Other World
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Hammill, Peter
Etichetta: Esoteric Antenna
Uscita: year
Voto: 4.5/5
Il cantante dei Van Der Graaf Generator (e all’occorrenza anche chitarrista e pianista) Peter Hammill e il chitarrista americano Gary Lucas, a prima vista, sono davvero una strana coppia: se metti a confronto le loro carriere, di punti in comune ce ne sono pochissimi. Lucas, già candidato in passato a un Grammy, è un apprezzato compositore per cinema e TV. Nella sua carriera solista ha pubblicato più di 20 album (comunque una vera «merendina» per Hammill, che finora ne ha messi in fila oltre 30 in studio) ed è noto anche per la collaborazione con il leggendario, purtroppo scomparso, maestro dell’avanguardia Captain Beefheart (quando la sua variegata carriera si stava ormai avviando alla fine), e un tempo ha affilato la chitarra anche con Jeff Buckley (pure lui scomparso). Nonostante entrambi abbiano uno spettro musicale larghissimo, il modo di suonare la chitarra di Lucas affonda per lo più nel blues, anche se il rock psichedelico, il jazz e la classica non gli sono certo estranei, mentre il pioniere del progressive rock Hammill coltiva una tradizione compositiva piuttosto diversa, tanto che del suo stile chitarristico, che non ha nulla del virtuosismo ma si basa soprattutto sull’improvvisazione libera, è meglio nemmeno parlare.
Hammill, voce tonante formata in un coro gesuita, che con i leggendari Van Der Graaf Generator ha firmato alcuni dei dischi migliori nella storia del progressive rock, è insomma un musicista di tutt’altra pasta rispetto al suo ultimo compagno di avventura, ma da collaborazioni così fuori dall’ordinario di solito nascono i dischi migliori. Le loro strade si erano incrociate già anni fa, ed è stato allora che è saltata fuori per la prima volta l’idea di lavorare insieme, ma ci è voluto un bel po’ di tempo prima che le idee compositive comuni cadessero su terreno fertile, prendendo la forma del primo progetto a due, intitolato »Other World«, un lavoro in cui i due artisti sono davvero alla pari.
Hammill, che oltre a cantare ha piazzato qua e là le sue inconfondibili improvvisazioni di chitarra, e Lucas, che si è sobbarcato la maggior parte delle linee di chitarra, aprono il loro primo lavoro insieme in modo piacevolissimo e quasi innocente, con delicati accordi di chitarra e un approccio vocale malinconico, firmato dal leggendario vocalist dei VDGG. Tutto questo si sente nell’opener »Spinning Coins«. Ma dietro ogni bel pezzo dagli arrangiamenti pacati, nell’album c’è sempre in agguato uno stacco avant-psichedelico totale, così »Other World« galleggia di continuo da qualche parte tra l’eterea leggerezza e il caos. Il vecchio gatto non sarebbe un’autorità dell’avanguardia musicale se non ci mettesse anche un contrasto piuttosto brutale, ed è la traccia »Some Kind of Fracas«, che tra improvvisazioni di chitarra dissonanti ed effetti suona come il sottoprodotto di un incubo notturno nel bel mezzo di uno dei mondi postapocalittici di Hammill. »Of Kith & Kin«, invece, ha arrangiamenti acustici di una bellezza quasi elegiaca, che si adattano in modo praticamente perfetto all’approccio vocale insolitamente quieto di Peter.
In »Cash« Hammill sfodera per la prima volta in modo più marcato la sua performance vocale da camaleonte, passando alternativamente «dal paradiso all’inferno» mentre sullo sfondo lo accompagnano eleganti passaggi di chitarra. »Built From Scratch« è uno strumentale psichedelico-avanguardistico in cui i due musicisti di culto improvvisano alla grande con linee di chitarra fuori dagli schemi. La straordinaria varietà e la natura sperimentale di questi due visionari vengono fuori a ogni passo, e si vede benissimo in brani come »Attair of Roses«, dove regna la musica ambient con morbide improvvisazioni di chitarra, la chitarra country di »This Is Showbliz«, le influenze avanguardistiche e psichedeliche di »Reboot« o la fusion di »Black Ice«. In »Other World« si sentono quindi tantissimi mondi musicali diversi e buona parte delle influenze delle carriere di entrambi i maestri, anche se il marchio compositivo e d’arrangiamento di Hammill resta comunque quello dominante. D’altra parte è sempre un piacere quando nello stesso disco finiscono un compositore inglese e uno americano, entrambi con una personalità fortissima e una visione tutta loro: due approcci alla musica da sempre completamente diversi, che però su certe idee si incastrano alla perfezione, si completano a vicenda e si tirano fuori l’un l’altro il meglio. Lucas sarà pure un chitarrista eccezionale, che si merita tutti i riconoscimenti ricevuti finora, ma Hammill, con i suoi voli vocali inconfondibili, fa capire in ogni momento chi è la leggenda vivente (come cantante e come compositore) di questo progetto.
Tutti gli amanti della carriera solista di Hammill, anche dopo la sua frequentazione con Gary Lucas, avranno in »Other World« mille motivi per essere contenti mentre ascoltano questo progetto condiviso: il leggendario vocalist tonante ha sfornato un altro album che con la sua atmosfera intensa non lascia indifferente nessun fan della musica sperimentale con radici nel periodo in cui il progressive rock era ancora giovane. Allo stesso tempo riesce a fondere con successo le idee del suo eccellente compagno musicale, il che significa che le singole idee compositive di Peter, con l’aggiunta del marchio di Lucas, vengono mostrate sotto una luce completamente nuova. Per un musicista che sforna album in studio quasi ogni anno, ogni cambio di suono rinfrescante è senz’altro un’esperienza preziosissima e piacevole, soprattutto a un’età così rispettabile, quando la maggior parte dei suoi coetanei non ha più nulla di particolarmente intelligente da dire, figuriamoci di innovativo.
Formazione
Peter Hammill – voce, chitarra
Gary Lucas – chitarra
Produzione
Peter Hammill
Tracklist
1. Spinning Coins
2. Some Kind of Fracas
3. Of Kith & Kin
4. Cash
5. Built from Scratch
6. Attar of Roses
7. This is Showbiz
8. Reboot
9. Black Ice
10. The Kid
11. Glass
12. 2 Views
13. Means to an End
14. Slippery Slope