Above And Beyond

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Artista: Bad Habit
Etichetta: AOR Heaven Records
Uscita: 2009
Durata: 46:29
Voto: 4/5

È il momento giusto per un po’ di sonorità AOR nuove, ma tradizionali! I Bad Habit sono una band svedese di Lund, in giro da più di vent’anni. Dall’uscita del singolo “Young And Innocent” (1987) purtroppo in tutti questi anni non sono riusciti a emergere tra i nomi più in vista del genere, e non possono nemmeno vantare una discografia chissà quanto corposa. Per fortuna successo commerciale e qualità non vanno per forza a braccetto.

Come tutti gli svedesi, anche i Bad Habit hanno il perfezionismo musicale nel sangue! La musica dei Bad Habit è dunque votata prima di tutto alla ricerca della combinazione melodica perfetta dei motivi portanti. C’è poi tanta esperienza e, soprattutto, la cosa più importante di tutte: i ragazzi sanno quello che vogliono. L’AOR del resto è roba prevedibile. Dai suoi giorni di massima popolarità fino a oggi, nella forma di base non è cambiato granché (a parte qualche sfumatura nell’approccio alla produzione). I pezzi ti si infilano sfacciatamente nell’orecchio e ci restano dopo pochi ascolti, se non già al primo. Devi stare attento solo a un paio di cose di base, il che non è proprio facile. La costruzione di motivi melodici compatti, che raggiungono picchi atmosferici nei ritornelli, a prescindere dalla prevedibilità da copione, dev’essere superata da una produzione bombastica. Per creare un’atmosfera malinconico-drammatica è poi d’obbligo vestire con gusto la voce solista di armonie vocali a più strati, una vera e propria scienza che la band può affinare per anni e anni in studio.

Basta filosofia e teoria. I Bad Habit non sono mica nati ieri e raggiungono senza fatica gli standard richiesti anche con il materiale di “Above And Beyond”. Questa rifinitura la incoronano subito con la contagiosa opener I Don’t Want You, che come da copione è un rocker tirato, poi con il picco cupo e atmosferico di I Believe, con la title track maliziosamente civettuola, e riescono a schivare le trappole dello “sdolcinato” anche nelle ballad Let Me Be The One e soprattutto Surrender. La melodia del verso del titolo in Calling Your Name speriamo richiami Send Her My Love (Journey) solo per caso, anche se A Lot To Learn dimostra che i Bad Habit hanno imparato molto anche dai Journey.

I Bad Habit emanano di continuo una vibrazione positiva, forza e voglia di superare lo stato depresso della mentalità umana, anche se ci si aspetterebbe il gelido soffio emotivo scandinavo e la rassegnazione al destino. Pezzi con versi del tipo “dopo la pioggia esce il sole”. Di certo c’è un bel po’ di attinto dall’esperienza delle “guerre tra uomini e donne” vissute sulla propria pelle. Insomma, a una profondità confessionale più severa i Bad Habit non sono pronti. Per fortuna l’AOR non lo richiede necessariamente.

I brani sono tipici dello stile “Skandi AOR”. Corti, compatti, a tempo medio-veloce. Chitarra e tastiere creano un tappeto sonoro di accompagnamento altrettanto ricco sullo sfondo, che in produzione è messo più in evidenza (spinto in avanti), il che allontana nettamente i Bad Habit dal purismo AOR americano degli anni Ottanta. La voce di Bax Fehling è marcata, molto melodica, particolarmente convincente nei registri medi e medio-alti, dove aggiunge ancora più melodia all’espressione musicale dei Bad Habit. Come detto, la voce è abilmente rivestita di calde armonie vocali intrecciate a più parti, e ci sono le parti strumentali centrali, in cui il membro fondatore, chitarrista (e tastierista) Hal Marabel, sfrutta magistralmente lo spazio a disposizione per potenziare lo schema melodico prevedibile con aggiunte brevi ma piccanti, spezie di virtuosismo che sono ben incastonate nella forma compatta dei brani. Tra le tredici canzoni totali non c’è nessun calo di qualità che incrini la credibilità del disco o scuota le fondamenta della sua struttura ordinata e solida.

Il predecessore “Hear-Say”, uscito nel 2005 per Frontiers Records, mostrava un lieve allontanamento verso un approccio più brusco, mentre con “Above And Beyond” la band torna allo stile tradizionale adottato nel suo lavoro migliore, “Adult Orientation” (1998). I Bad Habit non sono più giovani da un pezzo, ma di certo ancora oggi sembrano “innocenti” e “curiosi”! Con il nuovo album, a distanza di buoni tre anni, confermano che in futuro forse avremo uscite più regolari da questa band, che con la sua musica sa ancora convincere eccome il vero amante del sound AOR.

Formazione

Bax Fehling – voce
Hal Marabel – chitarra, tastiere
Sven Cirnski – chitarra
Patrik Södergren – basso
Jaime Salazar – batteria

Produzione

Jonas Reingold

Tracklist

1. I Don´t Want You
2. Just A Heartbeat Away
3. Don´t Want To Say Goodbye
4. Let Me Be The One
5. A Lot To Learn
6. I Believe
7. Above And Beyond
8. My Confession
9. Let Me Tell You
10. Surrender
11. Calling Your Name
12. Never Gonna Give You Up
13. I Need Someone

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