Howl
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Mighty Oaks
Etichetta: Vertigo Records
Uscita: year
Durata: 40:38
Voto: 3.5/5
I Mighty Oaks sono una band indie folk rock internazionale, un trio di ragazzi che vive insieme a Berlino. Il primo arriva dagli USA, il secondo dall’Italia e il terzo dalla Gran Bretagna. Il successo inatteso, ma enorme, di gruppi indie che costruiscono la loro eredità musicale su solide fondamenta folk, come i britannici Mumford And Sons o, dall’altra parte dell’Atlantico, gli americani The Lumineers, ha evidentemente dato la spinta anche al trio Mighty Oaks per provare a cimentarsi in una sfera musicale simile.
Il fatto che i ragazzi vengano ognuno da un angolo diverso del pianeta Terra è un grande vantaggio: già la distanza geografica d’origine dei tre protagonisti porta con sé differenze di percezione musicale, e così può contribuire a plasmare un carattere espressivo riconoscibile. Con l’esordio »Howl« i Mighty Oaks riescono a posare le prime pietre su cui costruire la propria identità d’autore. Si tratta di indie/folk rock pieno di delicate strutture sonore, che si basano essenzialmente sulla scelta di melodie e motivi semplici e di facile risoluzione. Niente di nuovo, insomma, ma riconfezionato con astuzia e servito ancora una volta in modo da accendersi davvero.
I Mighty Oaks sanno essere »risvegliatori«, ottimisti, come mostrano subito l’apertura Brother e, a ruota, Seven Days. In entrambi i brani l’album atmosfericamente »decolla«. Fin dall’inizio è chiaro che la componente folk è uno dei punti di partenza principali del dossier musicale della band. I Mighty Oaks la sviluppano lungo 40 minuti di materiale, con un pittoresco intreccio di pastelli sonori fatti di sfumature di banjo, mandolino, chitarra acustica, tamburello e grancassa »kick«. L’elemento indie arriva con tastiere e chitarra elettrica, oltre che con la melodiosità delle linee vocali, ma spesso l’indie si fa da parte, lasciando al folk ancora più spazio espressivo (brani Horse, You Saved My Soul, Captain’s Hill). Le voci le dividono tutti e tre i membri della band e le loro diverse interpretazioni danno ai pezzi un’ulteriore varietà. Di certo le melodie sono sostenute al punto giusto da armonie vocali aggiuntive, che tengono dinamici i vari stati d’animo del disco. È un album fatto di continui fluire e intrecciarsi di veli sonori morbidi, che è ben lontano dalla forma folk così cruda che possono creare, per dire, i The Lumineers. Nel caso dei Mighty Oaks, infatti, questa viene spesso bilanciata da leve indie. I brani in cui i due approcci si fondono alla perfezione in un giusto equilibrio espressivo sono, ad esempio, la sottilmente delicata Shells, oltre alla title track in chiusura e a The Golden Road.
Per un esordio, si può dire che i Mighty Oaks in generale si siano scontrati con una materia musicale che genera, sul piano delle idee, forme già collaudate di fusione tra indie rock e folk, oltre a una ricerca prevedibile di melodie e ritmi guida (anche ritmi di polka, se vuoi). »Howl« si distingue per un’ottima produzione, un suono rifinito, organico e caldo, in cui sono inseriti con gusto voci sensibili e armonie vocali. È una ricetta musicale già collaudata, che però i Mighty Oaks sono riusciti a rimpacchettare a modo loro, quindi con una propria riconoscibilità. Un bel debutto, orientato su un sano percorso evolutivo, che promette per il futuro un approfondimento espressivo del dossier della loro carta d’identità musicale.
Formazione
Ian Hooper – voce, mandolino, chitarra acustica, grancassa “kick”, tamburello
Claudio Donzelli – voce, banjo, chitarra acustica, chitarra elettrica, mandolino, tastiere, pianoforte
Craig Saunders – voce, basso
MUSICISTI OSPITI:
Jürgen Stiehle – batteria nei brani n. 1, 3 e 7
Fabian Kretzchmar – batteria nei brani n. 4 e 6
Produzione
Robert Stephenson
Tracklist
1. Brother
2. Seven Days
3. Back To You
4. When I Dream, I See
5. Just One Day
6. Shells
7. You Saved My Soul
8. The Golden Road
9. Captain´s Hill
10. Courtyard In Berlin
11. Horse
12. Howl