Outline
Artista: P. Y. Marani
Etichetta: Autoprodotto
Uscita: 2009
Durata: 68:18
Voto: 3.9/5
P. Y. Marani, nome ancora poco noto sulla scena del progressive rock e del fusion, ha trovato la formula perfetta per farsi notare. Quello che è un problema per un sacco di artisti del genere, al francese Marani non pesa per niente. Il suo primo album solista, “Outline”, ha infatti una storia strumentale che farà impazzire ogni fan della fantascienza. Perché? Ogni titolo di brano ha un legame con la letteratura di fantascienza. Ma Marani non si è fermato qui: ha sbandierato ai quattro venti la collaborazione con uno dei migliori tastieristi al mondo, Derek Sherinian. Quest’ultimo si unisce al francese, che di solito si occupa da solo delle tastiere, sul quarto pezzo del disco.
L’intero concept dell’album ruota attorno alle opere di fantascienza, e si sente anche nei brani. L’atmosfera spaziale è evocata a livello strumentale, non solo con il suono ma anche con melodia e ritmo. E come detto, ogni titolo ha un legame con qualche bestseller di fantascienza. “The Harryman’s Dream” è tratto da “The Man Who Sold the Moon” di Heinlein, il cui protagonista è David Harriman, un uomo ossessionato dall’idea di impossessarsi della luna e di essere il primo a metterci piede. “The First Foundation” è sicuramente un’idea di Asimov, che ha creato un universo fantascientifico, un mondo proiettato nel futuro dove si scontrano più che altro due mondi: quello umano e quello robotico. Il terzo brano porta il titolo di uno dei romanzi più famosi in assoluto: “Brave New World”. Il bestseller di Huxley è in realtà una distopia sotto mentite spoglie, dove il mondo dovrebbe essere perfetto ma in realtà è lontanissimo dall’esserlo. “Ubik”, in cui Marani collabora con Sherinian, è il titolo di un libro di Philip K. Dick, un altro degli autori fondamentali della fantascienza. Nel 2005 la rivista Time ha addirittura incluso “Ubik” tra i 100 migliori romanzi in lingua inglese usciti dopo il 1923. Ubik è un prodotto che un gruppo di astronauti, sballottati nel tempo loro malgrado a causa di un’instabilità nello spazio e nel tempo, ritrova in ogni ambiente e in ogni epoca in cui capitano. Questo dà alla storia un forte retrogusto di misticismo. Il brano “The Rediscovery” potrebbe avere un titolo legato alla raccolta di racconti di Cordwainer Smith intitolata “The Rediscovery of Man”. In tutte le storie, che si susseguono in ordine cronologico, Smith descrive un mondo futuro distopico. Il penultimo brano porta il titolo del romanzo di Stanislaw Lem, “Solaris”. Lem scrive di un’impossibile simbiosi tra la specie umana e specie non umane, frutto della natura umana; in primo piano c’è anche il rapporto tra il protagonista, lo psicologo Kris Kelvin, e la moglie morta suicida dopo che lui l’aveva lasciata. La scena conclusiva di “Outline”, “Goodbye 1984”, è un riferimento a un’altra opera distopica: “1984” di George Orwell. Nel libro lo scrittore ha introdotto per la prima volta il cosiddetto Grande Fratello, qualcuno che vede tutto e sa tutto, per colpa del quale la privacy non esiste nel mondo creato dall’autore inglese in “1984”.
Su tutto l’album Marani cerca di avvicinarsi il più possibile, a livello strumentale, all’atmosfera di ogni libro. Le distopie sono per lo più tristi, malinconiche o rabbiose, con una chitarra distorta che domina e tastiere spente, in minore. Per esempio “Brave New World” parte come un brano ingenuamente giocoso, ma sullo sfondo le tastiere annunciano una certa disarmonia, un pericolo nascosto. Così la melodia, piacevole a prima vista, assume quel retrogusto minaccioso che ha fin dall’inizio. “Solaris”, che come libro è di natura più psicologica, funziona alla grande col sax (che compare solo qui), capace di creare l’atmosfera che Lem vuole ottenere col suo libro. “The Harryman’s Dream” è un pezzo più ambizioso, veloce, un po’ vivificante. Rispecchia il desiderio di Harriman, che sogna di possedere la luna e poi di gestirla. Certo, non in ogni brano si riesce a leggere un libro preciso, ma l’idea di Marani è freschissima e realizzata in modo interessante.
P. Y. Marani si presenta così al suo pubblico in modo molto creativo e intelligente, non solo come ottimo chitarrista e artista a tutto tondo, ma anche come uno pieno di idee e con un fiuto speciale per i collegamenti tra le sottoculture. “Outline” è senza dubbio un disco incisivo e fa egregiamente il suo lavoro; dopo qualche ascolto vien voglia di prendere in mano un libro di fantascienza e godersi, mentre lo si legge, anche questa musica meravigliosa.
Formazione
PY Marani – chitarra, basso, tastiere
Xavier Richard – batteria
Musicisti ospiti:
Matthieu Gevreau – basso
Denis Cornardeau – chitarra
Derek Sherinian – tastiere
Serge Servant – sassofono
Produzione
P. Y. Marani
Tracklist
1. The Harryman’s Dream
2. First Foundation
3. Brave New World
4. Ubik
5. The Rediscovery Of Man
6. Solaris
7. Goodbye 1984