia e piazzato in apertura del disco. Nowhere Fast ha un groove atmosferico profondissimo, a medio ritmo, che ti conquista senza fatica in una fiamma erotica e ti mette in ginocchio – vera lussuria! Occhio! Rhyme Of Reason, il “beat” e la trovata di produzione del pezzo – un campione sovraincisto sopra il riff di base. A cosa pensi per prima cosa? Seal e Crazy! La profondità della produzione è magnifica! Ha un riffing contrastato, “tintinnante” come l’acciaio! Di questo “tintinnio d’acciaio” si occupa una chitarra semiacustica, aggiunta in perfetto equilibrio alle linee “distorte”. Messo tutto insieme, crea quel vero “feel” hard rock erogeno, che ti fa correre i brividi sulla pelle in un battito di ciglia. Questa atmosfera la rilanciano ancora la voce di Jeff, il tintinnio “funky” della linea di basso e le cannonate della batteria. Questi contrasti, magnificati sia separatamente sia uniti nel quadro complessivo, offrono un sound con la dose perfetta di vitalità. End Of The Line, in particolare, ha una linea ritmica assassina, dal groove “funky” moderno. Questo pezzo è la prova del fiuto di prima classe dei Talisman nel servire una gustosa fusione di moderno e classico. I Talisman classici li abbellisce soprattutto la ballata incisiva a medio ritmo The 1 I’m Living 4, dove Soto mostra la sua maestria nel far crescere l’atmosfera lungo il brano: parte in calma, poi giro dopo giro aggiunge un pizzico di forza in più e il pezzo di colpo esplode, prima ancora che te ne accorga. Tornano pure, inseriti con arte, i pattern di chitarra con trovate rock moderne che riempiono il quadro sonoro. È un pezzo fresco, una deviazione dal classico riuscita in pieno – uno dei picchi dell’album. On My Way e la prima vera grande ballata del disco, Forevermore, sono più vicine al materiale solista di Jeff Scott Soto. Succumb 2 My Desire è quello con la dose più alta di “bluesy funk”, ha un approccio di chitarra semiacustica con un pizzico di sfrenatezza alla James Brown, con cui la band spinge con successo la dinamica dell’album! Shed A Tear Goodbye suona come il pezzo più commerciale di tutto il disco, ideale da far uscire come “hit single” o anche solo per il passaggio in radio, soprattutto in tarda serata, ma bisognerebbe tornare indietro di 17 – 18 anni. Il ritornello offre qualche parallelo con i dischi solisti di Joe Lynn Turner. Troubled Water è una bella deviazione del disco. Con un “beat reggae” nel pre-ritornello, a cui segue lo scatto nel classico ritornello dei Talisman! L’album lo chiude un’altra ottima ballata, Back 2 The Feeling, con cui i ragazzi confermano un senso della melodia di prim’ordine, dimostrato soprattutto dallo straordinario salto dinamico di un’improvvisa accelerazione “rock” grazie alla costruzione graduale dell’atmosfera nella parte strumentale centrale. Il lavoro della chitarra in questo pezzo è eccezionale, e a spiccare nel disco è soprattutto lo stacco solista!

Insomma, i Talisman hanno scioccato con successo e rilanciato la loro dottrina rock! Non è una ripetizione, né una navigazione in acque di temi già masticati. I Talisman portano freschezza. Con un ottimo contrasto tra riff di chitarra e linea ritmica, con un grande “groove” della linea di basso! Il tutto lo porta a un altro livello la voce appassionata e vellutata di Jeff, che dimostra come il tipo di brani di “7” gli stia semplicemente cucito addosso. I nuovi pezzi offrono un equilibrio tra la compattezza richiesta, la melodicità, l’aggiunta di ornamenti scelti con finezza (campioni sovraincisi), l’inserimento del “groove” delle attuali mode “rock”, la sequenza stessa dei brani variopinti del disco e il canto praticamente perfetto di Jeff Scott Soto per i nuovi Talisman, il che nel campo del rock melodico porta, in sintesi, uno dei picchi definitivi di quest’anno, che possiamo mettere subito su uno dei cinque diti della mano sinistra. Una corsa erotica di hard rock melodico appassionato! “7” può essere in un futuro prossimo perfino la vera conferma dei dubbi che Soto non sia la scelta più ideale come nuovo cantante dei Journey! Aspettiamo ancora il nuovo album dei Journey per avere la risposta giusta.

Formazione

Jeff Scott Soto – voce
Fredrik Akesson – chitarra
Marcel Jacob – basso
Jamie Borger – batteria

Produzione

Jeff Scott Soto & Marcel Jacob

Tracklist

1. Falling
2. Nowhere Fast
3. Rhyme or Reason
4. End of the Line
5. 1 I’m Living 4
6. On My Way
7. Forevermore
8. Succumb 2 My Desire
9. Shed a Tear Goodbye
10. Troubled Water
11. Back 2 the Feeling

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