Beautiful Stories For Ugly Children

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Artista: Mushroomhead
Etichetta: MegaForce Records
Uscita: 2010
Durata: 49:32
Voto: 3.5/5

Beautiful Stories for Ugly Children è il titolo del nuovo, anzi del settimo album dell’ottetto Mushroomhead. Il nome l’hanno preso da un omonimo fumetto anni Ottanta, da cui hanno pescato anche un pizzico di storia per i testi e la musica nuovi. L’album in sé non mostra una svolta clamorosa, ma una differenza c’è, eccome. Skinny ci conquista in tutti e dodici i pezzi con un drumming dietro cui si muovono chitarre curiosamente melodiche. Al primo ascolto i testi non lasciano un’impressione evidente, ma ascoltandoli più volte si sente e si percepisce un certo ritmo nel modo in cui vengono pronunciati.

Il primo pezzo, Come On, che apre anche il disco, è stato scelto pure come primo singolo, e con ottime ragioni. Di tutti i brani dell’album, Come On è quello che ci mette davanti il punto centrale, una specie di inno. Con quei ritornelli in-your-face potrebbe benissimo fare da sigla d’ingresso a vari eventi sportivi/wrestling. Come On attirerà un sacco di ascoltatori col suo eroismo. Non sarà il pezzo più memorabile, ma basta per aprire le porte ai Mushroomhead. Sull’album ci sono parecchie incongruenze e anche un bel po’ di passaggi tipici del classico formato alter-metal. Ma che ci vuoi fare? Come ovunque, anche qui ci sono le immancabili perle musicali. Nessuno è perfetto. Anche Burn the Bridge mostra le sue imperfezioni, con batteria e chitarra che a tratti suonano scoordinate. Ma sull’album ci sono anche pezzi come I’ll Be Here, dove nel ritornello sentiamo voci di bambini cantare “la-la-la”, il che crea un’atmosfera inquietante. Poi c’è Harvest the Garden, con i beat di batteria sgangherati di Skinny. Il tutto è un mix di tempi che non si ripetono mai lungo il disco. Un attimo ti ritrovi con The Feel, considerato il pezzo più sexy dell’album, e quello dopo con Darker Days, dove i riff di chitarra ti sfrecciano davanti agli occhi. A mettere la ciliegina sulla torta ci pensa l’ultimo brano, Do I Know You?, che di nuovo ha momenti da brivido, firmati dalle voci dei bambini.

Per tutto l’album i testi hanno approcci diversi, e i cliché che hanno infettato Come On non bastano a oscurare la intelligenza nascosta del pezzo. Il ritornello della stessa canzone non è niente di nuovo: urla e canto insieme, ma con qualche momento tutto suo (“I’ve got my hammer, duct tape, Visqueen; I know that nobody believes me; I’ve got something to say; Born in my bloody reign”). Dall’altra parte c’è The Harm You Do, che dovrebbe essere un’ode a chi è morto in Holes in the Void (“Come take your part in the haze; Days remembered in vain; Dreams forgotten, depraved; So many fallen away”). Che dire. Qui i ragazzi si sono guadagnati un bel punto in più.

Voi che ascoltate i Mushroomhead, ora o da sempre, non giudicate troppo in fretta. L’album è davvero un po’ diverso, ma poggia ancora sulle vecchie fondamenta. È pensato anche per tutti quelli che amano legarsi emotivamente alla musica che ascoltano. Un sacco di sample e tastiere e testi tutti particolari fanno ancora della band quello che è sempre stata, e speriamo che continui a esserlo. E, come direbbe (o meglio, urlerebbe) il loro ex frontman J Mann: “Never Let It Go!”

Formazione

Jeffrey Nothing – voce
Waylon – voce
Gravy – chitarra
Pig Benis – basso
Shmotz – tastiere
Skinny – batteria
ST1TCH – mixer, sample ed elettronica
Lil’Dan – percussioni

Produzione

Steveâ€Skinnyâ€Felton

Tracklist

1. Come On
2. Inspiration
3. Slaughterhouse Road
4. I’ll Be Here
5. Burn The Bridge
6. Holes In The Void
7. Harvest The Garden
8. The Harm You Do
9. Your Demise
10. The Feel
11. Darker Days
12. Do I Know You?

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