Baldoria stiriano-irlandese a Lubiana (2014)
Autore: Sebastijan Videc
Foto: Jerneja Jerak
Video: Sebastijan Videc
Luogo: Orto bar, Lubiana, Slovenia
Data del concerto: 16.04.2014
Presenze: 150
Prezzo del biglietto: 8€
Dublino 1962. L’odore di tabacco riempie le stanze dell’O’Donoghue pub in pieno centro, mentre in un angolo un quartetto di ragazzini si prepara al suo debutto. Nessuno di loro immagina che quella prima esibizione li lancerà in una carriera musicale lunga cinque decenni. Sono nati i The Dubliners. 52 anni dopo, Lubiana, Orto bar. Sul palchetto si stipano in sette, tutti stiriani. Il fumo di sigaretta non si vede più da un pezzo, ma l’energia positiva che i The Dubliners hanno servito ai loro fan in tutti questi anni con la genuina tradizione irlandese sta per esplodere di nuovo nella sala rossa.
Gli Happy Ol’ McWeasel sono in giro da sette anni e, a giudicare dall’energia che taglia l’aria dal palco, è dura lasciare i presenti fermi. Sono appena tornati da un tour in Germania, Francia e Svizzera, ma evidentemente gli è rimasta ancora la benzina per un altro concerto indimenticabile. Il pubblico, assetato di festa e di birra, sapeva cosa lo aspettava, perciò nonostante una buona mezz’ora di ritardo l’impazienza non si è fatta sentire. L’Amazing Grace strumentale in apertura e poi l’esplosione di Irish Rover hanno spinto la sala ormai piena quasi fino al soffitto, e già al quarto pezzo è nato un mosh-pit, che è tornato più di una volta. Chiunque sia già stato all’Orto bar sa che è uno dei palchi più piccoli della Slovenia. E chi ha già visto gli Happy Ol’ McWeasel dal vivo sa che i ragazzi sono tutto fuorché statici. Con tutta quell’azione sul palco c’è solo da stupirsi che non si siano scontrati più spesso; d’altra parte era pure divertente vederli intrecciarsi e avvolgersi nei cavi dei loro strumenti. Ma per le furbe donnole non è stato un problema, nemmeno per sbaglio. Affiatati come sono, hanno portato a casa lo show fino in fondo senza fatica, nonostante gli ingarbugli, e non solo in senso figurato.
In una buona ora e mezza i ragazzi hanno ripercorso, come da copione, l’opera del loro unico album finora, No Offence. Niente da ridire, visto che la musica è di livello, anche se a tratti ricorda gli americani Flogging Molly. Il punk rock, base del loro sound, è mascherato alla grande da melodie celtico-irlandesi, servite con maestria da banjo, fisarmonica e viola. Siccome i pezzi originali sarebbero stati pochi per un set così lungo, li hanno furbescamente mescolati con delle cover. Così abbiamo potuto sentire qualche hit dei Dubliners e anche dei tradizionali irlandesi come Wild Rover, Seven Drunken Nights e il successo nella versione di Thin Lizzy e Metallica, Whiskey in the Jar. Hanno suonato anche una cover dei già citati Flogging Molly, Drunken Lullabies. Visto che le donnole stanno preparando un nuovo album, per l’occasione ne hanno annunciato l’uscita per quest’autunno, e hanno suonato Good Deeds, uscita l’anno scorso come singolo ma attesa sul nuovo disco. La parte regolare si è chiusa con Danny Boy, che a marzo è stata usata addirittura in un episodio della serie comica americana The Crazy Ones. Dopo una breve pausa gli stiriani sono tornati con Cotton Eyed Joe, vecchio brano country americano che però probabilmente tutti conosciamo nella versione dance lanciata sul mercato esattamente vent’anni fa dagli svedesi fuori di testa Rednex. Hairy Grizzly ha chiuso una serata che continuerà a risuonare a lungo nelle teste dei presenti.
Scaletta
1. Amazing Grace (intro)
2. Irish Rover
3. Heard Ya Say
4. All For Me Grog
5. Sail Away
6. Dirty Old Town
7. Drunken Sailor
8. Still In The League
9. Murphy’s Law
10. Whiskey In The Jar
11. On Your Own
12. Drunken Lullabies
13. Good Deeds
14. Seven Drunken Nights
15. Foggy Dew
16. No Offence
17. Wild Rover
18. Better Times
19. Danny Boy
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20. Cotton Eyed Joe
21. Hairy Grizzly
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