Bad For You Baby

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Artista: Moore, Gary
Etichetta: Eagle Records
Uscita: 2008

Gary Moore è un nome che i più associano soprattutto alla seconda metà degli anni ’80 e all’inizio dei ’90, quando l’ex trovatore di Thin Lizzy/Colosseum II costruiva con successo la propria riconoscibilità sulla strada della carriera solista. Dopo il trionfale cimento nelle acque dell’AOR, con l’arrivo dei ’90 il chitarrista si è fatto portare sempre più spesso verso il blues, che è rimasto il cuore del suo linguaggio musicale anche nel nuovo millennio. Il concept di Gary Moore resta quindi invariato anche con il proseguimento dell’odissea blues rock di Bad For You Baby: un incrocio abbastanza prevedibile tra gli elementi base del blues e le maniere forti del rock, che in un tempo e in uno spazio ormai dimenticati da un pezzo faceva fruttare uova d’oro al chitarrista irlandese dalla testa calda. Nonostante il titolo da cliché, però, l’album nasconde più vitalità di quanta ne osereste pensare. Di fiori qui ce n’è davvero un bel mazzo. Moore già con la title track d’apertura Bad For You Baby si lancia all’assalto sulle ali dell’intensità tipica del ritmo alla Muddy Waters, la leggermente più sfrontata Down the Line risveglierà in fretta il ricordo dei bei tempi di Texas Strut, e più che benvenuto si rivela anche il pacchetto di riff famigerati spolverato con granelli di ritmica funky che risponde al nome di Umbrella Man.
Moore ci stuzzica poi con cover azzeccatissime di standard blues d’ogni colore, che già al primo ascolto cacciano via il ricordo dei peccati passati del chitarrista, quando con le sue manovre fin troppo spesso senz’anima su Close As You Get aveva sconsideratamente bruciato una bella fetta di credito come interprete blues di primo piano tra gli appassionati del genere. Di gran lunga i brividi più forti sulla pelle li regala I Love You More Than You’ll Ever Know di Al Kooper, che oltre a una voce sensazionalmente trattenuta conquista con un tocco di chitarra estremamente sottile. Qui ancora una volta si vede il debito del chitarrista verso il suono del grande Peter Green, che cerca la strada del cuore con un’armonia di sostanza, ma al tempo stesso piena di malinconia. Emozioni sincere a sufficienza le offre anche la giostra di slide Mojo Boogie del compianto eroe del blues J. B. Lenoir, con cui Moore corona un altro dei suoi colpi piuttosto inaspettati. Someday Baby e Walkin’ Thru the Park di Waters, nell’alimentare la tensione emotiva, non fanno che buttare altra benzina sul fuoco.
Anche se Bad For You Baby è per lo più una manifestazione della retorica blues rock più tagliente, a Moore evidentemente non fa paura uscire dal rifugio sicuro di quest’ultima e buttarsi anche su atmosfere più gentili per le orecchie, come la perla del disco Holding on, che mette insieme perfino una melodia bella concreta nello stile di Robert Cray. Conquistano con i loro aromi retro pieni di temperamento Did You Ever Feel Lonely? e Preacher Man Blues, quest’ultima cinta dai richiami pungenti dell’armonica a bocca e in generale dal profumo parecchio mistico, una specie di Little Walter d’annata dopo una dolorosa liposuzione. Peccato che il piacevolissimo viaggio blues rock alla fine lo rovini, suo malgrado, Trouble Ain’t Far Behind, un’altra delle creazioni di Gary che (di nuovo) ricorda fin troppo Need Your Love So Bad dei Fleetwood Mac di Green. Ciononostante, con Bad For You Baby a Moore è riuscito, dopo tanto tempo, a mettere insieme un documento invidiabile, che si cercherà alleati con ogni probabilità sia tra gli amanti del suono sfacciato del blues di Chicago, sia tra i fan dell’indiscutibile virtuosismo chitarristico.

Formazione

Gary Moore: voce, chitarra, armonica a bocca
Vic Martin: tastiere
Pete Rees: basso
Sam Kelly: batteria

Produzione

Gary Moore

Tracklist

1. Bad for you baby
2. Down the Line
3. Umbrella Man
4. Holding On
5. Walkin’ Thru the Park
6. I Love You More Than You’ll Ever Know
7. Mojo Boogie
8. Someday Baby
9. Did You Ever Feel Lonely?
10. Preacher Man Blues
11. Trouble Ain’t Far Behind

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