…and we could have it all…

0 4

Autore: Rok Klemše

Artista: God Scard
Uscita: 2005

Il collettivo metal di Kranj esiste dal lontano 1994, ma tra problemi di ogni tipo e continui cambi di formazione non è mai riuscito a decollare davvero. La strada verso tempi migliori è iniziata nel 2000, quando il tenace frontman Nicky è rimasto senza nessun membro, ma presto è riuscito a mettere insieme intorno a sé una squadra eccellente, e con quella nel 2005, dopo quasi dieci anni di attività, è finalmente arrivato anche il primo disco.
“Ya know, my daddy used to say every man’s got a devil. And you can’t rest ‘til you find him…” è una citazione dal film cult Il corvo che apre il disco, e se mi concedo un piccolo gioco di parole, anche i God Scard hanno trovato il diavolo dentro di sé, e ne è nato …and we could have it all…

I God Scard sono una band che non ha paura di sperimentare con il proprio sound, visto che mescolano influenze di metal, hardcore, rock e punk, ed è proprio questo mix, più o meno riuscito, che rappresenta il debutto della band. Dopo l’Intro il disco ci spinge subito dentro la botta di To Have It All, che presenta bene cosa siano in realtà i God Scard. In primo piano c’è la voce di Nicky, che va dal growl agli scream fino al canto pulito. Nicky dimostra davvero di essere un vocalist versatile, ma personalmente avrei voluto che si dedicasse un po’ di più alle singole “tecniche” di canto, perché a tratti il cantato risulta piuttosto impastato. Per l’opener tiratissimo To Have It All la band ha girato anche un videoclip controverso, che sulle tv slovene ha girato parecchio e con buon successo. Alle chitarre Nicky e Sale si comportano molto bene e ci offrono un ventaglio vario di tecniche – dal riffing eccellente al sega-power-chord, dall’uso di vari effetti fino ad assoli supersonici. Segue uno dei pezzi migliori del disco, Modern Democracy. Con una bella intro guidata dalla cantante Analene, Ana Franjić, una bella linea di chitarra che si ripete più volte e l’esplosione che segue, Modern Democracy è senza dubbio uno dei favoriti del disco. Il growl rabbioso e brutale di Nicky ricorda parecchio Rob Flynn (Machine Head) o Max Cavalera (Sepultura, Soulfly), ma si difende bene anche nel canto pulito e melodico dei ritornelli. Il disco vanta una dinamica eccellente, perché ci regala sia pezzi crudi, secchi e pesanti, sia brani più calmi e lenti come l’ottima Lil Gal, con un assolo di chitarra davvero ben riuscito. A creare la dinamica non sono solo i pezzi veloci/lenti, ma anche un’ottima sezione ritmica con Andriya al basso e Gaps alla batteria; soprattutto Gaps si distingue con un drumming variegatissimo, ritmi mossi e stacchi niente male. Anche se i pezzi sono scritti bene e, come detto, hanno una dinamica interessante, ho comunque la sensazione che comincino a ripetersi un po’, cioè che siano tagliati più o meno sulla stessa falsariga; la ripetitività si nota soprattutto nelle intro quasi identiche praticamente in tutti i brani del disco. Da questa formula si discosta un po’ In the Name of… con le chitarre acustiche, e in chiusura la bella ballad Soil Eye Sin, in cui a Nicky si unisce alla voce Tanja Antonijević. Il testo, efficace e bellissimo, sull’amore nella morte di Soil Eye Sin è purtroppo anche l’unico testo del disco a meritarsi un plus. Troppo spesso compaiono parolacce e sfoghi di un uomo deluso che ormai considera tutte le donne “whores and bitches”. I ragazzi dovranno assolutamente dedicare un po’ più di tempo anche ai testi in futuro.
Un piccolo minus se lo merita anche la produzione, che ha messo al centro snare e cassa, lasciando troppo poco spazio ai piatti e alle chitarre, che pure hanno un suono eccellente ma in vari punti si potevano spingere più in primo piano.

…and to have it all… è un lavoro che, nonostante qualche pecca, ha anche abbastanza pregi da potermi permettere di definirlo senza dubbio uno dei migliori prodotti metal sloveni, e spero che si possa presto sperare in un seguito della storia che i God Scard hanno iniziato con questo disco.

Formazione

Nicky: voce, chitarra
Sale: chitarra
Andriya: basso
Gaps: batteria

Produzione

Žika Antonijević

Tracklist

1. Intro
2. To Have It All
3. Modern Democracy
4. April Tear
5. Lonely And a Little Bit Lost
6. Lil Gal
7. BMH
8. Jesus Christ
9. Everyday Blind
10. Morning in Silence
11. In the Name of…
12. Soil Eye Sin
13. Outro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie