Behaviour

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Saga
Etichetta: SPV Records
Uscita: 1985
Voto: 4/5

A metà anni ’80 i Saga avevano già abbandonato in larga misura gli elementi del rock progressivo, basati soprattutto su lunghe divagazioni strumentali e su un’interazione rifinita tra chitarra e tastiere, e si erano indirizzati verso pezzi più brevi e semplici, con più peso sulla liricità e con una forte vena commerciale. Eppure la loro accessibilità commerciale non ha mai trovato un ascolto davvero ampio a livello mondiale, tranne che nella natia Canada e in Europa (soprattutto in Germania, che ha sempre avuto orecchio per l’art rock di qualità), il che è in un certo senso triste, perché il pop progressivo che facevano era meglio di quello di tante band prog che in quel periodo si erano messe a flirtare con i trend commerciali degli anni ’80. Dopo l’entusiasmante “Heads Or Tales” (1983), anche su “Behaviour” i Saga proseguono sulla rotta a metà tra pop e prog, solo che stavolta gli elementi prog sono appena percettibili e si reggono soprattutto su qualche arrangiamento sinfonico e sulle parti di chitarra argute e affilate di Ian Crichton. Anche il ritmo è diventato un po’ più semplice, mentre Michael Sadler ha adattato ancora di più la voce all’espressione dei sentimenti romantici e alla melodia.

Di lunghe suite o di sparatissime fughe strumentali non è rimasto praticamente niente, e il risultato finale è un pop rock sofisticato con parecchi elementi new wave e una spruzzata di prog, quella che puoi sempre aspettarti da musicisti di questo calibro, tosti e fuori dal comune, che non vendono la propria anima per nessuna somma al mondo. Anche se il disco è pieno di potenziali hit radiofonici basati su melodia e ritmo semplice, l’esecuzione è di prim’ordine e l’atmosfera è a un livello invidiabile. Anche la produzione è cambiata in modo evidente ed è diventata ancora più morbida del solito. L’album è famoso anche per un’altra cosa: nei testi i Saga hanno cominciato per la prima volta a esprimere in modo più esplicito temi amorosi, mai stati tipici per questo gruppo. L’intero disco è infatti dedicato all’amore, il che lo rende in sostanza il loro primo concept album. La band, fino ad allora apprezzata soprattutto dagli “intellettuali” (meglio dire dai geek della fantascienza), in gran parte uomini, si è così guadagnata anche numerose simpatie del pubblico femminile, il che è ancora più lodevole se pensi che è riuscita comunque a salvare la propria anima.

Metà dei pezzi di “Behaviour” (soprattutto la prima metà del disco) contiene potenziali hit, a testimonianza eloquente della sua impostazione commerciale. Già “Listen To Your Heart” offre un’atmosfera romantica tutta sua e un’energia completamente diversa dal solito. È un pop sofisticato con tanti effetti sonori new wave, un ritmo stuzzicante, romantici tappeti di tastiere (sullo sfondo si sente anche un clavinet esoterico, di cui si occupa il tastierista Jim Gilmour) e una voce liricamente espressiva, a cui nel ritornello si uniscono armoniosamente splendide voci di accompagnamento. A dare energia ci pensano soprattutto i passaggi di chitarra ringhianti. Pulsazione semplice e melodia lineare, ma un’atmosfera davvero efficace. “Take a Chance” è un’altra creazione pop sentimentale e ultra melodica con un ritmo quasi da ballare, ma la chitarra stratificata di Ian fa sì che il brano resti comunque abbastanza movimentato e interessante anche per gli ascoltatori più esigenti. L’ultra melodica “What Do I Know” all’uscita fu un grande successo e un singolo che all’epoca girò parecchio anche nelle radio. Non c’è da stupirsi, visto che secondo me è il lavoro più commerciale della loro carriera. Al di là del fatto che di solito, per band di questo tipo, è più un difetto che un pregio, qui siamo davanti a un pezzo eccellente che, con la sua atmosfera romantica da mezzanotte e un erotismo nemmeno troppo nascosto, portato dall’ottima interazione tra Michael e la splendida voce femminile di accompagnamento di Sharon Benson, regala uno dei vertici del disco. Il risultato è una incredibile magia romantica che esplode in tutta la sua forza nel ritornello ultra melodico. L’assolo di chitarra di Ian, raffinato e perfettamente calzante, fa sì che non si tratti del solito pezzo pop da radio e che ci trovino gusto anche gli ascoltatori più esigenti. È incredibile come la voce di Michael si incastri bene nel duetto con una voce femminile, cosa che ha rifatto molti anni dopo anche nella bellissima cover di “Don’t Give Up” di Gabriel.

“Misbehaviour”, un altro potenziale hit, grazie soprattutto agli approcci hard rock di Ian, a una voce potente e persino un po’ ruvida e a tastiere stuzzicanti torna di nuovo un po’ più vicina al sound classico dei Saga. Inoltre l’eccellente Steve Negus con i suoi passaggi massicci alla batteria garantisce una base ritmica davvero potente. “Nine Lives Of Miss MIDI”, dove regnano clavinet e tastiere ambient, è in realtà un’introduzione strumentale alla malinconica ballata new wave notturna “You And The Night”. Qui la voce di Michael è piena di una malinconia e di un dolore tutt’altro che nascosti, accentuati da affascinanti tappeti di tastiere e da un assolo sottile di slide guitar, che di solito non è certo frequente nel repertorio di Ian. “Out of The Shadows”, piuttosto nella media, annunciata da armonie stratificate di sintetizzatori, non è certo avara di romanticismo. Percussioni elettroniche e sintetizzatori spaziali lasciano di nuovo ampio spazio ai passaggi di chitarra. La energica “Easy Way Out” è di nuovo più nello stile classico dei Saga, con un bel po’ di trovate strumentali nate dall’interazione tra passaggi di chitarra affilati e una tavolozza di tastiere diverse. Se non fosse per il ritmo piuttosto orientato alla disco, potrebbe stare benissimo su uno dei primi album. “Promises” è un’altra solida ballata malinconica, dove non mancano sottili ammiccamenti tra chitarra e tastiere, guidata dalla voce romantica di Michael. In “Here I Am” i Saga art rock tornano a spingere a tutto vapore. Passaggi di chitarra affilati si fondono con tastiere succose e variopinte (tante armonie a più voci) mentre i passaggi di batteria ti tolgono il fiato. La conclusiva “(Goodbye) Once Upon a Time” è secondo me una delle loro classiche un po’ dimenticate e uno dei vertici del disco. Un’atmosfera meravigliosa, in cui le armonie delle tastiere più disparate costruiscono la scenografia romantica perfetta per la voce di Michael e per le parti di chitarra ringhianti, e trasformano quella che sembra una semplice ballata in un pezzo imponente. Non mancano nemmeno le digressioni strumentali ed è proprio qui che gli elementi progressivi del gruppo raggiungono la loro massima espressione in tutto l’album. Una bella prova del fatto che, nonostante il cambio di suono evidente, i Saga sono sempre rimasti, in fondo, una band progressiva.

Quando i Saga partirono come band progressiva, alla fine degli anni ’70, con arrangiamenti complessi, armonie affilate e concept fantascientifici, probabilmente nessuno si aspettava che un giorno avrebbero fatto un album pop rock sull’amore. Nonostante il rischio di rendersi del tutto ridicoli, nella nuova direzione sono riusciti appieno. Il risultato finale è un album pop rock espressivamente forte e di qualità, che non dovrebbe lasciare freddi nemmeno tanti appassionati di rock progressivo, anche se qui i Saga si sono allontanati parecchio dal loro primo amore. Anche se in alcuni punti si sente la mancanza di quel lato sperimentale della band, nemmeno nelle ballate cadono mai in un sentimentalismo sdolcinato e mantengono un livello professionale invidiabile. Con “Behaviour” il loro flirt con il pop non era ancora finito, ma di certo non avevano detto l’ultima parola in fatto di rock progressivo, al quale sarebbero tornati, anni dopo, con grande successo. “”Behaviour” non sarà certo tra i loro album classici, ma sicuramente è tra i più forti dal punto di vista espressivo. E un’ultima dritta: a chi piace “Power Windows” (1985) dei loro compagni canadesi Rush, probabilmente piacerà anche “Behaviour”.

Formazione

Michael Sadler – voce, tastiere
Ian Crichton – chitarra
Jim Crichton – basso, tastiere
Jim Gilmour – tastiere, voce di accompagnamento, clavinet
Steve Negus – batteria, percussioni

MUSICISTA OSPITE:
Sharon Benson – voce di accompagnamento (3)

Tracklist

1. Listen to Your Heart performed (3:56)
2. Take a Chance (3:54)
3. What Do I Know (3:40)
4. Misbehaviour (4:04)
5. Nine Lives of Miss MIDI (1:17)
6. You and the Night (5:16)
7. Out of the Shadows (4:48)
8. Easy Way Out (3:59)
9. Promises (4:12)
10. Here I Am (3:34)
11. (Goodbye) Once Upon a Time (6:38)

Durata dell’album: 45:18

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